Pubblicato il 26/07/20

LA FRECCIATA DEL CAMPIONE Valentino Rossi si toglie qualche bel sassolone dalla scarpa dopo il podio di Jerez e, ai microfoni di Sky, ha svelato un retroscena su quanto avvenuto in questi ultimi giorni dietro la serranda del garage che è alla base del successo di oggi, non lesinando critiche alla casa giapponese - non al suo team - per il quale guida una moto. Le parole di Rossi non sono cattive, ma schiette, e non serve aggiungere alcun altro commento vista la chiarezza che solo un navigato frequentatore di paddock e piste come lui (e pochi altri) può permettersi tra i piloti di oggi.

PROBLEMI ILLOGICI ''È un podio importantissimo per me, vale quasi come una vittoria'' - esordisce il dottore ai microfoni di Sky - ''Perché arriva dopo il weekend della settimana scorsa che è stato veramente frustrante, ma non solo, non è stata solo una gara: gran parte della stagione 2019 ho sofferto sempre degli stessi problemi, è stata dura, abbiamo dovuto lottare per cambiare, delle volte si va incontro a dei problemi che sinceramente, logicamente, non ci si aspetta, ma sono anche questioni politiche, e quindi abbiamo dovuto spingere molto con la Yamaha assieme a David e assieme al mio team, per ricambiare gli assetti, perché la moto che ho usato fino a domenica scorsa non è la mia, e io non mi trovo bene perché la moto sta in una posizione in curva che non mi piace. Questa cosa è fatta per salvare la gomma, ma io la gomma non la salvo, andavo solo più piano e comunque finivo la gomma. Invece da venerdì mattina ho ritrovato delle buone sensazioni, mi sono quasi divertito, ho fatto dei bei giri con la soft, e sono arrivato oggi sapendo di poter fare una bella gara ed è fondamentale, perché la settimana scorsa è stata dura, poi si è anche rotta eccetera... Averlo fatto qui a Jerez con questo caldo mi rende ottimista per le prossime gare, perché questa è una pista dove negli ultimi anni ho sofferto un sacco, e con questo caldo per le gomme era durissima''.

DEVONO CREDERE IN ME Pochi minuti dopo, Rossi è tornato sulla questione ed è stato ancora più chiaro: ''Perché è così difficile cambiare? Perché hanno Vinales e Quartararo che van fortissimo e io ho 41 anni e quindi mi dicono: impara a guidare questa. Questa è la verità''. Al di là di tutto, Valentino sa che può e deve fare ancora meglio: ''Dobbiamo lavorare su questa moto e su questo setting, durante il weekend siamo riusciti a fare due o tre cose belle, però ancora non sono al massimo, perché alla fine ero un po' in difficoltà rispetto a Maverick. Poi purtroppo alla fine ho sbagliato a chiudergli la traiettoria e l'ho fatto passare, ma se non sbagliavo magari riuscivo a tenerlo dietro. Ho sofferto gli ultimi 4 giri, mentre domenica scorsa ho sofferto dal primo, quindi abbiamo fatto un bello step. Visto che ci sono in Yamaha mi devono aiutare, ho bisogno che credano in me e che lavoriamo, perché quando si guida la moto sono un pilota molto preciso, do delle indicazioni buone, sento quello che succede, e però abbiamo dovuto lottare quattro giorni per fare quello che volevamo. Se avessimo mollato sarebbe stato un altro weekend del... è un attimo cambiare, è dura perché in tanti vanno forti, ma io mi dicevo che era troppo brutto per essere vero, delle gare come quelle di domenica, come Valencia, come Aragon e Motegi, sarò anche vecchio e ci sarà qualccuno che va più forte di me, ma così era troppo brutto per essere vero''.

