Sia chiaro: sappiamo bene che c'è sempre l'amico dell'amico pronto a giurare di aver fatto segnare tempi migliori con la sua moto da sparo preparata in garage. Qui però parliamo di un'altra categoria. Abbiamo voluto mettere in fila le moto di serie omologate per l'uso stradale capaci di bruciare lo scatto da 0 a 100 km/h (o meglio, lo 0-60 miglia orarie dei test anglosassoni, pari a circa 96,5 km/h, per poter attingere a una banca dati più ampia) nel minor tempo possibile.
Per farlo, ci siamo affidati principalmente a rilevazioni strumentali verificate e registrate nei test delle riviste di settore, concedendoci giusto un paio di eccezioni ben documentate. Una di queste è la Ducati Diavel V4 RS, che secondo la Casa di Borgo Panigale e le mani esperte di collaudatori e piloti scende sotto la soglia dei 2,5 secondi. Ma andiamo con ordine, partendo da un affollatissimo ex aequo a quota 2,6 secondi.

Yamaha YZF-R1: l'equilibrio del Crossplane (2,6 secondi)
Iniziamo la nostra carrellata con un mostro sacro delle supersportive. La Yamaha YZF-R1 ha fatto registrare un tempo di 2,6 secondi nello 0-100 in un test della testata Cycle World nel 2015. Giusto per darti un riferimento dinamico, la sorella R1M l'anno successivo si è fermata a 2,7 secondi.
Quella versione della R1, spinta dal quattro cilindri in linea da 998 cc con albero a croce, dichiarava 200 CV. Al banco di prova i cavalli effettivi alla ruota erano circa 167 (saliti a oltre 172 con la centralina Circuit ufficiale Yamaha). I modelli successivi, pur aggiornati a livello di elettronica e ciclistica, si sono dimostrati leggermente meno fulminei nello scatto statico puro a causa delle normative sulle emissioni, ma la R1 resta un'icona assoluta di efficacia dinamica.
KTM 1290 Super Duke R: la Bestia di Mattighofen (2,6 secondi)
Se cerchi una naked capace di farti allungare le braccia a ogni minima rotazione del gas, l'hai trovata. Nel 2014, la KTM 1290 Super Duke R ha fermato il cronometro a 2,6 secondi nello 0-100 km/h, battendo di un soffio la rivale diretta Aprilia Tuono V4.
Con un motore bicilindrico a V capace di erogare 151,6 CV alla ruota e una coppia di circa 126 Nm, questa moto non è mai stata pensata per chi ha il polso timido. Anche se i modelli più recenti come la 1390 Super Duke RR promettono ancora più spinta grazie a ben 187 CV, la ''vecchia'' 1290 ha ancora tutte le carte in regola per dire la sua nei rilevamenti reali.
BMW S 1000 R e RR: il rigore bavarese (2,6 secondi)
La Germania risponde presente con la BMW S 1000 R, che nello stesso test comparativo del 2014 ha eguagliato il tempo di 2,6 secondi della KTM. Più leggera della rivale austriaca, la naked di Monaco ha coperto il quarto di miglio in appena 9,94 secondi.
Se preferisci i semimanubri e la carenatura, sappi che la sorella carenata BMW S 1000 RR aveva registrato lo stesso identico tempo già nel 2013. Non è un caso se la versione ''R'' venne eletta miglior moto standard dell'anno: una facilità di guida disarmante unita a prestazioni da capogiro che mettono subito a proprio agio il pilota.
Honda CBR1000RR Fireblade: controllo totale (2,6 secondi)
Poteva mancare la Fireblade in questa lista? Ovviamente no. In una comparativa a cinque del 2012, la Honda CBR1000RR è stata la più veloce di tutte nello scatto da fermo, stampando un eccezionale 2,6 secondi.
La cosa interessante è che la Fireblade aveva molta meno potenza rispetto alla concorrente diretta firmata BMW (circa 153 CV alla ruota contro gli oltre 180 della tedesca). Questo conferma la filosofia storica di Honda: non serve avere la potenza assoluta se non riesci a scaricarla a terra in modo perfetto. La Fireblade si è confermata ancora una volta la macchina più equilibrata ed efficace del lotto.
