Autore:
Emanuele Colombo

CAMBIO DI ROTTA È una sola parola, ma fa una grande differenza: fino a pochi giorni fa nello statuto di Tesla si leggeva che la mission dell'azienda era di “accelerare la transizione del Mondo verso il trasporto sostenibile”. Ora si legge che la transizione è verso l'energia sostenibile.

STRATEGIA ALLARGATA Un cambio di statuto che fa intuire le strategie future di Elon Musk: la fabbrica di batterie Gigafactory verrà inaugurata tra pochi giorni e potrebbe essere destinata a soddisfare non solo la domanda interna, ma anche altre compagnie interessate tanto alla mobilità elettrica quanto alla tecnologia delle power grid (ricordiamo che Nissan da tempo propone l'uso delle sue Leaf come “polmoni” per bilanciare i picchi di energia sulle reti elettriche).

FUSIONE IN VISTA Per esempio Solar City, il più grande installatore di pannelli solari degli Stati Uniti, con cui Tesla intende fondersi e per cui sta già trattando da settimane: le batterie della Gigafactory sono proprio ciò che serve a una fonte discontinua come l'energia solare per soddisfare 24 ore al giorno la domanda di energia degli acquirenti delle auto elettriche. Un circolo virtuoso.

SPAZIO: ULTIMA FRONTIERA In questa sinergia, che vedrebbe (o vedrà) Tesla padrona di un ecosistema completo e autosufficiente, non rientra per ora SpaceX, la compagnia spaziale privata lanciata dallo stesso Elon Musk che proprio in questi giorni ha colto un enorme successo. Il 18 luglio ha infatti inviato un carico di attrezzature per oltre 2,2 tonnellate, facendo poi atterrare a Cape Canaveral in Florida il suo vettore spaziale riutilizzabile Falcon 9.

ORA È AFFIDABILE La novità sta nel fatto che il rientro è evidentemente ritenuto affidabile, dopo che le prime quattro esperienze (delle quali solo l'ultima si è conclusa in modo positivo) erano state condotte su piattaforme galleggianti in mezzo all'oceano, quindi in aree estranee a programmi spaziali ufficiali.

TUTTO PER IL COLONO SPAZIALE In prospettiva, però, anche la navicella spaziale trova posto nel puzzle formato da Tesla, Gigafactory e Solar City, alla luce di quella nuova parolina apparsa nello statuto aziendale. Non è un segreto che Musk ambisce nei prossimi anni a colonizzare Marte, come ha lui stesso ribadito in occasione dell'ultima Code Conference in California (https://events.recode.net/events/code-conference/).

MERCATO VERGINE Per un impresa simile servono, guardacaso, adeguati sistemi di trasporto e di sfruttamento dell'energia per i quali Musk sembra si stia attrezzando. Che segretamente punti a diventare il monopolista della colonizzazione di Marte? Di certo sarebbe un mercato tutto nuovo: il sogno di qualsiasi imprenditore.


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