Autore:
Lorenzo Centenari

L'UOMO SENZA SONNO "Colpo di sonno? Chi, io? Scherzi? Potrei guidare per 12 ore filate". Oltre che correre più veloce dei suoi simili, l'automobilista Alfa dura anche più a lungo. Una sorta di Superuomo immune alla fatica, al dolore, al pericolo. Moderna versione di Pierre Terrail de Bayard, meglio noto come "Il cavaliere senza macchia e senza paura". Palle, e scusate il francesismo. L'essere umano ha una capacità di concentrazione limitata nel tempo, e il rischio di addormentarsi alla guida non risparmia nessuno. E poco importa se in vita vostra non è mai capitato, e se non siete soggetti predisposti. Il nostro corpo cambia, così come cambiano le condizioni ambientali. Può restare in incubazione per una vita intera. E in un attimo, togliervi la vita a tradimento. Ne basta uno. Il colpo di sonno è subdolo. E micidiale.

SEGNI PREMONITORI La statistica conferma: il colpo di sonno è tra le maggiori cause di incidenti stradali, specialmente durante la stagione estiva. Il caldo, l'inesperienza, la guida in ore notturne e su distanze più prolungate del solito: le cause sono molteplici, sta di fatto che in estate il rischio di perdere improvvisamente conoscenza raddoppia rispetto agli altri periodi dell'anno, quando già il crollo dei sensi è concausa del 20% di tutti i sinistri stradalidell'1% di quelli fatali. Sei convinto di farcela, ti fidi alla cieca del tuo corpo e della tua mente. Spavaldo, trascuri quei piccoli segnali che in realtà le tue cellule trasmettono già da qualche minuto. Uno sbadiglio, la vista che si offusca, le palpebre che si appesantiscono. Che vuoi che sia, tiro dritto. Finché non chiudi gli occhi, e - quando va bene - li riapri in una stanza di ospedale. Sempre ammesso che li riapri. Terrorismo psicologico? Ben venga, se serve a salvare delle famiglie.

GIOVENTU' ASSONNATA Una ricerca realizzata dalla compagnia britannica di assistenza stradale GEM dimostra come l'improvviso passaggio dalla veglia al sonno sia tra le più frequenti cause di incidenti durante gli esodi estivi. Il fenomeno avviene soprattutto nelle ore della notte o all'alba, cioè quelle fasi che molti automobilisti scelgono per evitare il caldo e il traffico degli orari di punta. L'indagine GEM svela inoltre come a sottovalutare il rischio siano principalmente guidatori di sesso maschile (85%). E come, tra questi, il 30% debba ancora compiere 30 anni. Tombola. Entusiasmo, poche ore di sonno alle spalle, culto della resistenza fisica. E buonanotte, a volte per sempre. E allora, mettete da parte il desiderio di stabilire record, giungere a destinazione mezzora prima del previsto, fare colpo sulla fidanzata. Accettate di scorrere il nostro vademecum anti-colpo di sonno. Forse, per voi saranno banalità. Forse no. E forse, un giorno, non sarà stato tempo perso.

1. AAAAAALT!!!! Cominciamo dalla fine, dall'ultima spiaggia. Il collo non sorregge più la nuca, le palpebre galleggiano a mezz'asta, il respiro si allunga come stessimo russando. Freccia a destra, prima piazzola e stop. Recliniamo lo schienale e schiacciamo un pisolo di 20-30 minuti. Non vi servirà un buon libro per prendere sonno, fidatevi. Al restart, la vostra batteria avrà guadagnato qualche tacca di autonomia. Ma un richiamino potrebbe rendersi necessario, quindo occhio.

2. DORMI BAMBINO, DORMI TESOR... Meno uno alla partenza, domattina sveglia alle 5 e via di mare, sole e partite a beach. Ma come rifiutare l'invito al party di laurea dell'amico del cuore? E fu così che andò a letto alle 3, magari con uno o due cocktail in corpo, e riposò la bellezza di due ore due. Con la prospettiva di un viaggio in solitaria di 500 km. Guai a non dormire almeno 7-8 ore, a seconda delle proprie esigenze. Tre caffè doppi non vangono come patteggiamento. E pazienza per l'amico. Se è un vero amico, vi capirà. 

3. NO ALCOOL, THANKS. I'M DRIVING! E a proposito del bere. Anche l'alcool assunto la sera precedente influenza il tasso di vigilanza. Dipende ovviamente dal proprio grado di tolleranza e dalla quantità ingerita. Ma non chiedete al vostro fegato gli straordinari: smaltire dal sangue anche l'ultimo grammo di alcool richiede tempo. E specialmente in caso di partenze antelucane, i postumi della pinta al pub saliranno a bordo insieme a voi. Con tutti i problemi del caso. Sonnolenza in primis.

