L'Alcolock è in vigore: 10 domande e risposte... critiche
Codice della Strada

L'Alcolock in 10 punti (a modo nostro)


Avatar di Lorenzo Centenari, il 25/02/26

1 ora fa - La nuova norma entra in vigore. Insieme a una serie di dubbi

L'alcoltest fai-da-te entra in vigore, insieme a una serie di dubbi. Costi, installazione: i lati oscuri abbondano, ecco qualche esempio

C’è stato un tempo in cui la tecnologia in auto serviva a farci andare più forte, più lontano, più comodi (o almeno, a farcelo credere).

Oggi, invece, la tecnologia soffia. Letteralmente.

Perché l’Alcolock non è un assistente alla guida, non è un ADAS di ultima generazione, non è l’ennesimo acronimo da imparare a memoria: è un giudice silenzioso piazzato tra la chiave (o il tasto Start) e il motorino d’avviamento.

Soffi, aspetti il responso e solo allora l’auto decide se fidarsi di te.

La norma è operativa, i dispositivi sono in vendita, le officine si stanno attrezzando. Sulla carta è semplice: chi è stato condannato per guida in stato d’ebbrezza, guida solo a tasso zero. Nella pratica, però, le domande sono più di una.

Compatibilità con un parco circolante da età pensionabile, costi non proprio simbolici, famiglie con un’auto sola che diventano improvvisamente tutte astemie per decreto.

Proviamo allora a mettere ordine. Senza moralismi, senza slogan. In 10 mosse, fatti, dubbi e qualche inevitabile sopracciglio alzato.


1) Cos’è l’Alcolock (no, non è un freno a mano elettrico)

L’alcolock è un etilometro collegato all’avviamento che impedisce al motore di accendersi se il guidatore ha bevuto.

Basta soffiare in un boccaglio: se il valore non è 0 l’auto resta muta come una marcia mal sincronizzata.


2) Chi lo deve montare (non tutti, ma molti lo temono)

Obbligatorio solo per chi è stato condannato per guida in stato d’ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l.

La pena si sconta prima con sospensione della patente e poi con l’Alcolock montato per 2 o 3 anni, a seconda della gravità.

Alcolock, si comincia (senza troppa convinzione)Alcolock, si comincia (senza troppa convinzione)


3) Quanto costa (spoiler: ti piacerà poco)

Il prezzo di mercato si aggira sui 1.500–2.000 euro solo per il dispositivo, ai quali aggiungere installazione, taratura annuale, manutenzione e boccagli monouso.

Sì, come quando monti l'alettone in fibra di carbonio, ma più deprimente.


4) Compatibilità con le auto (il primo grande rompicapo)

Non tutti i veicoli possono montarlo. Il Ministero ha pubblicato un elenco di modelli compatibili e di installatori autorizzati, ma:

  • molte auto vecchie pare non siano tecnicamente adattabili, e nel nostro parco circolante (età media alta) non è un dettaglio insignificante;

  • solo certe officine certificate possono eseguire l’installazione, il che può limitare concorrenza e innalzare i prezzi.


5) Una sola auto in famiglia: il paradosso

Se un veicolo è dotato di Alcolock, chiunque voglia avviarlo deve soffiare nel test dell’alito, anche se non soggetto all’obbligo. In pratica: moglie, figli, nonni, amici, tutti devono avere 0 g/l.

Non proprio il rituale serale che ti aspettavi.


6) E se l’apparecchio si guasta?

Il testo di legge rimane (ovviamente) rigido: se il dispositivo non funziona o manca taratura valida, l’auto potrebbe essere considerata sprovvista di sistema obbligatorio. E qui entrano multe e sospensioni.

Per esperienza internazionale, gli alcolock non sono esattamente infallibili.

Alcolock, il dispositivo anti-sbornia non è a prova di errore (dicono)Alcolock, il dispositivo anti-sbornia non è a prova di errore (dicono)


7) Mercato “giovane” e offerta limitata

Per ora, sul Portale dell’Automobilista ci sono pochi modelli autorizzati (Breatech Alcolock B1000 e Zaldy Alcolock). Ampliare l’offerta impiegherà settimane o mesi, mentre i costi restano quelli di lancio.


8) Se provi a fare il furbo (per modo di dire)

Tentare di fregare l’Alcolock (boccaglio taroccato, sigilli manomessi, ecc.) comporta sanzioni salate: tipo multe di importi a tante cifre, sino alla tua macchina messa in palio come premio di consolazione.


9) Privacy (o dell’arte di soffiare al primo appuntamento)

C’è poi un aspetto meno tecnico e più… umano. L’Alcolock non giudica, ma espone.

Immaginate la scena: primo appuntamento, cena, atmosfera giusta. Si sale in auto. Lei (o lui) si accomoda, portiera che si chiude, silenzio. E tu che, con naturalezza degna di un briefing pre-volo, prendi il boccaglio e annunci: “Scusa un attimo”.

La norma impone tolleranza zero, ma non prevede un filtro per l’imbarazzo sociale.


10) Morale: la norma è buona, l’applicazione è un dubbio

L’idea, ridurre gli incidenti causati dall’alcol, è sensata. Ma c’è chi critica l’effetto collaterale: misura valida sulla carta, operativa ma ingarbugliata da costi e limiti tecnici di implementazione.


Perché questa norma farà discutere (oltre che soffiare)

È utile? Sicuramente sì: togliere chi è ubriaco dalla guida salva vite.

È facile da applicare? Non proprio: costi e compatibilità lasciano margini di contenzioso.

I cittadini la percepiranno come giusta o come tassa travestita? Qui si gioca la partita vera.

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Pubblicato da Lorenzo Centenari, 25/02/2026
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