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Mini Roadster: le foto ufficiali


Avatar Redazionale , il 31/10/11

10 anni fa - Con la Mini Roadster la gamma Mini conta ora su sei modelli

In scia alla gemella Coupé, la Mini Roaster è pronta a debuttare sul mercato, portando a sei i modelli nella gamma della Casa anglo-tedesca. E' proposta in quattro versioni, con potenza fino a 211 cv.

TALE E QUALE Proprio come era già accaduto per la sua gemella Coupé, la Mini Roadster arriva alla catena di montaggio e lo fa senza stravolgere il concept iniziale che aveva debuttato al Salone di Francoforte nel 2009. In questo modo la gamma Mini si completa con un sesto modello dalla personalità molto spiccata, che viene a rappresentare la prima proposta scoperta a due posti secchi del marchio.

NOMEN HOMEN Fedele a un minimalismo che già traspare dal nome, la Mini Roadster sposa per il tetto una soluzione classica, con una capote in tela attillata, che sale e scende manualmente. Schiavo della funzione che deve svolgere, il suo disegno è senza grilli per la testa, certo meno particolare del padiglione della Coupé. Dalla linea di spalla in giù, le due sorelline propongono linee praticamente identiche. Sulla Mini Roadster si ritrova dunque una sagoma quasi a tre volumi, con una coda che ha una sua precisa identità.

PANCIA A TERRA La scoperta anglo-tedesca sembra acquattata sull’asfalto, complice un assetto ribassato di anche 20 mm rispetto alla Cabrio a quattro posti, lasciando presagire che su strada sarà in grado di esaltare il proverbiale kart feeling delle Mini. La ricerca del massimo piacere di guida non le impedisce comunque di essere pratica e funzionale nell’uso quotidiano. Gli ingegneri hanno infatti realizzato anche qui il comodo ripiano portaoggetti alle spalle dei posti anteriori utile a sistemare una borsa o una valigetta, mentre la capacità di carico del bagagliaio è di 240 litri.

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SI FA IN QUATTRO Le versioni che compongono la gamma Mini Roadster al lancio sono quattro. Ecco riassunte le loro caratteristiche principali.

MINI John Cooper Works Roadster: motore quattro cilindri a benzina con tecnologia MINI TwinPower Turbo, cilindrata: 1.598 cc, potenza: 155 kW/211 cv a 6.000 giri/min, coppia max.: 260 Nm a 1.850 - 5.600 giri/min (280 Nm con overboost a 2.000 – 5.100 giri/min), accelerazione (0–100 km/h): 6,5 secondi, velocità massima: 237 km/h, consumo medio di carburante su base UE: 7,3 litri/100 chilometri, valore CO2: 169 g/km.

MINI Cooper S Roadster: motore quattro cilindri a benzina con tecnologia MINI TwinPower Turbo, cilindrata: 1.598 cc, potenza: 135 kW/184 cv a 5.500 giri/min, coppia max.: 240 Nm a 1.600 – 5.000 giri/min (260 Nm con overboost a 1.730 – 4.500 giri/min), accelerazione (0–100 km/h): 7,0 secondi, velocità massima: 227 km/h, consumo medio di carburante su base UE: 6,0 litri /100 chilometri, valore di CO2: 139 g/km.

MINI Cooper Roadster: motore quattro cilindri a benzina con comando valvole variabile sulla base della tecnologia VALVELTRONIC, cilindrata: 1.598 cc, potenza: 90 kW/122 cv a 6.000 g/min, coppia max.: 160 Nm a 4.250 giri/min, accelerazione (0–100 km/h): 9,2 secondi, velocità massima: 199 km/h, consumo medio, su base UE: 5,7 litri /100 chilometri, valore di CO2: 133 g/km.

MINI Cooper SD Roadster:quattro cilindri turbodiesel con tecnologia MINI TwinPower Turbo, cilindrata: 1.995 cc, potenza: 105 kW/143 cv a 4.000 giri/min, coppia max.: 305 Nm a 1.750 – 2.700 giri/min, accelerazione (0–100 km/h): 8,1 secondi, velocità massima: 212 km/h, consumo medio di carburante su base UE: 4,5 litri/100 chilometri, valore di CO2: 118 g/km.

NATA CON LA CAMICIA Per quanto riguarda invece prezzi e dotazioni, il listino è ancora in via di definizione. Si sa però già che la Mini Roadster è attesa con un equipaggiamento completo, con standard i cerchi in lega, il volante sportivo multifunzione, il cruise control, i sensori di parcheggio e i fendinebbia, oltre chiaramente al climatizzatore e al controllo elettronico della stabilità. Sull’allestimento top John Cooper Works sono annunciati di serie anche il kit aerodinamico, con lo spoilerino posteriore automatico e il sistema EDLC (Electronic Differential Lock Control), che aiuta a mettere a terra la maggior potenza del motore.


Pubblicato da Paolo Sardi, 31/10/2011
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