Autore:
Emanuele Colombo

TESLA ATTO SECONDO Dieci anni fa, Elon Musk aveva esposto i piani per il futuro nel suo famoso Master Plan: oggi, avendo quasi raggiunto i traguardi che si era prefissato, il boss di Tesla pubblica un nuovo piano d'azione sulle pagine del blog dell'azienda (https://www.tesla.com/blog/). Ecco in che cosa consiste.

IL FUTURO IN 4 PUNTI Come il piano precedente, anche quello appena comunicato è molto lineare

  1. Creare pannelli solari con batterie di accumulo incorporate

  2. Espandere la gamma di veicoli elettrici per coprire tutti i principali segmenti di mercato

  3. Sviluppare una guida autonoma che sia 10 volte più sicura di quella manuale, attraverso la sperimentazione di massa

  4. Rendere le auto dei clienti in grado di far guadagnare soldi al proprietario quando non la usa

SI PARTE DAL SOLE L'energia solare è da sempre un pallino di Musk, che come abbiamo già scritto punta a una fusione tra Tesla e Solar City. Quest'ultima è la principale compagnia americana del settore e dichiara per i suoi pannelli un valore di efficienza record: oltre il 22 per cento.

L'EVOLUZIONE I pannelli solari con batteria integrata vogliono risolvere il problema della produzione discontinua di energia, legato al fatto che il sole va e viene. Un'opportuna sinergia è a portata di mano considerando che Tesla inaugurerà a giorni la sua fabbrica di batterie Gigafactory.

CAVALCA LA GREEN ECONOMY L'obiettivo è accelerare la transizione verso l'energia sostenibile, come annunciato dal cambiamento nello statuto aziendale: Musk dice che era nei piani fin dall'inizio. Perché presto o tardi “esauriremo i carburanti fossili da bruciare”, dice Musk, “e virtualmente tutti gli scienziati concordano che è folle incrementare drammaticamente i livelli di carbonio atmosferico e oceanico (forse intende anidride carbonica, n.d.r.)”.

LE TESLA DEL FUTURO Quanto alla gamma dei veicoli elettrici, Musk fa riferimento alla già annunciata Model 3, a un suv compatto e a un pick-up chiamato Semi. Se il percorso dalla Model S alla Model 3 passando per la Model X era pensato per finanziare con modelli costosi auto via via più popolari, le nuove proposte non dovrebbero diventare più economiche: Musk punta infatti a renderli convenienti con uno stratagemma che permetterà ai proprietari di trarne guadagno quando non le usano (in media dal 90 al 95 per cento del tempo, secondo le statistiche).

ECCO IL TRUCCO Quando la guida autonoma sarà completamente sviluppata e autorizzata a circolare, sarà possibile far partecipare le auto dei privati alla flotta di car sharing robotizzato gestito dall'azienda. Il proprietario potrebbe richiamare la propria vettura al bisogno con un app del suo smartphone, come oggi può già fare in parcheggio attraverso la funzione Summon.

TRAGUARDO SICUREZZA Cruciale, a questo punto, sciogliere il nodo della sicurezza al quale Musk dedica ampio spazio. Un traguardo da raggiungere è che le auto siano in grado di auto-pilotarsi in sicurezza anche in caso di guasto. Quando il software sarà maturo, Tesla stima che le autorità chiederanno 10 miliardi di chilometri complessivi di collaudo, per concedere l'approvazione.

LO STATO DELL'ARTE A oggi l'apprendimento del sistema procede al ritmo di 5 milioni di chilometri al giorno, grazie al fatto che la sperimentazione viene portata avanti conteggiando la strada percorsa dei clienti. E secondo Musk l'appellativo Beta, con cui l'azienda stessa definisce il proprio autopilota, non va inteso in senso classico: l'etichetta verrà tolta solo quando il sistema si dimostrerà almeno 10 volte più sicuro della media dei veicoli tradizionali.

VIZIO DI FORMA Speriamo solo che per fare i conti non usino lo stesso metodo adottato finora, con cui Musk confronta gli incidenti mortali verificatisi nella guida automatica, attiva solo in certe condizioni e su poche auto al top per modernità e manutenzione, con quelli di tutte le altre macchine: di ogni età e stato di conservazione, usate nelle circostanze più disparate.


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