Pubblicato il 18/10/20

PAGELLE ARAGONESI Ancora una gara pazza il Gran Premio di Aragona ad Alcaniz, che consegna un podio totalmente inatteso. Vince Alex Rins, che scattava dalla 10° posizione con una Suzuki favolosa e che porta sul podio anche Joan Mir, nuovo leader del mondiale. Tra i due Alex Marquez, alla seconda rimonta clamorosa dopo quella di Le Mans, dalla 11° alla 2° piazza. Le Yamaha si sciolgono in gara dopo il dominio in qualifica: Vinales 4° e Morbidelli 6° salvano la baracca, mentre Quartararo con una gomma difettosa, naufraga in 18° piazza e saluta la vetta iridata. Positivo il settimo posto di Andrea Dovizioso, il migliore con una Ducati e KTM in grossa crisi su una pista che sembrava - alla vigilia - poterle premiare. Di seguito tutti i voti del GP aragonese nel dettaglio, in attesa del bis della prossima settimana.

ALEX RINS - VOTO 10 Chi l'avrebbe mai detto? Dopo un mondiale difficilissimo, nel quale poteva dire sicuramente la sua ma ha dovuto fare i conti prima con l'infortunio, poi con l'arrembante compagno Mir e, infine, con qualche errore di troppo, Alex Rins si riscatta e porta a casa la prima vittoria dell'anno comandando con autorevolezza la gara sin da quando ha passato Vinales. E dire che era partito dalla 10° posizione, fuori da ogni radar. Questo è il campione che lo scorso anno batté Marquez a Silverstone e Rossi in Texas portandosi a casa due belle vittorie. La terza arriva in modo inedito per lui che, dovesse bissare questa prestazione anche domenica prossima, tornerebbe addirittura in lizza per qualcosa di importante.

ALEX MARQUEZ - VOTO 9,5 Non gli diamo 10 stavolta, come lo scorso fine settimana a Le Mans, ma la sostanza non cambia. Dato per spacciato da tutti, persino dai suoi datori di lavoro - che lo hanno retrocesso prima ancora dell'inizio della stagione da pilota ufficiale a pilota del team LCR nel 2021 preferendogli Pol Espargaro - Alex ha affrontato un inizio di stagione traumatico e traumatizzante, ma piano piano né è venuto fuori, e nelle ultime gare è cresciuto di pari passo con la sua moto facendo vedere di non essere solo il fratellino di Marc. Oggi è risalito dalla 11° piazza alla 2°, per la perfezione gli è mancata solo l'ultima zampata contro il più esperto Rins, ma il bi-campione del mondo della Moto2 sta diventando una certezza anche in MotoGP.

JOAN MIR - VOTO 8 In un weekend complicato come quello aragonese paga un po' di inesperienza e non riesce a sfruttare al massimo la moto come fa il compagno. Joan si rende comunque protagonista di una bella gara, concreta, in cui non ha il supporto delle gomme nel finale e non può resistere agli attacchi di Alex Marquez. Tiene però dietro Maverick Vinales, e questo per il mondiale è fondamentale, visto che oltre a guadagnare su di lui e su Dovizioso, sorpassa Quartararo e va a dormire per la prima volta in carriera da leader del campionato!

MAVERICK VINALES - VOTO 7,5 Lo si critica spesso, e talvolta a ragione, ma oggi Maverick Vinales ha fatto quello che ha potuto per portare al traguardo nella miglior posizione possibile una moto che sul giro secco non ha rivali, ma che sulla gestione delle gomme è ancora molto complicata. Lo spagnolo parte forte azzardando una doppia soft, ma quando arriva il decadimento viene passato dai tre che finiranno sul podio. Non demorde però, resta sempre concentrato e nel finale riesce persino a tornare sotto a Mir: un giro in più e forse sul podio sarebbe salito lui, regalando agli appassionati una classifica ancor più stretta della attuale (è a -12, sarebbe stato a -6 da Mir).

TAKAAKI NAKAGAMI - VOTO 7 Sempre nei dieci in tutte e dieci le gare sin qui disputate. Anche oggi Taka Nakagami è giunto a punti, stavolta quinto, secondo miglior risultato in stagione dopo il quarto posto di Jerez-2. La costanza del pilota della Honda lo premia in un'annata così livellata, e dunque si ritrova quinto anche in classifica con un distacco tutto sommato contenuto dalla vetta: 29 punti. Nessuno lo vede nella lotta per il mondiale, eppure basterebbe la domenica giusta che quest'anno ha premiato tanti outsider, per fargli fare il passo decisivo, su una moto che ora sta crescendo tantissimo anche nelle mani degli altri piloti, e non solo di Marc Marquez.

