Autore:
Luca Cereda

IO GUIDO DA SOLA Dopo l’incidente mortale della Tesla Model S, la guida autonoma fa un po’ più paura. Possiamo fidarci del pilota automatico? Secondo Elon Musk sì, secondo chi alla Tesla ha contribuito a svilupparlo no. Alcuni ingegneri e sviluppatori dell'azienda avevano manifestato dei dubbi già in tempi non sospetti, ben prima dell’incidente costato la vita a Joshua Brown, ma Musk  non li ha voluti ascoltare. Lo rivela CNN Money a seguito di un intervista ad alcuni ex dipendenti della fabbrica di auto elettriche americana.

PRESUNTUOSO? Secondo questi, Elon Musk avrebbe spinto per mettere in commercio l’autopilot quando era ancora perfettibile. E soprattutto non del tutto sicuro, almeno a parare di chi ci stava lavorando.  Ai limiti del sistema in certe situazioni di guida Musk contrapponeva il motto di "Not to let the perfect be the enemy of the better" (Non lasciare che la perfezione sia nemica del miglioramento), argomentando la drastica riduzione degli incidenti che il suo complesso sistema di chip e sensori avrebbe comportato nella maggior parte dei casi.

COLPA DEL FRENO Il controllo umano contro l’intelligenza robotica: chi ha più margine di errore? Vecchia storia. Ma le preoccupazioni non devono rallentare il progresso, secondo il CEO di Tesla, che di recente ha imputato l’incidente mortale avvenuto in Florida al sistema di frenata automatica della Model S (un genere di dispositivo di sicurezza che oggi montano tante altre auto), scagionando l’Autopilot in modo alquanto pretestuoso.

SENSAZIONI FUNESTE Eric Meadows, ingegnere che ha lavorato al sistema di guida autonoma di Tesla, invece non ha mai nascosto i suoi pensieri. Nel 2015, mentre stava testando l’autopilot, è stato fermato dalla polizia perché sembrava guidasse ubriaco. Meadows ha ammesso di aver spinto le funzioni del pilota automatico al limite, convinto che chiunque comprasse un’auto capace di guidare da sola avrebbe fatto lo stesso. Ma ne ricavò comunque l’impressione che “qualcuno sarebbe potuto morire”.

GRILLI PARLANTI Tutto questo non ha fermato l’uscita della Tesla Model S con Autopilot. Nemmeno i dubbi di altri sviluppatori sulla funzione di parcheggio automatico, in difficoltà nel riconoscere oggetti piccoli come un gatto. “Troppo cauti”, li definiva Musk, che tirava dritto per la sua strada. E lo avrebbe fatto, a quanto pare, anche sulla possibilità dell’infotainment di riprodurre filmati con l’Autopilot in uso: decisione sulla quale, almeno in questo caso, alcuni manager lo avrebbero costretto a ricredersi.

PRIMA LA SICUREZZA Insomma, in nome del progresso a tutti i costi Elon Musk si sarebbe preso dei rischi che molti altri costruttori di automobili – oggi – rifuggono. Ciò nonostante, la Casa replica alle accuse ribadendo che “Per Tesla la sicurezza è una priorità assoluta” e che “aggiornerà continuamente i suoi software, specialmente quello dell’autopilota, per continuare a migliorarne le funzionalità”. To be continued…


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