Italiani popolo di prigionieri. Sì, una prigione dorata, e anche ben arredata: la propria automobile.
Tre lavoratori su quattro scelgono l'auto per andare al lavoro, ma non perché abitino in cima a una montagna o debbano attraversare tre province: la distanza media del tragitto è 45,9 km giornalieri e quasi uno su due ce la fa in meno di trenta minuti. Il problema, a quanto pare, non è la distanza. È la fiducia.
Secondo la ricercaHR & Payroll Pulse di SD Worx, pubblicata alla vigilia della Giornata Internazionale del Trasporto Pubblico (17 aprile) e condotta su 16.500 lavoratori europei, il 75% degli italiani usa l'auto come mezzo principale per il pendolarismo, contro una media europea del 59%. Solo il 15% sale su un mezzo pubblico, e in fondo si capisce: appena il 29,5% dei lavoratori italiani ritiene che bus, metro e treni siano convenienti, affidabili e accessibili. Quasi la metà li giudica negativamente. Non male come reputazione, per un servizio che dovrebbe essere un'alternativa all'auto.

Il paradosso è abbastanza evidente: gli italiani hanno tra i tragitti casa-lavoro più brevi d'Europa (35 minuti contro i 52 della media UE), vivono in città dove l'80% degli spostamenti è sotto i 10 km, eppure continuano a incolonnarsi in auto ogni mattina come se dovessero raggiungere un'altra regione.
La colpa non è solo delle infrastrutture. È anche - e forse soprattutto - di decenni di scarsa puntualità, corse soppresse e autobus che arrivano quando vogliono. A quel punto, la diffidenza diventa abitudine. E l'abitudine diventa il 75%.
“Comprendere le dinamiche della mobilità casa-lavoro aiuta a leggere meglio come lavoro, organizzazione del tempo e spostamenti si influenzino reciprocamente, pur senza ridurre il tema a una singola variabile'', dichiara Chiara Valdata, People Manager di SD Worx Italy.
''Le modalità di spostamento per recarsi a lavoro riflettono un equilibrio complesso tra abitudini, percezioni ed esigenze quotidiane. In Italia, il tempo e le distanze medie di percorrenza sono relativamente contenuti, un elemento che evidenzia un interessante potenziale per l’evoluzione delle scelte di mobilità, soprattutto nelle aree urbane e periurbane”.
Traduzione: potremmo farcela. Ma per ora preferiamo il traffico.