FRANCO MORBIDELLI - VOTO 6,5 Vale lo stesso discorso fatto per Vinales. Franco riesce a portare a casa un risultato discreto, perdendo la quinta piazza soltanto all'ultimo giro dal rientrante Nakagami, cercando di non naufragare come avvenuto invece al compagno di scuderia. Vero anche che Quartararo ha pagato una gomma probabilmente difettosa, ma le prestazioni di tutte le Yamaha oggi sono state complicate dalla temperatura, schizzata in alto dopo giorni di gelo, e lui non si è fatto travolgere dagli eventi.

ANDREA DOVIZIOSO - VOTO 6,5 A differenza della Yamaha, la Ducati non ha invece mai brillato per tutto il weekend, su una pista che era invece attesa come positiva per la rossa. Andrea, dopo una qualifica da incubo e in piena polemica con il team, si è reso autore di una buonissima partenza, recuperando di colpo 5 posizioni, poi ha dovuto però lottare, ed è riuscito a portare a casa il miglior risultato possibile oggi, un settimo posto che lo tiene ancora in lizza per il campionato, a 15 punti da Mir.

FABIO QUARTARARO - VOTO SV Passare dalla pole position alla 18° posizione non è consueto e non può esser imputabile solamente al pilota, che non diventa un brocco dal sabato alla domenica. Verò è che, fino a controprova certa che il problema ai suoi pneumatici non sia effettivamente dovuto alla gomma della Michelin, ma al modo in cui l'ha utilizzata il pilota, non ce la sentiamo di dargli un'insufficienza. In condizioni normali sarebbe una gara da 2, non potendo pesare le responsabilità del pilota, ci limitiamo a un ''Senza Voto''. D'altra parte lo scorso weekend, con una moto in estrema difficoltà, aveva comunque fatto vedere la grinta, primo tra le Yamaha.

GLI ALTRI IN BREVE

CAL CRUTCHLOW - VOTO 6 Sta crescendo nelle ultime gare, ma come domenica scorsa, parte nelle primissime posizioni e subito retrocede a centro gruppo, rovinandosi la gara da solo. Ciò che stona è che è il terzo hondista, ma sta ancora riprendendosi dall'infortunio al braccio.

JACK MILLER - VOTO 6 Come il collega di moto Dovizioso, cerca di gestire al meglio una Ducati che sin dal venerdì ha fatto vedere grossissimi problemi. Il nono posto, a meno di un secondo dall'italiano, non merita l'insufficienza.

JOHANN ZARCO - VOTO 6,5 Stesso identico discorso che per gli altri ducatisti, con la differenza che lui guida una GP19 vecchia di un anno, da qui il mezzo punto in più per essere finito in scia a Miller.

DANILO PETRUCCI - VOTO 4 Lui l'insufficienza invece la merita, soprattutto dopo la vittoria di Le Mans. Si torna su una pista che non ha mai amato e tornano le difficoltà, acuite da quelle della sua moto. Il 15° posto non è una consolazione.

FRANCESCO BAGNAIA - VOTO 3 Da quando ha firmato il contratto con la casa ufficiale, non ne imbecca una. In difficoltà per tutto il weekend, è arrivata anche la caduta - unica di tutto il GP - nelle prime fasi di gara.

BRAD BINDER - VOTO 6 A mancare, come la Ducati, è stata un po' tutta la pattuglia KTM. Il sud africano, reduce da due successi in Moto2 ad Aragon, è il primo dei suoi con l'11° posizione, che gli frutta perciò la sufficienza.

POL ESPARGARO - VOTO 5,5 Mezzo secondo il distacco dal compagno, mezzo punto di voto in meno. Non è una regola, ma considerando anche che gli partiva davanti.

ALEIX ESPARGARO - VOTO 5,5 Il crollo è arrivato nel finale, ed è un peccato perché stava facendo una bella gara sulla soglia dei dieci. 

IKER LECUONA - VOTO 5 La moto non c'è, ma anche lui non si fa vedere molto. Resta comunque nel gruppetto con le altre KTM, staccandosi solo nel finale.

MIGUEL OLIVEIRA - VOTO 4,5 Ultimo delle KTM, da un ''race winner'' ci si aspetta un po' di più.

STEFAN BRADL - VOTO 5 Con una Honda molto competitiva, parte bene e in zona punti, ma cede anche lui nel finale, concludendo 17°

BRADLEY SMITH - VOTO 4,5 Vince quantomeno il confronto per la penultima piazza con Rabat, è ormai un pilota titolare vista l'assenza di Iannone, e prendere 10 secondi dal compagno non va bene.

TITO RABAT - VOTO 4 Si era fatto vedere un po' più avanti nelle libere rispetto al solito, nelle qualifiche invece la solita ultima fila, e in gara la solita ultima posizione


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