Autore:
Federico Maffioli

FORMALITA’ Nel GP delle Americhe Marc Marquez conquista per la sesta volta consecutiva pole e vittoria in gara. E per chi ancora non lo sapesse, qui si corre da sei anni giusti giusti. C’è altro da aggiungere? Direi proprio di no, in America lo spagnolo è imbattibile, il pubblico lo ama e lui qui fa una differenza pazzesca. Insomma, non ci stupirebbe se l’anno prossimo una delle curve di Austin curve venisse intitolata al cabroncito. In Texas a Marquez voto 10 e lode, e non ci sono penalità o polemiche che tengano!

FIDUCIOSO Maverick Vinales chiude con la seconda posizione il GP delle Americhe, dopo un fine settimana non iniziato nel migliore dei modi, ma concluso con un podio che fa un gran morale. A fine gara lo spagnolo dichiara di aver ritrovato con la Yamaha il felling di quando l’aveva guidata le prime volte, dice che adesso si diverte a guidare e che lo step in avanti a livello elettronico sia stato importante. A giudicare dal suo sorriso a trentadue denti, ci verrebbe da credergli, ma stiamo a guardare, perché come dice un vecchio proverbio (ed ascoltando anche le parole del suo compagno di squadra…) una rondine non fa primavera. Per il momento, per lui voto 9

COME SOPRA Andrea Iannone sale sul terzo gradino podio nel GP delle Americhe, dopo un fine settimana sempre protagonista e sempre tra i primi. Questa pista gli piace e qui l’italiano era l’unico ad essere riuscito a togliere un record all’asso piglia tutto spagnolo: quello del giro veloce in gara nel 2015 (che per la cronaca Marquez si è preso tutti gli altri anni). Per lui, come per Vinales, è giusto godersi il momento, ma vale sempre il concetto che la strada per dimostrare di essere tornato competitivo è ancora lunga. Per lui, applausi e standin ovation (anche solo per come ha attaccato Marquez in curva uno), questo risultato ci voleva e da un gran morale, ti vogliamo sempre così! Per il momento per lui voto 8,5, per la conferma aspettiamo le prossime gare!

VALORE AGGIUNTO Da quando si corre ad Austin ci sono due certezze: la prima è che Marquez ha preso la residenza sul primo gradino del podio, la seconda è che la Ducati qui soffre parecchio. Quest’anno, però, Andrea Dovizioso ne aggiunge una terza, quella che la Ducati abbia bisogno di lui. Al di là del risultato finale simile a quello dell’anno scorso, c’è poco da dire, perché tempi alla mano, quest’anno l’italiano qui è stato l’unico ad aver “contenuto” il distacco con Marquez a 13 secondi, mentre la migliore delle Ducati alle sue spalle, la GP17 di Tito Rabat, ne colleziona 28. Se poi estendiamo il concetto alle altre due GP18 ufficiali, il fatto è lampante. Insomma, dopo questo GP, a Borgo Panigale dovrebbero, come minimo, accogliere Dovizioso con il contratto già firmato in mano… Arriva in Europa in testa alla classifica a quota 46 punti, per lui voto 8

A DENTI STRETTI Dani Pedrosa passa settimo sotto la bandiera a scacchi dopo aver lottato tutto il fine settimana con il dolore alla mano destra causato dall’intervento di otto giorni fa. Stoico! Il risultato non appaga lo sforzo, ma a volontà e voglia di far bene, dimostra attributi importanti. Voto 8

IN DIFESA Nel fine settimana in cui Vinales parla di una Yamaha più competitiva, Valentino Rossi chiude quarto sotto il traguardo dopo una gara in cui il nove volte iridato ha più giocato in difesa che in attacco. Certo, dopo lo zero dell’Argentina, per Rossi qui era vietato sbagliare, ma l’impressione è che l’italiano non ne avrebbe avuto comunque di più. Porta a casa punti importanti e circa sei secondi di distacco dal compagno di squadra. Per lui voto 7,5

FUORI DAI CINQUE Joahnn Zarcò chiude in sesta posizione il terzo appuntamento dell’anno, dopo una gara in cui è sembrato meno efficace del solito. Come per Rossi, porta a casa punti buoni per il campionato. Voto 6,5

OCCASIONE MANCATA Cal Crutchlow arriva in Texas primo in classifica, si difende nelle libere ed in qualifica, ma chiude il fine settimana oltreoceano con un nulla di fatto a causa di una caduta. Insomma, l’inglese non sfrutta come l’anno scorso il fattore pista amica della sua Honda e getta al vento l’occasione di restare primo in Campionato. Voto 5

NEL TUNNEL Jorge Lorenzo qui ad Austin chiude l’ennisimo fine settimana da dimenticare. Ormai è un dato di fatto, c’è poco da dire perché lo spagnolo non riesce ad uscire dal tunnel, non riesce a guidare questa Ducati. Nessuno mette in dubbio un talento indiscusso, ma cominciamo a pensare che il tempo passi e la svolta sia sempre più un miraggio… Siamo verso il divorzio? Ducati e Lorenzo non sono fatti uno per l’altra? Dopo un anno e mezzo in sella alla Rossa, per noi l’impressione è proprio questa. C’è poco da andare dallo psicoanalista per cercare di salvare il “rapporto”… Per Lorenzo voto 3

TUTTI GLI ALTRI Alex Rins, in difficoltà in un fine settimana concluso con una caduta, voto 5; Tito Rabat, ottavo davanti per un soffio alla Ducati di Miller, voto 8; Jack Miller, più in difficoltà del previsto, voto 6,5; Danilo Petrucci, fine settimana nero, voto 5; Aleix Espargarò, ci saremmo aspettati un risultato migliore, ma non va oltre alla decima posizione finale, voto 5


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