Autore:
Emanuele Colombo

CAMBIO DI STRATEGIA L'incidente mortale dello scorso maggio e altre situazioni attualmente sotto indagine hanno indotto Elon Musk a rilasciare la nuova versione, la 8, dell'Autopilot Tesla. Il principale cambiamento, rispetto alla versione precedente del software per la guida semi-autonoma, riguarda l'utilizzo dei sensori ed è stato messo a punto con il benestare della motorizzazione americana NHTSA.

IL RADAR AL COMANDO Ora, con Autopilot 8, il radar guadagna il ruolo di sensore principale. Prima invece era la videocamera con riconoscimento delle immagini a farla da padrona: se individuava un potenziale ostacolo, il radar aveva solo il compito di confermarne la presenza e autorizzare l'attivazione della frenata automatica.

I DIFETTI DELLA VIDEOCAMERA Il problema della videocamera, secondo quanto è emerso dalla ricostruzione dell'incidente mortale del maggio scorso, è che può essere tratta in inganno da particolari giochi di luce o da condizioni meteo avverse e non è in grado di segnalare un ostacolo se non riesce a identificarne la natura tramite la sua forma. Il radar non ha questi problemi, ma ne ha molti altri.

I LIMITI DEL RADAR Per esempio, per il radar il legno, la plastica e perfino le persone sono quasi trasparenti. Al contrario vede fin troppo bene gli oggetti metallici, che secondo la loro forma possono però amplificare le onde radar riflesse fino a sembrare molto più grandi di quanto non siano in realtà. In pratica il radar potrebbe attivare una frenata automatica di emergenza identificando come un autotreno una semplice lattina di birra abbandonata.

GIÙ LA TESTA Musk crede di aver risolto il problema attraverso l'uso di una scansione radar  più particolareggiata che in passato e con un continuo confronto delle scansioni successive per distinguere i falsi allarmi dagli ostacoli reali. Il problema più grosso, spiegano gli uomini di Tesla sul blog ufficale, sono i cartelli stradali appesi sopra le carreggiate: il radar non è abbastanza preciso da stabilirne l'altezza e se l'auto riuscirà a passarci sotto.

LAVORO DI SQUADRA Per ovviare al problema, Tesla conta di raccogliere informazioni da tutti i suoi veicoli in un ampio database, per stilare una sorta di mappa dei falsi allarmi che il sistema deve imparare a ignorare. Per questo, inizialmente, il radar non attiverà alcuna frnata automatica in presenza di ostacoli fissi come ponti o cartelloni: si limiterà a osservare le reazioni del guidatore in carne e ossa per trasmetterle ai computer di Tesla, che cominceranno a classificare i vari rilevamenti in base alla posizione geografica.

STATE IN GUARDIA! Inutile dire che i proprietari di Tesla faranno bene a non abbassare la guardia, quando attivano la guida semi-automatica. La versione 8 di Autopilot verrà trasmessa via wireless alle varie Tesla in giro per il mondo sotto forma di aggiornamento software.   


TAGS: elon musk guida autonoma incidente mortale Tesla Autopilot 8