Autore:
Lorenzo Centenari

SPY HARD A chi è solito guidare dopo essersi scolato una birretta o due, imboccare strade secondarie per sottrarsi ai controlli della polizia potrebbe in futuro non bastare. Perché l'agente più severo sarà a bordo, un tutore della legge al quale non sarà possibile nascondere le proprie colpe. Nemmeno, e questo è il punto, se il veicolo sarà provvisto di guida autonoma. Da Huawei, ecco il brevetto di un sistema che monitora la sobrietà del conducente, e che in presenza di comportamenti anomali, non solo invita alla prudenza, ma in casi estremi chiama una pattuglia. Il gigante cinese della tecnologia avrebbe già depositato il brevetto anche in Europa: i pendolari della sbronza hanno le ore contate.

SBORNIA AUTONOMA Non un vero e proprio dispositivo alcoltest, quello pensato da Huawei, bensì un programma assai sofisticato che sorveglia istante per istante il driver attraverso telecamere e sensori, e che una volta individuato un rischio per la sicurezza, lo avverte tramite segnali acustici o visivi, per non dire che lo porta dritto in bocca alla Stradale. Già, perché sinché la guida autonoma non avrà raggiunto il suo massimo grado di evoluzione (Livello 5), chi siede al volante dovrà sempre essere in grado di riprendere il controllo del veicolo. Quindi, rimanere nelle condizioni di poterlo fare.

SEVERO MA GIUSTO Guida in stato di ebbrezza, ma anche uso improprio del cellulare, persino la presenza in auto di armi o droghe. E ancora: il Grande Fratello virtuale si accorgerà se il conducente è distratto, oppure se mostra segnali che possano anticipare il colpo di sonno. Un vero e proprio "tutor" a 360 gradi, un angelo custode che veglia sulla nostra marcia, ma che non scende a patti se la trasgressione è grave, consegnandoci alle forze dell'ordine. Non risulta che Huawei abbia in cantiere un'auto a guida autonoma, non almeno a proprio marchio. La tecnologia che fa la "spia" in caso di sbornia verrà dunque messa sul mercato, a disposizione di altri Costruttori.


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