Quando a parlare di automobilismo è un volto storico come Tiff Needell — ex pilota di Formula 1 e per anni spalla iconica in programmi come Top Gear e Fifth Gear — conviene sempre prestare attenzione. Intervistato all'interno del podcast Cars & Money, il conduttore britannico ha espresso giudizi piuttosto netti sulla figura di Ayrton Senna, mettendo in discussione l'immagine del pilota brasiliano come intoccabile mito della velocità.
Il punto centrale dell'analisi di Needell riguarda lo stile di combattimento in pista. Secondo il giornalista inglese, il tre volte campione del mondo non può essere considerato il più grande di tutti i tempi proprio a causa dei suoi metodi. Needell ha ricordato la celebre manovra con cui il brasiliano speronò Alain Prost a Suzuka per conquistare il titolo mondiale, sottolineando la differenza con campioni del passato come Jim Clark, che mai avrebbero cercato il contatto volontario con un avversario.
Nel mirino di Needell è finita anche la narrazione cinematografica legata al campione paulista. A suo dire, il docufilm tende a mostrare una visione di comodo, tralasciando episodi chiave come l'ostruzione ravvicinata ai danni di Prost contro il muretto dei box a Estoril.
Secondo Needell, l'impatto di questo approccio ha finito per condizionare negativamente le generazioni successive. Dalle formule addestrative come la Formula Ford fino ai massimi livelli, molti giovani piloti hanno iniziato a giustificare manovre al limite dell'ostruzionismo citando la celebre frase di Senna sul dover tentare l'attacco in ogni spazio libero. Un ragionamento che, se applicato quando lo spazio si sta chiudendo, porta inevitabilmente all'incidente.
Questa condotta ha poi fatto scuola negli anni Novanta, aprendo la strada alle manovre controverse di Michael Schumacher, dalle spallate nei doppiaggi decisivi per il titolo a Adelaide e Jerez fino al parcheggio volontario alla Rascasse nelle qualifiche di Monaco.
L'analisi si allarga poi al motorsport contemporaneo, dove il livello dei contatti in pista continua a far discutere. Needell cita a titolo d'esempio il campionato GT3, ricordando un maxatamponamento avvenuto sul tracciato di Monza dove una dozzina di vetture ad alte prestazioni è finita danneggiata per l'incapacità dei piloti di gestire i rientri in traiettoria.
In questo scenario si inserisce però la figura di Max Verstappen. Sebbene al suo debutto il pilota olandese sia stato criticato per un'aggressività al limite, Needell riconosce come l'olandese sappia muoversi con precisione chirurgica all'interno delle maglie del regolamento. A questo si aggiunge la schiettezza fuori dai box, dote sempre più rara nell'automobilismo moderno dominato dalle strategie d'immagine.
La conclusione di Needell resta comunque severa verso il passato: la classe pura e il talento di Senna e Schumacher rimangono indiscutibili, ma l'impiego di manovre scorrette impedisce di collocarli sul gradino più alto nella storia di questo sport.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



