Quanti ne ha fatti arrabbiare Top Gear? Richard Hammond vuota il sacco
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Quanti ne ha fatti arrabbiare Top Gear? Richard Hammond vuota il sacco


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1 minuto fa - Richard Hammond rivela gustosi retroscena su Top Gear

Richard Hammond svela i retroscena degli incidenti e i momenti più controversi di Top Gear, dall'Argentina al crash con la Rimac

Hai presente quando guardavi Top Gear e avevi quella netta sensazione che alcune scene fossero esagerate a uso e consumo delle telecamere? Ecco, a volte era proprio così, altre decisamente no.

A fare un po’ di chiarezza ci ha pensato Richard Hammond, che in un video sul canale DriveTribe ha deciso di ripercorrere i tre momenti più controversi – e potenzialmente rischiosi – vissuti insieme a Jeremy Clarkson e James May. E indovina un po’? In certi casi la realtà ha superato di parecchio la sceneggiatura.

La provocazione finita male in Alabama

Tutto è iniziato per quello che Hammond definisce un briciolo di ''sfacciataggine''. L'idea era semplice, forse un filo ingenua: attraversare l'Alabama con tre auto scassate (una Pontiac Trans Am, una Cadillac e un pick-up) imbrattate di scritte provocatorie per vedere l'effetto che faceva.

Nelle intenzioni del trio doveva essere un gioco innocuo, un modo per strappare una risata o un insulto leggero. Le cose, però, sono precipitate in un attimo non appena si sono fermati in una stazione di servizio.

Una donna del posto si è avvicinata a Clarkson chiedendogli, senza troppi giri di parole, se stesse cercando di capire quanto potesse sopravvivere un forestiero in un paesino di provincia.

Da lì a poco la situazione è sfuggita di mano: sono comparsi furgoni guidati da residenti non propriamente amichevoli, ed è iniziato un fitto lancio di pietre e sassi contro la troupe.

Il bilancio? Fuga generale a ruote fumanti, con James May rimasto a piedi a causa della batteria scarica e Hammond costretto a fargli un ponte con i cavi d'emergenza nel bel mezzo del caos, mentre i locali si organizzavano via radio per bloccarli sulla statale. Divertente da vedere in tv, un po' meno da vivere sul campo.

Il volo ravvicinato con la Rimac Concept One

Voltiamo pagina e passiamo alla Svizzera. Qui lo scenario cambia radicalmente: niente scritte con lo spray ma un prototipo elettrico da milioni di euro, la Rimac Concept One. Durante l'ultima sessione di riprese di una cronoscalata, Hammond ha perso il controllo del mezzo volando giù da un dirupo per diverse decine di metri.

L'auto è andata completamente distrutta, prendendo fuoco, mentre il conduttore se l'è cavata con una gamba fratturata e un trasporto d'urgenza in elicottero.

Se ti stai chiedendo quale sia stata la reazione di Mate Rimac, il fondatore del marchio (che oggi gestisce anche Bugatti), beh, inizialmente è stata di puro spavento. Poi, una volta appurato che il pilota era fuori pericolo, è subentrato il pragmatismo imprenditoriale.

Mate ha confessato che l'incidente si è rivelato la miglior campagna pubblicitaria possibile per dimostrare la solidità strutturale della vettura. Da quel giorno, Hammond è diventato per tutti una sorta di ''crash test dummy'' ufficiale del brand. Quando si dice vedere il bicchiere mezzo pieno.

Richard Hammond, di Top Gear, al volante della sua Opel Kadett Richard Hammond, di Top Gear, al volante della sua Opel Kadett

L'inferno stradale in Argentina

L'episodio più delicato resta però quello del 2014 in Sudamerica. Ricorderai la targa della Porsche 928 di Clarkson: H982 FKL, interpretata dalla popolazione locale come un chiaro e offensivo riferimento alla guerra delle Falkland.

Hammond ci tiene a ribadirlo con assoluta fermezza: fu solo una coincidenza. Quella Porsche era semplicemente l'unica decente tra le due sole disponibili sul mercato dell'usato britannico all'epoca.

Il problema vero è che l'Argentina si trovava in pieno anno elettorale e cavalcare il sentimento anti-britannico garantiva voti facili. La politica locale ha così mobilitato il sindacato dei camionisti per dare una lezione alla troupe.

Il trio di conduttori è stato costretto a barricarsi in hotel mentre fuori la folla assediava la struttura. Hammond, Clarkson e May sono stati fatti evacuare d'urgenza per vie secondarie, ma la troupe di ottanta persone ha dovuto tagliare la corda via terra, attraversando blocchi stradali e barricate in fiamme fino al confine.

Un'esperienza che il presentatore definisce tuttora come genuinamente terrificante.

Cosa resta di quegli anni folli?

In chiusura, Hammond rivela quale casa automobilistica hanno fatto più arrabbiare (guarda il video per scoprirlo) e si concede una riflessione più generale. Ciò che stupisce di più l'ex volto di Top Gear è il fatto di essere sempre riusciti a farla franca, non tanto per le polemiche sollevate, quanto per l'incolumità fisica delle persone.

Muovere carovane di ottanta veicoli a tutta velocità nei villaggi sperduti dell'Africa o dell'Asia comportava rischi enormi. La paura che un bambino potesse sbucare all'improvviso da una pista polverosa era costante.

Alla fine, al netto di qualche osso rotto dello stesso Hammond, nessuno si è mai fatto male sul serio. E questo, per un programma che ha ridefinito il modo di raccontare le auto in televisione, è forse il miracolo più grande.

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 21/06/2026
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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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