Pubblicato il 17/02/21

UN MONDO CHE CAMBIA Il mercato dell’auto si sposta in maniera lenta, ma inesorabile, verso l’elettrificazione. La cosa può piacere o può non piacere (e c’è chi, come a Ernesto Carbone, non piace affatto), ma non è più possibile negarla. Tutte le case hanno in cantiere un sacco di nuovi modelli a batteria, come vi raccontiamo nel nostro speciale dedicato alle auto elettriche in arrivo nel 2021.

ALLA SPINA Poteva forse una leggenda dell’automobilismo mondiale come McLaren rimanere impassibile di fronte a questa rivoluzione? Dopo la presentazione della sua nuova monoposto di F1, già impegnata nei test invernali, oggi tocca alla McLaren Artura, la prima plug-in della casa di Woking. Un’eresia? Forse no.

McLaren Artura: sotto carica

NON CI SIAMO GIÀ VISTI? Il nome Artura sembra una crasi tra “Arte” e “Futura”, e a guardarla da fuori c’è di che essere d’accordo, almeno sulla prima parte. Inconfondibile e bellissima, con quelle proporzioni perfette da sportiva con motore centrale e lo sguardo sornione dei gruppi ottici anteriori, che riprende il look di famiglia delle sorelle a motore termico. La casa inglese insiste sul fatto che la carrozzeria avvolge e disegna l’intera aerodinamica dell’auto: ogni fenditoia, ogni presa d’aria, ogni spazio è stato concepito per per raffreddare il motore e far scivolare l’aria lungo il corpo dell’auto.

McLaren Artura: particolare dell'anteriore

TUTTA NUOVA Nonostante il look familiare, è sotto il cofano che si nasconde la vera rivoluzione di questa McLaren. Stando alla casa inglese, l’auto è completamente nuova per il 98% dei suoi componenti. La vera novità della Artura è il debutto della propulsione ibrida, e l’abbandono - per la prima volte nella storia di McLaren - del V8 biturbo in favore di un più piccolo V6 da 2.993 centimetri cubici. L’angolo tra i pistoni è di 120°, e le turbine sono montate al centro, con l’obiettivo di ridurre al massimo gli ingombri e il peso (40 kg meno rispetto al precedente V8). 

McLaren Artura: visuale posteriore

NIENTE RETRO, SIAMO INGLESI Tutta la parte elettrica (batteria, motore ecc.) pesa 140 kg, ed è stato quindi fondamentale per gli ingegneri inglesi trovare ogni possibile modo per ridurre i pesi altrove. Gran parte del motore (testata, monoblocco, pistoni) è in alluminio, ma l’idea vincente arriva dal cambio. Per garantire scatti fulminei alla Artura i rapporti sono stati accorciati, e ne è stato quindi aggiunto un ottavo. In compenso, è stata rimossa la retromarcia, giudicata inutilmente pesante. Al suo posto, una soluzione tanto banale quanto efficace: far girare al contrario il motore elettrico.

MCLAREN LIGHT Il risultato complessivo, complice anche il nuovo telaio in fibra di carbonio, è di tutto rispetto: la nuova McLaren di soli 1,498 kg. Cinquanta kg più della 570S, e qualche chilo meno di una 992 Carrera “base”. Le ruote sono Pirelli 235/35Z R19 all’anteriore e 295/35 R20 al posteriore, con un chip integrato che restituisce numerosi dati al computer di bordo.

McLaren Artura: visuale laterale

MOTORI Il V6 termico eroga 585 CV e 585 Nm di coppia massima, mentre quello elettrico (alloggiato nel cambio) genera 95 CV e 225 Nm di coppia. Quando funzionano assieme, la potenza di sistema complessiva sale a 680 CV e 720 Nm. Bruciante l’accelerazione, che fa schizzare la Artura da ferma a 100 km/h in tre secondi netti, e a 200 km/h in 8,3 secondi. I trecento si raggiungono in 21,5 secondi. La velocità massima è di 329 km/h.

McLaren Artura: visuale di 3/4 posteriore

BATTERIA La Artura monta una batteria di dimensioni relativamente compatte (sempre per la questione del peso), da 7,4 kWh, che le consentono di muoversi per una trentina di km in modalità solo elettrica, e di raggiungere la velocità massima di 130 km/h. Si ricarica fino all’80% in due ore e mezza dalla presa domestica, e permette di accedere a zone in cui le supercar solitamente non possono entrare, centri cittadini in primis. Tra le modalità di guida c’è ovviamente quella ibrida, in cui il motore elettrico aiuta quello termico nelle partenze, che a sua volta si occupa di ricaricare le batterie alla bisogna. I driving mode Sport e Track, invece, sfruttano la potenza extra del motore elettrico per avere uno spunto in più nell’uso in pista, vero habitat naturale di questa (e di tutte) McLaren.

McLaren Artura, la prima supercar ibrida plug-in della casa inglese

LUSSO A BORDO La vita a bordo della Artura è all’insegna della comodità e del comfort per pilota ed eventuale passeggero, a partire dai sedili regolabili elettricamente e riscaldabili. Materiali e finiture di gran pregio, naturalmente, e persino uno schermo da 8” per l’infotainment disposto in maniera verticale e orientato verso il conducente, con una originale rotella laterale per gestirne i contenuti (con un funzionamento analogo a quello di molti smartwatch), tra cui i dati per la telemetria. Più veloce nella risposta grazie a un computer più potente, l’impianto supporta Android Auto e Apple Carplay. Completa la dotazione di aiuti alla guida, che tra gli altri comprende cruise control adattivo, mantenimento di corsia e abbaglianti automatici.

McLaren Artura: visuale dell'abitacolo

COME LA ELETTRICA VW Il piccolo tunnel centrale ospita il pulsante rosso per l’avviamento dell’auto e tre tasti per andare avanti, mettere l’auto in “folle” e in retro. Le modalità di guida sono gestite tramite un comando posto a destra del piccolo cruscotto centrale (solidale con il piantone dello sterzo), una soluzione per certi versi simile a quella vista sulla Volkswagen ID.3 (qui la nostra prova su strada), e che permette di selezionare il driving mode senza mai staccare le mani dal volante

McLaren Artura: la

PREZZO Disponibile in 31 varianti di colore e quattro allestimenti ampiamente personalizzabili dal cliente (base, Performance, TechLux e Vision), gli ordini per la nuova McLaren Artura sono già aperti. I primi esemplari verranno consegnati all’inizio dell’autunno. Il prezzo del modello base - non ancora annunciato per il mercato italiano - si aggira intorno ai 200mila euro.


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