Pubblicato il 16/08/20

PAGELLE AUSTRIACHE La MotoGP ci ha regalato ancora una volta emozioni forti grazie al Gran Premio d'Austria di questa domenica, con la vittoria da Andrea Dovizioso, ma anche con lo spettacolare incidente che poteva trasformarsi in tragedia, e che per poco non ha coinvolto Rossi e Vinales, letteralmente sfiorati dalle moto impazzite di Zarco e Morbidelli. Sul podio sale per la prima volta in MotoGP lo spagnolo Joan Mir, mentre gettano una possibile vittoria il compagno Alex Rins e lo spagnolo Pol Espargaro. Tra i primi tre anche Jack Miller, autore di una gara generosa. Di seguito tutti i promossi e i bocciati (tra cui Quartararo e Vinales) della gara di Spielberg!

ANDREA DOVIZIOSO - VOTO 10 Per essere un campione non serve solamente vincere titoli mondiali, uno o a ripetizione, ma bisogna soprattutto comportarsi da tale. E Andrea Dovizioso lo è, anche se può vantare solo il titolo 125 solamente perché vissuto nell'era di Marc Marquez. La sua vittoria a Spielberg (la terza in cinque anni, con cinque podi consecutivi) arriva di esperienza, autorevolezza, costanza e intelligenza, e il tutto il giorno dopo l'annuncio ufficiale dell'addio a fine anno alla casa con cui corre da otto stagioni, se vogliamo una motivazione extra per far bene. Oggi poteva batterlo solo Rins, perché tutti gli altri sono stati fiaccati dal Dovi, ma Alex si è sdraiato proprio per provare a superarlo, staccando un pelino oltre il limite. Ma i campioni maturi sanno qual è il limite e quando si può superare, e chissà mai che quest'anno non possa arrivare dove sta provando a giungere da tutta una vita?

JOAN MIR - VOTO 9 Su una pista dove ha già vinto due volte in Moto3, e che dunque si addice molto alle sue carateristiche, Joan oggi sarebbe probabilmente salito sul podio anche senza le cadute del compagno Rins o di Pol Espargaro. Il suo talento è grande, deve solo essere messo nelle condizioni di mostrarlo, e oggi c'erano tutte. Bravo a non staccarsi dal gruppetto di testa all'inizio e a qualificarsi meglio di Rins, bravissimo nel finale a beffare Miller per la seconda posizione. Solo applausi per lui.

JACK MILLER - VOTO 8 Bella gara, generosissima, per Jack. Sia i primi 8 giri, che gli altri 20. In entrambe le metà di gara cerca la testa e la fuga senza riuscirci, ma resta comunque incollato al treno giusto, peccato solo per l'errore alla penultima curva, dopo il quale si fa beffare da Rins.

BRAD BINDER - VOTO 7 È un bluff o no? Di sicuro è un bel pilota, ma come non lo abbiamo idolatrato per la vittoria di domenica scorsa a Brno e non l'abbiamo demonizzato dopo il 17° posto in qualifica ieri, va preso il quarto posto di oggi per quello che è, ovvero un buon risultato, più grande di quanto avrebbe potuto raccogliere in una gara lineare. Ha comunque il merito di restare in piedi, anche se il sorpasso su Rossi è stato al limite, come spesso ci ha abituato in Moto2 e Moto3.

VALENTINO ROSSI - VOTO 6,5 È il migliore dei piloti della Yamaha ma arriva quinto anche perché molti cadono e perde il trenino giusto quando viene passato in modo brutale da Binder, finendo largo e rientrando con un paio di secondi da recuperare. Oggi però, più che alla buona prestazione complessiva, il pensiero va a quanto è capitato a lui e al compagno Vinales all'inizio del nono giro, quando è stato sfiorato da due proiettili giganti travestiti dalle moto di Morbidelli e Zarco. Complimenti per la freddezza di tornare in moto pochi secondi dopo e fare una gara consistente, mettendo in cascina altri 11 punti che gli valgono la quinta piazza nel mondiale.

TAKA NAKAGAMI - VOTO 7 Se non ci fosse lui la Honda, senza Marquez, è il nulla. Alex Marquez oggi è arrivato 14°, Crutchlow 15° e Bradl 17°, salva il carrozzone e continua a occupare una degna posizione in classifica, non lontano dal podio virtuale. Anche oggi una gara consistente, finita negli scarichi di Valentino Rossi.

DANILO PETRUCCI - VOTO 6 La sufficienza è per spronare Danilo a ritrovarsi. Quest'anno non si correrà al Mugello e ad Assen, le piste che preferisce, e dunque ha bisogno di altro per ritrovarsi. Arriva settimo solo grazie ai cinque ritiri di piloti che lo precedevano in gara, ma con la stessa moto del Dovi incassa 12 secondi in una gara ridotta a 20 giri dal botto tra Morbidelli e Zarco che ha visto nei panni di spettatore privilegiato.Ci si attende molto di più da lui.

