Se conosci anche solo un minimo la storia delle auto sportive italiane, sai bene che toccare un’icona come l'Alfa Romeo Montreal è un'operazione da maneggiare con i guanti di gomma. Nata per l'Esposizione Universale del 1967 e vestita dalla matita inimitabile di Marcello Gandini per Bertone, la gran turismo milanese ha sempre vantato un fascino magnetico, supportato da quel meraviglioso V8 derivato direttamente dalla Tipo 33 da corsa.
Ma cosa succede se prenda forma il desiderio di affinare un mito del genere senza snaturarlo, applicandovi le più moderne tecnologie motoristiche? La risposta arriva dalla Svizzera, per la precisione dall'officina OKTech di Muttenz, dove il preparatore Oliver ha dedicato oltre 1.300 ore di lavoro per dar vita a un restomod dell'Alfa Romeo Montreal capace letteralmente di far venire la pelle d'oca.

Oltre 1.300 ore di officina e l'aerodinamica della Formula 1
Non siamo di fronte alla classica sovrapposizione di componenti moderne installate a caso su uno chassis d'epoca. Questo progetto è stato concepito con una precisione quasi maniacale. L'intero vano motore dell'Alfa Romeo Montreal del 1972 è stato sottoposto a scansione 3D, una procedura eseguita in collaborazione con un ex tecnico del team Sauber di Formula 1.
L'obiettivo? Riorganizzare gli ingombri, ricavare lo spazio per un radiatore di raffreddamento frontale maggiorato e riprogettare da zero l'intero impianto elettrico. Persino la presa d'aria sul cofano — che nella versione di serie originale era in gran parte estetica — adesso è diventata totalmente funzionale e alimenta direttamente i corpi farfallati singoli dell'aspirazione.
V8 portato a 3.25 litri e un urlo da 9.000 giri/min
Il vero cuore battente di questo restomod risiede sotto il lungo cofano anteriore. Il motore V8 originale da 2,6 litri è stato profondamente rivisto e la cilindrata è stata portata a 3,25 litri. Per riuscirci senza compromettere l'affidabilità, i pistoni sono stati ricentrati per ospitare nuove canne cilindro realizzate su misura.
A questo si aggiungono un albero a gomiti piatto (flat-plane crank), collettori di scarico di lunghezza pari ideati ad hoc e una cura maniacale nell'alleggerimento di ogni massa in rotazione. Il risultato è un propulsore capace di girare fino a 9.000 giri/min, con una risposta al pedale dell'acceleratore fulminea, paragonabile a quella di una superbike. La cosa sorprendente? Nonostante l'indole da corsa, ai bassi regimi l'auto mantiene un minimo regolare, zero vibrazioni anomale e una guidabilità docile anche nell'uso cittadino, pare.

Meccanica affilata e comfort moderno a bordo
Per scaricare a terra la potenza del V8 da 3.25 litri senza mettere in crisi l'autotelaio, OKTech ha sviluppato un pacchetto dinamico di prim'ordine:
Assetto regolabile Intrax: sviluppato e tarato specificamente per la distribuzione dei pesi di questa Montreal.
Differenziale autobloccante al 45%: per garantire la massima trazione in uscita dalle curve.
Impianto frenante maggiorato: con pinze a quattro pistoncini per staccate decise e costanti.
Servosterzo elettrico regolabile: che ti permette di calibrare il carico sul volante in base al tipo di percorso.
Anche l'abitacolo (caratterizzato dall'abbinamento cromatico tra la carrozzeria Oro Metallizzato e gli interni in pelle verde) ha subito importanti affinamenti ergonomici. La seduta è stata modificata per ospitare comodamente anche i guidatori più alti, la leva del cambio offre un azionamento secco e preciso degno di una moderna sportiva e i cristalli elettrici ora scorrono con la velocità e la fluidità di un'auto contemporanea.

Un restomod pensato per essere guidato davvero
Vederla sfrecciare tra le curve e sentire l'urlo del suo V8 che sale verso i 9.000 giri è un'esperienza sensoriale rara. Non ci troviamo davanti a un pezzo da museo destinato a prendere polvere in un garage climatizzato, ma a una gran turismo da 3.25 litri nata per macinare chilometri e regalare emozioni pure ogni volta che si affonda il piede destro. E anche ogni volta che si clicca play sul video qui sopra...
Fonte:Classic Driver
Resta aggiornato
Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.








