Accordo dazi UE-Australia: vantaggi per BMW, Mercedes, Volkswagen
Commercio globale

Perché BMW, Mercedes e Volkswagen ora corteggiano i... canguri


Avatar di Lorenzo Centenari, il 27/03/26

54 minuti fa - L’accordo UE-Australia regala alle premium tedesche una boccata d'ossigeno

Mentre gli USA alzano i ponti levatoi e il Mercosur divide, l’accordo UE-Australia regala alle premium tedesche una boccata d'ossigeno

Se dici ''Australia'' a un manager di Wolfsburg o Stoccarda, la prima cosa che gli viene in mente non è il surf a Bondi Beach, ma un enorme, meraviglioso giacimento di litio a cielo aperto.

Senza contare che oggi, con l’aria che tira tra dazi americani e guerre (commerciali e non), pure un koala che compra una Mercedes diventa un cliente da coccolare come un figlio unico.

L’accordo di libero scambio UE-Australia è finalmente realtà. E mentre il trattato col Mercosur continua a far litigare mezza Europa (con gli agricoltori francesi pronti alle barricate e i benefici per l'auto che sembrano più una scommessa al buio, che non una certezza), l’intesa con la terra dei canguri ha il sapore dolce del pragmatismo teutonico.

Ok, l'Australia non sono gli USA. Non parliamo di milioni di pezzi, ma di un mercato da circa 900.000 registrazioni l'anno, dove i tedeschi pesano per ora per un onesto 12%. È il come qui che conta.

In Australia vige la Luxury Car Tax, una sorta di ''superbollo'' all'acquisto che mazzuola chiunque voglia qualcosa di meglio di un pick-up base. L'accordo alza la soglia di esenzione per le elettriche (fino a circa 72.300 €), permettendo così a BMW, Audi e Mercedes di vendere le loro ''astronavi'' a batteria senza che il cliente debba vendere un rene per le tasse.

BMW iX3 alla conquista dell'AustraliaBMW iX3 alla conquista dell'Australia

E poi c’è il dazio del 5% che sparisce. Sembra poco, ma su 2,3 miliardi di euro di export tedesco verso il Continente Nuovissimo, sono soldi sia che tornano in tasca, sia che permettono di non farsi mangiare vivi dai concorrenti asiatici, che lì giocano in casa.

Ma la vera chicca dell’accordo non è solo quante Porsche sfrecceranno nell'Outback, ma cosa torna indietro. L’Australia è la dispensa del mondo per litio, cobalto e terre rare. Avere un canale privilegiato significa che la prossima batteria della vostra ID.4 o della vostra EQE avrà un DNA un po' meno cinese e un po' più ''Aussie''.

L'Australia è uno dei primi esportatori al mondo di litioL'Australia è uno dei primi esportatori al mondo di litio

Inoltre, l'Australia ha promesso di smetterla di chiedere test duplicati: se un'auto va bene per le strade di Berlino (omologazione UE), va bene anche per quelle di Sydney. Un risparmio di tempo e scartoffie che fa commuovere anche il più gelido dei contabili di Monaco.

Mentre festeggiano con una birra ghiacciata e un barbecue virtuale, i tedeschi guardano già oltre. Dopo l'Australia, il mirino è puntato sull'India. Lì la partita sarà ancora più dura, ma la strategia è la stessa: diversificare per non morire di ''sindrome da dipendenza americana''.

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In conclusione: l’accordo con l'Australia non trasformerà la Germania nella padrona del Pacifico dall'oggi al domani, ma è un segnale. Mentre col Mercosur si discute ancora di vacche e foreste, con gli australiani si parla di business, macchine elettriche e materie prime.

E ai nostri amici di VW, BMW e Mercedes, reduci dai ceffoni doganali di Washington, oggi va bene anche un pareggio in trasferta a Canberra.

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Pubblicato da Lorenzo Centenari, 27/03/2026
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