Pubblicato il 14/02/21

UNICA Senza negarne la grande praticità, tutte le e-bike pieghevoli che ho visto/provato hanno un solo, grande difetto: sono brutte da vedere. Poi c’è la Gocycle. La foldable più tecnologicamente avanzata, progettata da Richard Thorpe, ex ingegnere McLaren, che ha messo a frutto la sua conoscenza del mondo delle supersportive di lusso nell’ambito delle biciclette elettriche da città. Con risultati davvero impressionanti, sia dal punto di vista del design sia da quello delle funzionalità. Andiamo a scoprire più da vicino il top di gamma della casa britannica, la Gocycle GXi.

GoCycle GXi, design e funzionalità al top

DESIGN E DOTAZIONE

La prima cosa che colpisce, come scrivevo all’inizio, è la bellezza delle forme della Gocycle, che riesce a rendere gradevole alla vista anche una cosa oggettivamente bruttarella come una bicicletta pieghevole. Sinuose ed essenziali, al limite del minimalista, colpiscono anche per la totale assenza di cavi a vista.

GoCycle GXi: visuale laterale

RUOTE DA CORSA Nella Gocycle si nota un’altra, importante mancanza: quella delle tradizionali forcelle, anteriore e posteriore: le due ruote in magnesio sono “a vista”, e fissate lateralmente ai mozzi con sei bulloni. Una soluzione di chiara ispirazione automobilistica, che rende oltremodo agevole intervenire in caso di foratura (e non a caso questa soluzione prende il nome di PistopWheel). Gli pneumatici, con contorno catarifrangente, sono da 20” di diametro e 2,25” di larghezza, adatti per tutte le stagioni.

GoCycle GXi, foldable con il cambio automatico

FULL SUSPENDED La forcella asimmetrica anteriore integra un piccolo ammortizzatore per assorbire le asperità dei fondi stradali urbani. A rendere i viaggi ancora più comodi, oltre alla sella ben imbottita, una sospensione posteriore con escursione di 25 mm. Il modello in prova montava due parafanghi per non lavarsi quando si attraversano le pozzanghere. Il potente faro anteriore Supernova affianca la luce diurna sul manubrio, altra originale caratteristica della Gocycle mutuata dal mondo dell’automobile, la cui luminosità è regolabile tramite una piccola manopola sul lato sinistro del manubrio. Pratico da utilizzare con il pollice sinistro il campanello montato “a rovescio”. I freni sono a disco, con impianto idraulico, sia davanti che dietro.

MOTORE E BATTERIA

GoCycle GXi: il piccolo motore anteriore

Il minuscolo motore da 250W è montato nel mozzo anteriore, con sensore di pedalata che eroga potenza in base allo sforzo compiuto dal ciclista. Quattro i livelli di assistenza, a cui si aggiunge la funzione “boost”, che regala un breve extra di potenza quando serve un’accelerata. La batteria è removibile, inserita all’interno del tubo obliquo del telaio: capacità di 375 Wh, autonomia dichiarata di circa 80 km (anche se, come sappiamo, il dato reale è influenzato da numerosi fattori esterni). 

COMMUTING IN SCIOLTEZZA Nella mia prova, spingendo spesso il motore al limite, con l’assistenza al massimo e muovendomi soprattutto in città, sono riuscito a usare la batteria per più di cinquanta km, più che sufficienti per l’uso a cui è votata la Gocycle. La ricarica completa si effettua in poco meno di quattro ore. Il caricabatterie rapido contiene una ventola di raffreddamento piuttosto rumorosa: se possibile, utilizzatelo in una stanza diversa da quella in cui vi trovate.

CAMBIO AUTOMATICO 

GoCycle GXi: il carter che protegge il cambio automatico

È la prima volta, nella mia lunga carriera di ciclista, che mi trovo a tu per tu con il cambio automatico su una bicicletta. Quello montato sulla Gocycle GXi ha tre rapporti, e come ogni automatico che si rispetti non richiede interventi da parte del conducente. Quando la bicicletta è ferma o sta per fermarsi, il cambio passa automaticamente alla marcia più bassa, e a quella più alta man mano che si acquisisce velocità. Il passaggio alla marcia superiore impone di interrompere brevemente la pedalata: un gesto non immediatamente intuitivo, ma a cui si fa rapidamente l’abitudine. Volendo, è comunque possibile cambiare manualmente rapporto utilizzando la manopola destra.

