Guida dopo aver assunto droga: cosa cambia con la sentenza 2026
Corte costituzionale

Guida e stupefacenti: la droga verrà trattata come l’alcool. La nuova sentenza


Avatar di Emanuele Colombo, il 30/01/26

5 ore fa - Guida e stupefacenti: quando scatta davvero la sanzione dopo la nuova sentenza

Nuova sentenza 2026 sulla guida dopo l’assunzione di stupefacenti: punibili solo se davvero pericolosi per la sicurezza stradale

La guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti cambia volto: non sarà punibile chiunque abbia fatto uso di droghe in passato, ma solo chi si mette al volante in condizioni tali da rappresentare un pericolo reale per la sicurezza stradale.

È questo il principio chiarito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 10 del 2026, depositata il 29 gennaio.

Guida e stupefacenti: la droga trattata come l'alcool - Foto di Elsa Olofsson su UnsplashGuida e stupefacenti: la droga trattata come l'alcool - Foto di Elsa Olofsson su Unsplash

Cosa cambia rispetto al passato

Il nodo nasce dalla riforma del 2024 dell’articolo 187 del Codice della strada. Prima della modifica, la legge puniva chi guidava “in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto” stupefacenti.

Dal 2024, invece, il riferimento all’alterazione era stato eliminato: la norma sanzionava semplicemente la guida “dopo aver assunto” droghe, senza precisare se l’effetto fosse ancora presente al momento della guida.

Una formulazione che aveva sollevato forti perplessità tra magistrati e giuristi: secondo i giudici che avevano sollevato la questione, la nuova norma rischiava di colpire anche chi aveva assunto sostanze molto tempo prima – addirittura giorni, settimane o mesi – senza alcun impatto sulle capacità di guida.

Il rischio? Punire comportamenti inoffensivi, creare incertezze interpretative e introdurre disparità rispetto alla disciplina della guida in stato di ebbrezza.

Guida sotto l'effetto di stupefacenti: non è sempre reatoGuida sotto l'effetto di stupefacenti: non è sempre reato

La risposta della Corte costituzionale

La risposta della Corte è chiara: la norma non è affatto incostituzionale, ma anzi rimane pienamente legittima. Con la stessa sentenza, tuttavia, ha imposto un’interpretazione rigorosa e conforme ai principi di proporzionalità e offensività. In pratica: non basta aver assunto una sostanza in passato per essere puniti.

Beninteso: proprio come stabilito con la riforma 2024 dell'articolo 187 non sarà necessario dimostrare che il conducente fosse effettivamente alterato al volante: un aspetto rivelatosi di difficile applicazione nella prassi e che aveva motivato il giro di vite introdotto con la riforma del Codice della Strada.

Sarà però indispensabile - con mezzi e procedure tutte da chiarire - accertare la presenza nel corpo di quantità di sostanze stupefacenti tali da poter compromettere le capacità psico-fisiche di un “assuntore medio” e quindi la capacità di controllo del veicolo. Aspetto che verrà valutato in base a limiti fissati secondo le conoscenze scientifiche attuali.

Droga come alcool: al volante conta la quantità - Foto di Hennie Stander su UnsplashDroga come alcool: al volante conta la quantità - Foto di Hennie Stander su Unsplash

Droga e alcool: un criterio più simile

Il risultato è un avvicinamento tra la disciplina della guida sotto l’effetto di droghe e quella dell’alcool. Non conta solo il fatto di aver assunto una sostanza, ma la sua rilevanza concreta rispetto alla sicurezza stradale.

In altre parole, la legge non punirà più automaticamente chi ha fatto uso di stupefacenti, ma solo chi si mette alla guida con livelli di sostanza potenzialmente idonei a compromettere la guida e a creare un rischio per la circolazione.

Una svolta che potrebbe avere effetti importanti nei controlli su strada, nelle procedure di accertamento e nei processi.

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 30/01/2026
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