Autore:
Lorenzo Centenari

LUCI E OMBRE Ci inzucchiamo più spesso, ma più spesso anche ci salviamo. Più incidenti, meno incidenti mortali, specialmente tra motociclisti e pedoni. Meno roseo il bollettino tra i ciclisti, stabili invece le automobili. Questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dall'Istat, in collaborazione con l'Automobile Club d'Italia, dei sinistri stradali nel nostro Paese nel corso del 2016. Tempestivamente, l'Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso i dati alla vigilia del grande esodo estivo: chissà che il report non finisca nelle mani di qualche società di gestione e manutenzione stradale, e che non deliberi di intervenire in tempi brevi, dando così il proprio contributo.

E' GRAVE, DOTTORE? Nel 2016, sulle strade italiane si sono dunque verificati 175.791 incidenti stradali con lesioni a persone. Per la prima volta dal 2001, i sinistri e il monte feriti ( 249.175 unità) registrano un incremento sull'anno precedente, nella misura rispettivamente dello 0,7% e dello 0,9%. Aumentano in particolare i feriti gravi: sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, sono stati oltre 17 mila, contro i 16 mila del 2015 (+9%).

SI MUORE MENO Contemporaneamente, dopo due anni di sostanziale stagnazione il numero dei morti torna a ridursi: nel 2016 le vittime (decedute entro 30 giorni) sono state 3.283, 145 in meno del 2015 (-4,2%). Più prudenti, o semplicemente più fortunati, sono stati soprattutto i motociclisti (657, -15,0%) e i pedoni (570, -5,3%). Pressoché invariato il numero di morti tra gli automobilisti (1.470, +0,1%), mentre le cattive notizie interessano il popolo di ciclisti (275, +9,6%)ciclomotoristi (116, +10,5%). E purtroppo, il quadro dei primi mesi 2017 è tornato a tinte fosche.

AUTOSTRADE PIU' SICURE Dividendo le statistiche per tipologia di arteria stradale, sulla confortante diminuzione del numero di vittime pesa soprattutto il calo registrato da autostrade (tangenziali e raccordi autostradali compresi) e strade extraurbane: rispettivamente 274 e 1.546 morti, cioè il -10,2% e il -4,6% sull’anno precedente. Più modesta la flessione sulle strade urbane (1.463 morti, -2,6%), mentre ammonta al 6,5% il calo di vittime nei Comuni di maggiore dimensione.

E IN EUROPA? Una volta tanto, l'Italia non è fanalino di coda. Anche in Unione Europea, nel 2016 il numero delle vittime di incidenti stradali è tornato a calare, precisamente dell'1,8% (25.720 vittime). Vero, ma se si prende in esame la forbice 2010-2016 i decessi sulle strade del Vecchio Continente si sono contratti solo del 18,6%, quando nello Stivale il calo raggiunge il 20,2%, meglio della media Ue. Gli italiani tornano invece sotto soglia alla voce morti per abitante: per un milione di persone, in Europa si contano 50,6 morti per incidente stradale e 54,2 nel nostro Paese, al 14° posto dietro Svezia, Regno Unito, Spagna, Germania e Francia. 

MALEDETTO CELLULARE Tra i comportamenti errati più frequenti, come emerge dalle sanzioni per violazioni al Codice della Strada, sul podio salgono guida distratta, come ad esempio utilizzo improprio del cellulare alla guida, mancato rispetto della precedenzavelocità troppo elevata. Abiitudini fatali nel 41,5% dei casi. Se infine il monte incidenti è tornato a salire, un motivo strutturale esiste e consiste nella generale e sensibile ripresa della mobilità: nel 2016 le immatricolazioni di veicoli sono aumentate del 18,2%, il parco circolante dell’1,4%. Più elevate anche le percorrenze autostradali (+3,3%), con oltre 82 miliardi di km percorsi. Si guida di più, e inevitabilmente il rischio incidente cresce in parallelo. Si muore meno, forse, anche grazie ai passi avanti compiuti dalla tecnologia di bordo delle autovetture. Vorremmo credere che sono migliorati anche prudenza e senso civico. Ma non ne siamo ancora così certi.


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