FABIO QUARTARARO - VOTO 5 Che sia un piccolo fenomeno non c'è dubbio, su ogni pista sul giro secco è tra i migliori, anche su quelle come Brno e Spielberg, che però scoprono tutte le sue carenze alla domenica. Un errore lo condanna a rimontare dalle retrovie nella prima parte di gara. Poi, grazie alla bandiera rossa, torna in gara e, pur partendo ultimo, è molto più vicino a chi gli sta davanti, recuperando fino all'ottava piazza. Un po' pochino per chi deve puntare senza mezzi termini al titolo mondiale, con un numero sempre più grande di rivali, Dovi in primis, che sta avanzando la propria candidatura al titolo.

MAVERICK VINALES - VOTO 5 Parte in pole e subito viene risucchiato da un po' tutti. Quando condivide il miracolo di non essere centrato in pieno dalle moto di Morbidelli e Zarco con Rossi, stava lottando proprio con il dottore per la quinta piazza. Alla ripartenza però, ha un problema con la frizione ed è costretto a risalire dall'ultima posizione, giungendo alla fine decimo. Perde il terzo posto in classifica e ha bisogno di ritrovare subito la consistenza.

POL ESPARGARO - VOTO 4 Per tutto il weekend è il più veloce in pista sul ritmo e tra i migliori sul giro secco. Parte quinto ma subito trova la testa della gara, poi dopo la ripartenza si smarrisce, sbaglia, scivola indietro, sbaglia di nuovo, e nel tentatio di non perdere il trenino di Miller, Dovizioso e delle Suzuki, si sdraia portandosi appresso Miguel Oliveira, autore di una bellissima gara. Due gare su due in cui poteva vincere e si ritira, così non va bene.

JOHANN ZARCO - VOTO 3 Non si scherza a 300 km all'ora, soprattutto in una staccata come curva 3 del Red Bull Ring. In gara stava rimontando bene, sarebbe potuto arrivare a ridosso del podio, ma l'incidente con cui mette fine alla sua gara e a quella di Morbidelli non si è tramutato in tragedia solamente per caso. Magari non l'ha fatto apposta come dice Rossi, ha semplicemente commesso una leggerezza, ma tra professionisti in MotoGP, a 300 all'ora, non c'è spazio per le leggerezze.

FRANCO MORBIDELLI - VOTO SV Stava pagando un po' di usura sulle gomme, e non sappiamo come la sua gara sarebbe andata a finire, diciamo solo che è un bene che non si sia fatto male nell'incidente con Zarco.

ALEX RINS - VOTO 4 Il voto è basso perché la posta in gioco era altissima e quella scivolata proprio non ci voleva. Ci ha provato ed è stato sfortunato, ma anche un po' avventato, di certo non possiamo condannarlo per averci provato , in quel momento era più veloce e lo stesso Dovi ha detto di aver avuto fortuna con lui o sarebbe stata dura batterlo. Può consolarsi pensando che potrà riprovarci la prossima settimana, ma intanto ha buttato una buonissima occasione, anche di tornare in lizza per il mondiale.

MIGUEL OLIVEIRA - VOTO 7,5 Stava facendo una bellissima gara in rimonta proiettata sul 4°-5° posto, ed è stato tirato giù senza colpe da Pol Espargaro. La sua rabbia ai box è giustificata, potrà rifarsi anche lui domenica prossima.

GLI ALTRI IN BREVE

IKER LECUONA - VOTO 6,5 Bravo a non cadere e portare a casa la moto in una buona posizione, il nono posto è figlio dei tanti ritiri, ma per una volta non è lui a non vedere la bandiera a scacchi, ed è già tanto.

MICHELE PIRRO - VOTO 6,5 Partiva ultimo ma con diligenza è risalito fino alla zona punti, e per un replacement driver non è male, visto che si mette subito dietro sia Smith che Bradl, gli altri due piloti collaudatori che corrono nelle sue stesse condizioni.

ALEIX ESPARGARO - VOTO 6 Con la moto peggiore del lotto arriva 11° non lontano da Vinales, al quale deve cedere il passo nel finale. Il talento c'è, servono i cavalli sulla sua moto per farglielo esprimere.

BRADLEY SMITH - VOTO 6 Onesto, arriva a 7 secondi dal titolare mettendosi dietro tre Honda e una Ducati. Gli vale la sufficienza.

ALEX MARQUEZ - VOTO 4,5 continua a essere un oggetto misterioso, perde allo sprint la 13° posizione con Bradley Smith, l'impressione è che senza il fratello in pista, sia ancora più smarrito. E parliamo di un campione del mondo della Moto2.

CAL CRUTCHLOW - VOTO 4 AAA Cercasi Cal, mai visto nelle zone alte della classifica per tutto il weekend e ormai sempre dietro a Nakagami. Vero che sarà defenestrato dalla Honda a fine stagione, ma ci si aspetta di più da lui.

TITO RABAT - VOTO 4 Fuori dai punti a Spielberg con una Ducati che Zarco, colpi di testa a parte, stava portando ai piedi del podio. Basta questo a spiegare il voto.

STEFAN BRADL - VOTO 4 La Honda è una delle moto più difficili da guidare, ma alla terza gara in sella non vediamo progressi dal tester della casa di Tokyo, ultimo di questo GP.


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