COME SI PIEGA 

GoCycle GXi: ecco come si presenta piegata

Oltre a essere un piccolo gioiello di tecnologia per costruzione del telaio, motore e ruote, la Gocycle è impressionante per la facilità e la semplicità con cui può essere chiusa: dopo aver abbassato il cavalletto centrale (col piede) è sufficiente sganciare due fermi, uno sul manubrio e l’altro al centro del telaio, e in pochi secondi - letteralmente - la bici è pronta per essere riposta al sicuro, o spostata tenendola per la sella. Una volta ripiegata e con il cavalletto in uso, la bicicletta occupa 83 cm di lunghezza x 37 cm di larghezza x 75 in altezza. Non siamo ai livelli di una Brompton, ma la procedura è molto più semplice e veloce. Ugualmente rapida e intuitiva l’apertura. Considerati i contenuti tecnologici complessivi, i 17,5 kg di peso della Gocycle sono di per sé un altro piccolo primato: pesa poco più di un monopattino elettrico, e diversi kg meno di tante altre pieghevoli.

GoCycle GXi: particolare del meccanismo di chiusura

PECCATO PER QUEL PEDALE Per minimizzare gli ingombri, il pedale destro è smontabile. Una soluzione che non mi ha convinto del tutto: la più economica GX permette di ripiegare entrambi i pedali, senza mai smontarli dalla bicicletta. Il risultato è che alla fine ho preferito tenerlo attaccato, anche se questo ha comportato qualche urto di troppo contro lo stinco.

COME VA SU STRADA

La prima cosa a cui bisogna abituarsi quando si sale in sella a una Gocycle è l’assenza del display, sostituito da una serie di luci che corrono a tutta larghezza lungo il manubrio. Sono del tutto invisibili a bicicletta spenta, scelta che regala grande pulizia al design complessivo. Occorre però imparare il loro significato: quelle di sinistra mostrano la carica residua della batteria, quelle a destra la velocità corrente, mentre tre led verticali indicano la marcia inserita.

GoCycle GXi, comoda nonostante le piccole dimensioni

RISPOSTA (QUASI) PRONTA Il motore è anteriore e le ruote sono piccole: se come me siete abituati alle biciclette tradizionali, serve un po' di attenzione nei primi chilometri per abituarsi alle risposte più dirette e nervose del manubrio. In poco tempo, però, la bicicletta restituisce un grande senso di padronanza e controllo. Occorre fare l’abitudine anche al fatto che il motore mostra una certa inerzia prima di partire: la spinta arriva dopo un mezzo giro abbondante di pedali, più di quanto siamo abituati a trovare su una ebike. La spiegazione di questo ritardo arriva direttamente da Gocycle, che mi ha ricordato che quello montato sulle sue ebike è il motore più piccolo mai realizzato per una bicicletta elettrica: se partisse immediatamente sarebbe sottoposto a un maggiore sforzo che, inevitabilmente, ne accorcerebbe la vita utile. 

CAMBIO AUTOMATICO AL TOP Una volta partiti, però, il motore “tira” forte, sempre. Anche dove non te lo aspetteresti, come le rampe dei cavalcavia, che la Gocycle riesce a superare in scioltezza. Ammetto di essermi trovato a usare la funzione “boost” più del dovuto, soprattutto per il divertimento dato dalla spinta extra. Ho trovato molto comodo anche il cambio automatico, soprattutto in decelerazione, con le marce che si adeguano alla velocità che cala, e non costringono a sforzi eccessivi nelle ripartenze ai semafori. Molto ben dimensionati i rapporti, che permettono di mantenere la velocità desiderata senza sforzi

GoCycle GXi: la luce diurna sul manubrio

CONTROLLO DI TRAZIONE Il software della Gocycle integra anche il controllo di trazione, che tiene continuamente sotto controllo la velocità delle ruote: in caso di problemi (legati a perdita di aderenza, su terreni scivolosi o nelle curve) il motore modifica l’erogazione di potenza, riducendo il rischio di pattinamento della ruota motrice anteriore.

FATTA PER PEDALARE La posizione di guida è inaspettatamente comoda per una foldable, grazie soprattutto alla generosa distanza da ruota a ruota, superiore al metro. Si pedala in totale relax, e anche chi è un po’ più alto della media come il sottoscritto non si sente “accartocciato” sulla bicicletta. Molto accogliente anche la sella imbottita (regolabile su due altezze), perfetta per muoversi in città. I freni a disco rispondono molto bene, sono ben modulabili e consentono spazi di arresto assai ridotti.