Kawasaki Ninja H2 e ZX-14R: la forza di Akashi (2,6 secondi)
Qui le cose si fanno serie. Molti pensano che la mostruosa Ninja H2R da pista sia la moto stradale più veloce nello 0-100, ma in realtà la gestione dell'impennata e l'erogazione brutale le impongono un tempo di circa 2,9 secondi. La sorella stradale Kawasaki Ninja H2 (quella omologata e sovralimentata con compressore volumetrico), invece, ferma il cronometro a 2,6 secondi.
Un tempo identico a quello registrato due anni prima, nel 2013, dalla mastodontica Ninja ZX-14R. La grossa cilindrata da 1.441 cc della ZX-14R le permetteva di coprire il quarto di miglio in un fulmineo 9,47 secondi con una velocità d'uscita impressionante. Due modi completamente diversi di intendere la velocità, ma con lo stesso, identico risultato balistico.
Yamaha VMAX: la regina dei semafori (2,5 secondi)
Facciamo un salto indietro nel tempo, precisamente al 2010. La Yamaha VMAX, con il suo look muscoloso e sfacciato, è stata capace di registrare uno spettacolare 2,5 secondi nello 0-100 km/h, lasciando indietro rivali blasonate e dotate di cubature generose.
Il suo motore V4 da 1.679 cc era una vera e propria centrale termoelettrica prestata alle due ruote, capace di erogare una coppia brutale fin dai regimi più bassi. Anche se oggi non è più in produzione (la sua gloriosa carriera si è conclusa nel 2020), lo spirito di quella bruciasemafori vive oggi nella gamma MT, in particolare nella MT-10, definita non a caso ''Master of Torque''.
Suzuki Hayabusa: il falco pellegrino (2,47 secondi)
Il nome Suzuki Hayabusa è sinonimo di velocità pura fin dal suo debutto nel 1999. In un test comparativo pubblicato nei primi anni Duemila, la ''Busa'' ha stampato un tempo di 2,47 secondi nello 0-100 km/h. Un dato incredibile, anche se da prendere con le dovute cautele vista la difficoltà di replicarlo in condizioni reali senza una pista perfettamente gommata.
Ad ogni modo, la seconda generazione del 2008 ha confermato la bontà del progetto fermando la lancetta a 2,58 secondi nello 0-100 e raggiungendo i 160 km/h (100 mph) in meno di 5 secondi. Esistono leggende sul Web che attribuiscono alla più leggera GSX-R1000R un tempo di 2,35 secondi, ma in mancanza di dati strumentali ufficiali e replicabili, la regina di Hamamatsu mantiene saldamente il suo posto sul podio delle moto termiche.
Ducati Diavel V4 RS: il diavolo veste sportivo (2,4 secondi)
Entriamo nella zona caldissima della classifica. La Ducati Diavel V4 RS ferma il cronometro a soli 2,4 secondi nello 0-100 km/h. La Casa di Borgo Panigale la definisce senza troppi giri di parole come la Ducati di serie con la maggiore accelerazione di sempre.
Il merito è del motore Desmosedici Stradale da 182 CV e 120 Nm di coppia, abbinato a una ciclistica sopraffina e a un'elettronica derivata direttamente dalla MotoGP. Il pacchetto di controlli riesce a trasferire a terra ogni singolo cavallo senza far impennare la moto oltre il dovuto, garantendo una trazione che ha dell'incredibile per una cruiser stradale.

Lightning LS-218: il fulmine elettrico (sotto i 2 secondi)
In cima alla nostra lista c'è una moto che gioca un campionato a parte, sfruttando i vantaggi intrinseci della propulsione a elettroni. Parliamo della Lightning LS-218, una supersportiva elettrica da oltre 240 CV e una coppia istantanea che fa spavento solo a leggerla sulla scheda tecnica.
Se nel 2016 la Casa dichiarava uno scatto di 2,2 secondi, la versione aggiornata promette di scendere addirittura sotto i 2 secondi nello 0-100 km/h. L'accelerazione lineare e priva di interruzioni garantita dal motore elettrico è qualcosa di difficile da descrivere a parole: immagina di aggrapparti a un manubrio in fibra di carbonio mentre vieni letteralmente catapultato in avanti senza nemmeno la tregua dei cambi di marcia. Il futuro della velocità pura, che piaccia o meno ai puristi del sound, passa anche da qui.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.










