Peter Hickman non è un pilota qualunque. Stiamo parlando dell'uomo che detiene il record sul giro all'Isola di Man con una media spaventosa di oltre 136 miglia orarie (219 km/h) tra muri di pietra, marciapiedi e case. Eppure, per uno che fa della velocità pura il proprio mestiere, piegare tra le curve del Mountain Course a quanto pare non basta più.
Ora Hickman ha deciso di lanciare un guanto di sfida aperto a Ricky Robinson, il detentore del record mondiale di velocità su due ruote. L'obiettivo comune? Infrangere la barriera mitica delle 400 miglia orarie, vale a dire oltre 640 km/h a contatto con il suolo.
Dai cordoli di Snaefell alle piste salate: la nuova scommessa di Hickman
Per spingersi dove nessun motociclista è mai arrivato prima serve una preparazione maniacale. Hickman è entrato a far parte del progetto GreyhoundLSR, co-fondato da Adam Fawsitt, portando in dote non solo un sangue freddo fuori dal comune, ma un'esperienza unica nel gestire la stabilità di una moto a velocità estreme.
Il lavoro dei tecnici è già iniziato con la scansione tridimensionale del corpo del pilota britannico. L'obiettivo è plasmare la carenatura dello streamliner prototipo direttamente attorno alla sua figura, riducendo al minimo assoluto la superficie frontale e la resistenza aerodinamica attraverso avanzate analisi CFD. Per il tentativo ufficiale, il team GreyhoundLSR ha scelto come teatro la striscia naturale di Hakskeen Pan, in Sudafrica.

Il riferimento da battere: Ricky Robinson e il mostro ACK Attack
Dall'altra parte della barricata c'è chi il primato lo detiene già da ben 16 anni. Ricky Robinson e il famoso team ACK Attack, ideato dal progettista Mike Akatiff, detengono infatti il record assoluto di velocità per moto a 605,6 km/h, siglato sulle distese salate di Bonneville nello Utah.
Anche Robinson ha affilato le armi e punta a superare quota 644 km/h. La sua arma è uno streamliner a doppio motore sovralimentato con turbocompressore, pensato per scaricare a terra una potenza inaudita su un tracciato d'eccezione: il deserto di sale di Salar de Uyuni in Bolivia.
Tecnologia, quota e fisica: le incognite a oltre 600 km/h
Correre a 3.650 metri di altitudine come fa il team ACK Attack in Bolivia presenta vantaggi e insidie ben precisi: l'aria rarefatta riduce l'attrito aerodinamico, ma toglie ossigeno fondamentale alla combustione, costringendo i tecnici a rivedere la sovralimentazione e la carburazione. Di contro, GreyhoundLSR punta sulla regolarità atmosferica di Hakskeen Pan e su un'efficienza aerodinamica estrema disegnata al millimetro attorno al pilota.
Quando viaggiano a oltre 170 metri al secondo su due ruote, la differenza non la fa solo la potenza di picco, ma la capacità di mantenere il mezzo bilanciato e stabile. Sarà un duello affascinante tra due approcci ingegneristici differenti e due piloti con un coraggio fuori dal comune.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