LA APP GOCYCLE

GoCycle GXi: una schermata della app

La Gocyle ha una preziosa companion app (ma la grafica è datata) da cui è possibile controllare tutte le funzioni della bicicletta, dal livello della batteria alla selezione della modalità di assistenza, ben quattro:

  • Eco, che riduce la potenza del motore a 175W
  • City+, l’impostazione più versatile e adatta all’uso di tutti i giorni
  • On Demand, che attiva il motore usando la manopola sinistra, ma solo dopo essere già partiti (non funziona come un acceleratore vero e proprio)
  • Custom, che consente di personalizzare i parametri di erogazione del motore

La app fornisce anche un cruscotto digitale da cui leggere i dati di funzionamento in tempo reale: velocità corrente, marcia inserita, distanza percorsa, livello di assistenza, potenza erogata e calorie bruciate.

GoCycle GXi: visuale posteriore

TUTORIAL Nel corso del primo utilizzo la app fornisce un ricco e prezioso tutorial video dove vengono spiegati con cura tutti i passaggi per aprire e chiudere la bicicletta, e come muoversi in totale sicurezza. Collegata alla bicicletta tramite Bluetooth, la app consente anche l’aggiornamento del firmware. È possibile installare il software europeo, che limita la potenza del motore a 250W e la velocità a 25 km/h, oppure quello US, con potenza sbloccata a 500W e velocità limitata a 32 km/h. Ancorché sia illegale farlo, al momento la app non prevede controlli che impediscano l’installazione del software US anche qui da noi.

PREZZO (E MODELLO GX)

Il vero tasto dolente della GXi. 4.199 euro non sono pochi, ma sono quelli necessari per portarsi a casa un oggetto di grande design e un’opera di ingegneria di altissimo livello. Senza dimenticare una e-bike divertente da guidare, perfetta per il commuting urbano, e comodissima da piegare.

Gocycle GX 2020 in azione

L’ALTERNATIVA Il modello GX costa 1.000 euro meno, 3.199 euro, e costringe a rinunciare alla luce diurna e al cambio automatico, sostituito da uno Shimano Nexus manuale (sempre a tre rapporti). Entrambi i pedali sono di plastica, ma pieghevoli. La dashboard è più essenziale, e mostra solo il livello di carica della batteria, che ha una capacità di 300 Wh. Il manubrio non è regolabile in altezza, la forcella anteriore è priva di ammortizzatore e c’è qualche cavo a vista. Il caricatore non è del tipo rapido, e la ricarica della batteria richiede fino a sette ore.

ACCESSORI È possibile arricchire la dotazione della propria Gocycle (GX o GXi) con una serie di accessori extra, tra cui i parafanghi e le luci anteriore e posteriore - presenti sull’esemplare della nostra prova, ma anche una borsa anteriore, il portapacchi posteriore, il kit per il lucchetto e addirittura una borsa da trasporto (con rotelle) fatta su misura.

SCHEDA TECNICA

Motore Unità di trasmissione Gocycle con controllo trazione, 250 W
Batteria Agli ioni di litio a rimozione rapida, 17 Ah, 22 V, 375 Wh
Tempo di carica 4 ore
Display manubrio Display integrato con indicatore livello batteria, velocità, marcia selezionata ed efficienza
Cambio Cambio elettronico Gocycle Predictive Shifting
Trasmissione Cleandrive Shimano Nexus a 3 velocità
Freni A disco idraulici anteriori e posteriori
Pneumatici Gocycle All Weather (406-54, 20 x 2,25’’)
Forcella anteriore Gocycle monolaterale
Sospensione posteriore Gocycle Lockshock 25 mm
Sella Velo D2 Comfort
Pedali Pedali rimovibili MKS EZY
Manopole Gocycle Ergo Comfort
Stelo manubrio Chiusura rapida e regolazione dell’altezza
Interasse 1065 mm
Metodo di chiusura Telaio e stelo manubrio a chiusura rapida
Dimensioni da piegata Cavalletto abbassato: 830 mm (L) x 370 mm (P) x 750 mm (A) con pedale rimovibile staccato; cavalletto alzato: 880 mm (L) x 370 mm (P) x 615 mm (A) con pedale rimovibile staccato
Peso 17.5 kg

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