Un’auto che, senza nessuno a bordo, si muove da sola per rendere più comodo aprire il bagagliaio? È l’idea al centro di un brevetto di Ford. Il numero 12.741.514, «Vehicle Cargo Space Access Providing Method», è stato concesso il 22 settembre a Ford Global Technologies, e la domanda era stata depositata il 24 aprile 2024. Il punto di partenza è semplice: le auto elettriche non hanno il motore davanti e quello spazio si può usare. Ford lo immagina come un piano di lavoro e, soprattutto, come un vano più facile da raggiungere, grazie a un sistema che sposta l’auto in autonomia.
Come funziona
Quando il proprietario chiede di accedere al vano di carico, il sistema verifica con i sensori che lo spazio intorno sia libero. Poi sposta il veicolo, senza nessuno a bordo, in un secondo punto di parcheggio più comodo per aprire il portellone e starci davanti. Durante lo spostamento i sensori continuano a controllare che il percorso resti libero da ostacoli. Un’idea che segue, in qualche modo, quella di qualche mese fa per cui l’auto parcheggiata si sposta da sola per evitare oggetti in arrivo.
Il frunk come secondo portellone

Come esempio, il brevetto descrive un bagagliaio anteriore (il cosiddetto frunk) trattato come un secondo portellone: invece di una scatola chiusa, si apre in una grande superficie piana. Il cofano è diviso in un pannello superiore e uno inferiore, che ruotano in modo indipendente e formano piani di lavoro a due altezze, una da tavolo e una da banco bar. Il cofano può restare chiuso mentre il portellone è aperto.

Le superfici si possono sostituire con polimero, metallo, legno o materiali magnetici, scegliendo in base alle esigenze, professionali o per il tempo libero. Secondo Motor1, si potrebbe montare un piano più robusto per il cantiere o uno più leggero per il fine settimana. Tra gli esempi compare anche una televisione ripiegabile, con cerniere ammortizzate, che resta chiusa nel vano e si abbassa quando serve. Le testate americane immaginano feste all’aperto e campeggio: sono loro ipotesi, non del documento. Il brevetto parla di veicolo elettrificato in termini generali ma non indica ancora un modello specifico sul quale applicare questa soluzione, ma resta un’idea particolarmente interessante.
FONTE: Motor1
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



