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Hyundai brevetta il volante che misura l’alcol nel fiato guardando in faccia il conducente


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36 minuti fa - Il sistema richiederebbe nuovi test se rileva un cambio di conducente.

Un brevetto Hyundai integra un etilometro nel volante, con sensori che monitorano volto e stile di guida per evitare inganni.
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Guidare dopo aver bevuto alcolici è pericoloso. Ma rimettersi al buon senso degli automobilisti è spesso insufficiente. Da anni si discute sull’adozione dell’alcolock nelle auto. Hyundai avrebbe individuato un modo per rendere questo sistema più discreto ed efficace, integrandolo direttamente nel volante delle auto. È quello che emerge da un brevetto depositato presso l’Ufficio Brevetti e Marchi statunitense (USPTO) che descrive un sistema di rilevamento dell’alcol costruito attorno a una piccola apertura nella razza inferiore del volante, che si apre e si chiude per lasciar passare il respiro del guidatore solo quando necessario, proteggendo il sensore nel resto del tempo.

Come funzionerebbe

Secondo il documento, una ventola convoglierebbe l’aria verso il sensore di rilevamento dell’alcol, per poi indirizzarla verso una bocchetta di sfogo e un canale di drenaggio pensato per far defluire l’umidità del respiro, prevenendo così la formazione della muffa. Il principio di funzionamento di base è poi quello classico con un sensore che misura il tasso alcolico nel respiro e, se supera la soglia stabilita, il veicolo non si avvia.

Nel brevetto, Hyundai motiva la scelta di integrare il sistema nel veicolo elencando alcuni limiti dei dispositivi esterni oggi in uso. Quelli esistenti, infatti, sarebbero per Hyundai più facili da manomettere, maggiormente soggetti a contaminazione dall’ambiente dell’abitacolo e, secondo l’azienda, “danneggerebbero l’estetica del veicolo”.

Guida distratta e riconoscimento del volto

Il brevetto va anche oltre descrivendo un sistema di monitoraggio continuo di quello che viene definito «un pattern di guida predeterminato come disattento». Cosa significa? Se rilevato, il sistema potrebbe richiedere un nuovo campione di respiro. Il sistema monitorerebbe inoltre il volto del conducente. Se rileva un cambiamento, richiederebbe un nuovo test o rifiuterebbe quello in corso. Una misura pensata per impedire, per esempio, che un passeggero si sporga per soffiare al posto del guidatore. Essendo integrato nel veicolo, il sistema promette anche una maggiore affidabilità e resistenza alla manomissione rispetto ai dispositivi aggiuntivi, oltre a una manutenzione più semplice per i meccanici, dato che il test non richiederebbe più il contatto diretto della bocca con una parte separata dell’abitacolo.

FONTE: CarBuzz

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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