Autore:
Lorenzo Centenari

RITOCCHINO Assicurazioni, brutte notizie. Nel corso del mese di giugno 2017, il premio medio nazionale RC Auto è stato di 563,06 euro. Significa che la variazione rispetto a 6 mesi fa ammonta al 7,04%. Rispetto a giugno 2016, la tariffa media fa invece segnare un incremento del 9,96%. A rivelarlo è il portale Facile.it, attraverso il suo periodico osservatorio sul costo delle polizze.

RIALZO GENERALE Per la prima volta da quando l'osservatorio esiste, a partire da maggio i prezzi medi delle assicurazioni RC Auto sono aumentati in tutte e 20 le regioni italiane. Solo 2 province hanno registrato un calo dell'importo, peraltro abbastanza lieve.

CASERTA MAGLIA NERA In valori assoluti, gli automobilisti che per assicurare la propria auto hanno pagato il prezzo più alto sono quelli residenti in Campania (933,84 euro), seguiti dalla Calabria (694,97 euro). Caserta, in particolare, la provincia più cara, con un esborso annuo medio di 1.014,26 euro. Il premio RC Auto più basso tocca invece agli abitanti di Aosta: spesa media di 359,03 euro.

CHI SALE DI PIU' Snocciolando i dati emerge poi come l’aumento registrato nel corso dell’anno vari sensibilmente a seconda dell'area geografica. In testa alla graduatoria dei salassi si posiziona il Trentino Alto Adige (premio medio di 421,24 euro, per un incremeno del 18,34%), seguito dal Molise (+17,85%, 538,58 euro) e dalla stessa Valle d’Aosta (+15,92%). Gli aumenti più contenuti hanno invece interessato Puglia (+5,44%, 671,25 euro) Basilicata (+7,75%, 492,18 euro) e Veneto (+8,97%, 464,89 euro). 

ITALIANI BRAVA GENTE? Cifre, infine, che in generale contrastano con le rilevazioni diffuse di recente da Ania e Ivaas, enti secondo i quali, nel 2016, il prezzo della RC Auto era sceso rispetto al 2015 di circa il 6% (media di 423 euro). Sia l'Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici, sia l'Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, riconoscono tuttavia come il calo del costo delle polizze fosse dovuto a uno standard di partenza di gran lunga superiore a quello degli altri Paesi europei. Le imprese di assicurazioni si difendono, sostenendo che nel nostro Paese si continuano a registrare più frodi che altrove. Sta di fatto che a rimetterci, come sempre, è l'automobilista onesto e prudente.


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