Autore:
Andrea Sperelli

SVEDESONA Argento, turbodiesel: da prendere e stressare in città, in autostrada, nella gitarella fuori porta, nella fila perenne in tangenzia. E lei, incessantemente con quel distacco lì, da svedesona di ghiaccio: non una piega, non una ruga sotto gli occhi, niente. L’alimentazione a gasolio ha un solo difettuccio: la voce da età dello sviluppo. Di quelle che soffre di raucedine appena la accendi, vrop, e che non ti molla mai, magari diminuisce un filo, ma non ti lascia.

CAVERNOSA Chiave nella consolle centrale (classico segno distintivo, da sempre), occhi al display della plancia, "Controllo sistema ok", via. Lo scrollo del sedile e i decibel cavernosi danno il benvenuto al diesel secondo Saab. L’ago del contagiri fa presente che per avvertire la spintarella sulla schiena non bisogna aspettare molto, si parla di 1500 giri non di più. Per poi sentire – sentire, anche letteralmente – la spinta del quattro cilindri, corposa, fino alla soglia del rosso. Un po’ prima a dire la verità, tanto che volendo buttarla sull’adrenalina conviene lasciare la destra nei pressi del cambio e usarlo spesso, fai verso i 3800 giri.

GOOD VIBRATION È il 2.2 a iniezione diretta da 125 cavalli (92 kW) a 4000 giri con una coppia massima di 280 Nm tra i 1.500 e i 3.000 giri, potenziato con una turbina a innesto variabile nel turbocompressore che garantisce maggiori pressioni di iniezione del carburante, fino a 1800 bar, e una pompa di iniezione più silenziosa. I tecnici dicono che in aggiunta agli alberi di equilibratura controrotanti, sinonimo di guida più fluida, c’è l’integrazione di un volano a doppia massa, per migliorare l’eliminazione delle vibrazioni.

DISTRAZIONI Le prestazioni parlano di 200 orari di velocità massima e 11 secondi netti per accelerare da zero a cento che, sia chiaro, non fanno della 9.3 un fulmine di guerra (concorrenti con cilindrate analoghe o lievemente superiori hanno cavallerie ben diverse) ma non inducono nemmeno a crisi di inferiorità da analisi. Anzi. In autostrada è un attimo "distrarsi" e sentire il bip tecnologico che avvisa di aver toccato velocità da non toccare. Così come non ci si trova mai nella situazione di rimpiangere accelerazioni maggiori, nel sorpasso di turno.

BASTA UN DECA La controparte della non strabiliante possanza del due e due sono gli appuntamenti del benzinaio, dilazionati a intervalli ragionevoli, e con l’indicatore del carburante sensibile anche a rabbocchi non particolarmente cospicui. Tradotto, il buon vecchio "deca" di gasolio fa simpaticamente sollevare la lancetta, cosa che su auto del genere molto spesso non avviene per niente. I consumi dichiarati parlano di 6,6 litri per 100 chilometri e non mentono.

SPORTIVA Poi c’è da mettere la comodità per i passeggeri tutti, il fatto che a velocità di crociera non si debba urlare per tenere una conversazione civile e il caratterino poco timido dell’assetto. Saranno stati i cerchi da diciassette pollici Vector a cinque razze, sarà stata la taratura sportiva degli ammortizzatori, ma la cara Sedan era molto Sport nel comportamento, giunture dei ponti comprese. Un po’ come sulle stradine di montagne con tanto di nevischio: nessun cedimento, neanche a parlarne. Su in scioltezza.

DIN-DON Un po’ scomodo risulta il bloccasterzo che, come avvisa il computer bi bordo, costringe a ritogliere la chiave dal blocchetto e a smanettare sul volante stile esercizio per bicipiti e deltoidi. Fino al sacrosanto disinserimento. Mentre il costante din-don che ricorda di allacciare le cinture di sicurezza è indubbiamente uno dei metodi migliori per prevenire o cambiare cattive abitudini. Tra parentesi: il rischio, in caso contrario, è quello di impazzire alla seconda curva.


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