DOVIZIOSO IN DIFFICOLTÀ Giornata difficile invece per Andrea Dovizioso, sesto in gara e terzo nel mondiale, ma con una Ducati alle prese con problemi inediti: ''Un fine settimana difficile dal venerdì, partire 14° sicuramente non mi ha aiutato. Il positivo di questo weekend sono i tanti feedback che vengono fuori, poi bisogna essere bravi a interpretarli bene. In gara è venuto fuori un nuovo limite, a centro curva quando lasciavo i freni non avevo proprio il davanti. Purtroppo non ho mai potuto spingere e sono rimasto lì, vedevo il gruppone davanti guidato da Valentino prima e da Pecco poi, lui ne aveva di più se fossimo partiti più avanti saremmo stati nella mischia anche noi. C'è Bagnaia che in questo momento sta interpretando meglio di tutti i piloti Ducati la nostra moto, soprattutto in frenata, non c'è l'intenzione di copiare il suo stile, ma si può prendere e studiare, stando attenti perché non troveremo altrove le condizioni estreme di Jerez, e dunque prendere con le molle i dati raccolti''.

UN PILOTA DI MOTOGP Sono tre i piloti che tornano a casa delusissimi da Jerez, due però con in aggiunta tanto rammarico per quello che poteva essere e non è stato a causa di problemi tecnici che raramente si verificano in una gara di MotoGP, ma che con le temperature proibitive di Jerez è più facile accadano: Bagnaia e Morbidelli. Francesco Bagnaia, assoluto protagonista della domenica, viaggiava a ritmi sostenuti solo da Quartararo verso un primo brillante podio in MotoGP, sarebbe stato secondo e invece ha visto i suoi sogni letteralmente andare in fumo assieme al suo motore: ''Che dire, di certo non posso essere arrabbiato dopo un weekend del genere. Dentro di me sono felice per il passo in avanti compiuto che mi dona tanta consapevolezza'' - ha spiegato il torinese - ''Purtroppo ho sbagliato al via e ho rischiato di cadere quando ho superato Jack, ma una volta passato Vale sentivo di poter allungare. Peccato, mancavano solo sei giri. Il mio passo era simile a quello di Quartararo, di sicuro ne avevo di più delle altre due Yamaha. La cosa bella è che mi sono sentito un pilota MotoGP a tutti gli effetti, di quelli forti. Ora devo pensare a Brno, una pista che potrebbe ben sposarsi con le caratteristiche della nostra moto''.

GP Andalusia 2020, Franco Morbidelli (Yamaha)

DELUSI Gli altri due piloti delusi in questo weekend sono Franco Morbidelli e Danilo Petrucci. Il Morbido era quarto e in lotta con Rossi per il terzo gradino del podio, quando la sua Yamaha ha perso potenza in rettilineo: ''Non ho avuto una bella partenza e ho dovuto lottare per toranre nel pacchetto, ma ci sono riuscito e l'ho fatto bene, mi sentivo alla grande in sella e avevo l'opportunità di cogliere un'ottimo risultato, anche di salire sul podio. Purtroppo c'è stata una rottura meccanica e mi sono dovuto fermare, ma le gare vanno così. Non sappiamo ancora la causa del problema, ma gli ingegneri già stanno cercando di capirlo. Ora prendiamo quanto di positivo c'è stato in questo weekend e cerchiamo di essere egualmente competitivi anche a Brno''. Infine il Petrux, alle prese con le croniche difficoltà in sella alla Ducati, e oggi finito anche nella ghiaia anzitempo: ''Sono davvero dispiaciuto per come è andata la gara di oggi, perché credo che avremmo potuto ottenere un buon risultato. Non mi aspettavo questa caduta anche perché non stavo facendo una manovra azzardata: probabilmente le gomme erano già usurate e ho osato troppo. Stavo seguendo Dovizioso, quando improvvisamente sono scivolato alla curva due. Ora il mio obiettivo è quello di tornare a lottare per le prime posizioni e spero di poterlo fare già dalla prossima gara, su una pista un po’ più favorevole alle caratteristiche della nostra Ducati''.


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