4. DRUG ME TO HELL E' inutile che negate. Sappiamo perfettamente che alcuni di voi uno spinello, di tanto in tanto, se lo fanno. D'altra parte, in Parlamento vi danno l'esempio. Bene, non è compito nostro rimproverarvi quest'abitudine, a meno che ques'abitudine non preceda la guida, anche di parecchie ore, sia ben chiaro. Tra gli effetti psicotropi della cannabis, uno dei maggiori è proprio quello narcolettico. D'accordo, nel 1939-40 i carristi della Wehrmacht assumevano metamfetamine e avanzavano per giorni interi senza dormire. Sapete, vero, che fine hanno fatto le cavie di questi protoesperimenti chimici? Ve lo diciamo noi, si sono ben presto bevuti il cervello. Se in caso di incidente per colpo di sonno gli esami individuano nel vostro sangue tracce di droghe, pesanti o leggere che siano, prima di scontare la pena vi meritate anche uno schiaffone. Da Mike Tyson. 

5. IL MATTINO HA IL SONNO IN BOCCA Temete l'afa e il traffico da bollino nero. E saggiamente, anticipate la partenza alle prime luci dell'alba. Se non a notte fonda. Sappiate tuttavia che la guida notturna o di mattina presto richiede allenamento, e che al buio il naturale bioritmo della specie umana tende a generare sonnolenza. A meno che non siate navigati guerrieri del pendolarismo antelucano, non improvvisatevi allodole. Piuttosto, sorbitevi la coda al casello. Ma non rischiate. Idem per gli orari postmediani: il primo pomeriggio è anche detto "porta del sonno secondaria", e i motivi sono scientifici. Pianificate l'orario con massimo scrupolo.

6. UNA MOKA PER AMIKA? Sfatiamo un altro luogo comune. Il consumo di caffé aumenta la soglia di vigilanza, è vero, ma i suoi beneifici sono assai circoscritti nel tempo. Tutto dipende inoltre dal grado di tolleranza del proprio organismo. Insomma, il caffè non vi mette al riparo dal colpo di sonno. Contrariamente a quanto viene fatto dalla maggioranza delle persone, per combattere l'affaticamento è meglio non ricorrere al caffé - che tra l'altro può aumentare l'irritabilità o lo stress - ma passare al guaranà o al ginseng, bevande dalle proprietà simili, ma più soft.

7. UN VIAGGIO CHE INIZIA IN CUCINA La qualità della guida comincia in tavola. Prima e durante il viaggio occorre mantenersi leggeri col cibo - visto che la sonnolenza arriva anche con le difficoltà di digestione, specie col caldo -, preferendo magari piccoli snack con noci, frutta o verdura. Attenzione: anche la mancanza di cibo può indurre sonnolenza, al pari della disidratazione. Fondamentale, oltre agli spuntini, bere frequentemente acqua fresca.

8. ALZA IL TUO VOLUME! Quando le sirene di un morbido materasso sussurrano all'orecchio con insistenza, è ormai troppo tardi. A quel punto nessun trucco è più efficace, per vincere la sonnolenza alla guida. Se non fermarsi, e dormire (vedi punto 1). Alzare il volume della radio, abbassare il finestrino, accendere il climatizzatore o mettersi a cantare non sono rimedi utili a ridurre il rischio di incidente da colpo di sonno

9. E CON LA PILLOLA VAI GIU' Anche farmaci comuni come antistaminici, antipertensivi, antidepressivi e ansiolitici, possono indurre sonnolenza. Lo stesso dicasi di alcune patologie del sonno: tra le principali, l’insonnia e la sindrome delle apnee ostruttive. Prima di partire per un lungo viaggio, consultate il medico per sapere se tra gli eventuali medicinali che assumete quotidianamente ne esistono di controindicati alla guida. 

10. IN TWO IS MEGLIO CHE ONE Il grado di sonnolenza è significativamente influenzato dal livello di stimolazione da parte dell’ambiente, ad esempio dalle mansioni lavorative, e dalla conseguente attivazione emozionale della persona. La guida, quindi, in condizioni monotone può alla lunga favorire l’insorgenza di colpi di sonno. Siamo uomini, non robot. Scegliamo un lavoro che ci piace e un partner stimolante. In viaggio verso le vacanze, tutto sommato, meglio litigare (e poi fare la pace) che addormentarsi.


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