Diverse case motociclistiche giapponesi stanno lavorando su più fronti quando si tratta di sviluppare alimentazioni alternative a quelle tradizionali. C'è chi già ha proposto moto elettriche come Honda o chi addirittura moto ibride come Kawasaki. Anche Yamaha è interessata alla tecnologia dell'ibrido sulle due ruote. Per esempio, lo scorso anno presentò il concept dello scooter ibrido Proto HEV oltre a quello della moto ibrida Prodo PHEV. Adesso, Nuove domande di brevetto mostrano il funzionamento interno del sistema di propulsione della Proto HEV e come questo possa essere integrato in un maxi-scooter dall'aspetto convenzionale.
Come funziona l'ibrido di Yamaha
Mentre la Proto PHEV è una naked a tre cilindri basata sulla MT-09 che utilizza la propulsione ibrida Plug-in per migliorare le prestazioni e ridurre le emissioni, la Proto HEV è una monocilindrica con due motori elettrici e un cambio CVT (a variazione continua) a cinghia. Descritto nei brevetti come un ibrido serie-parallelo, questo powertrain è in grado di funzionare in modalità solo elettrica, solo con il motore a combustione o con una combinazione di entrambi.

Per quanto riguarda le due unità elettriche, la prima è posizionata nella parte posteriore del forcellone e agisce direttamente sulla ruota posteriore. Questo motore, alimentato da un pacco batterie posizionato tra le gambe del pilota, permette di guidare lo scooter in modalità completamente elettrica, spegnendo il motore a combustione interna e disconnettendolo dalla trasmissione a variazione continua (CVT). Questa unità, nelle fasi di decelerazione va generare energia per alimentare la batteria.
Il secondo motore è collegato all'albero motore e funge da generatore. Se il pilota richiede prestazioni superiori a quelle che il solo motore elettrico posteriore può fornire, la frizione si innesta automaticamente, collegando il motore a combustione al cambio CVT per azionare la ruota posteriore come in un normale scooter. Contemporaneamente, il motore/generatore anteriore continua a ricaricare la batteria. Il motore elettrico posteriore può anche azionare la ruota per assistere il motore a combustione in modalità ibrida parallela.
Infine, è presente una modalità boost per le massime prestazioni in cui sia il motore elettrico anteriore che quello posteriore assistono il motore a combustione per massimizzare la coppia e la potenza alla ruota posteriore.
I brevetti
I brevetti si concentrano su due aspetti. Il primo riguarda il modo in cui il sistema commuta automaticamente tra le diverse modalità senza che il pilota debba intervenire. La commutazione automatica delle modalità richiede che il computer di bordo gestisca contemporaneamente le modalità di trazione e di rigenerazione dei motori elettrici, la posizione dell'acceleratore del motore a combustione e l'innesto e il disinnesto della frizione. Tale procedura deve essere la più fluida possibile.
Il secondo aspetto del brevetto illustra l'integrazione del sistema di propulsione in uno scooter dall'aspetto convenzionale.
Yamaha, quindi, sta continuando a lavorare su questa tecnologia. Ovviamente non è detto che poi quanto descritto nei brevetti arrivi davvero su di un modello di serie ma pare chiaro che la casa giapponese stia comunque lavorando allo sviluppo di tale soluzione tecnica
Fonte: CycleWorld
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