Autore:
Lorenzo Centenari

PROVE TECNICHE DI CONVIVENZA Ne restiamo affascinati, ma verso i robot nutriamo ancora qualche dubbio. Non siamo ad esempio disposti ad affidare loro i comandi della nostra auto: meglio un essere umano imperfetto, ma con un cuore, che non un gelido pilota automatico, per quanto ultra-intelligente. La guida autonoma non si scrollerà di dosso un velo di diffidenza ancora per un po', così Jaguar Land Rover si cimenta ora nell'impresa di persuaderci che è tutto a posto. Che né in auto, né soprattutto quando siamo a piedi, c'è più nulla da temere. Dal Gruppo britannico, il prototipo di una tecnologia salva-pedoni che proietta sull'asfalto un fascio luminoso e comunica all'esterno la propria direzione. Un video illustra il suo funzionamento ancora meglio delle parole.

IL LINGUAGGIO DEI SEGNI Nella pratica, la tecnologia di intelligenza artificiale sviluppata da Jaguar Land Rover orienta sulla strada una serie di proiezioni che indicano i successivi movimenti del veicolo: arresto, svolta a destra, svolta a sinistra. Sperimentate su un esemplare di Pod della Aurrigo, le immagini consistono in una serie di barre a spaziatura variabile: la distanza fra le linee si accorcia quando il veicolo si accinge a frenare, per arrivare alla distanza minima al momento del completo arresto. Quando poi il Pod riparte ed accelera, il gap tra le barre torna a crescere, mentre all'avvicinarsi di una curva le linee si aprono a ventaglio a destra o a sinistra, seguendo la direzione della svolta stessa. In futuro, le speciali proiezioni potrebbero anche essere impiegate per condividere coi pedoni il rilevamento di ostacoli e gli aggiornamenti sul percorso. A condurre i test, la divisione Future Mobility di JLR col supporto di psicologi cognitivi: in presenza delle barre luminose, le "cavie" avrebbero mostrato verso le self driving car un grado di fiducia superiore. A poco a poco, il feeling tra robot ed esseri umani fa progressi.


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