STOP ALLA FORNITURA “La collaborazione con Tesla non andrà oltre EyeQ3”, si legge in un comunicato di Mobileye, l'azienda israeliana che ha fin qui fornito alla guida autonoma di Elon Musk il sistema di chip e il software per il riconoscimento delle immagini (fonte www.reuters.com).

CHIP E SOFTWARE SOTTO ACCUSA? Ciò potrebbe dipendere dell'incidente mortale causato dal pilota automatico di una Model S il maggio scorso (e dall'omessa sorveglianza del proprietario). In quell'occasione il sistema non ha “visto” un autotreno che attraversava la carreggiata e l'auto è andata a sbattere.

LA GUIDA AUTONOMA RESTA NEI PIANI La strategia di Tesla di puntare sulla guida autonoma, sia chiaro, non cambia: è di pochi giorni fa la pubblicazione del nuovo Master Plan di Elon Musk in cui il pilota automatico è la chiave dei futuri progetti dell'azienda.

PROBLEMA (IR)RISOLTO Tuttavia l'episodio dimostra che i problemi per realizzare le auto che guidano da sole sono ancora molti e riguardano aspetti trascurati dai media. Prima ancora di imparare a circolare dappertutto, i piloti automatici devono saper individuare gli ostacoli almeno come un guidatore attento.

SENSORI FALLACI Sono troppi infatti i fattori che ingannano i sensori dei sistemi attuali. Per esempio la consistenza di certi materiali fornirebbe ai radar una “traccia” ingannevole, come ci hanno raccontato in una recente dimostrazione.

LA QUESTIONE PIÙ URGENTE Non è sbagliato, come fa qualcuno, sottolineare che le normative ostacolano la diffusione della guida autonoma. Di certo, però, non è questo il problema più grosso e più urgente, visto che di auto in grado di guidarsi da sole (in situazioni circoscritte) ce ne sono già in giro parecchie e non sempre ci vedono bene.


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