Il produttore di Top Gear svela inediti retroscena su Schumacher
Schuamcher

Il produttore di Top Gear svela inediti retroscena su Schumacher


Avatar di Emanuele Colombo,

1 ora fa - Il produttore di Top Gear svela inediti retroscena su Schumacher

Andy Wilman racconta il Michael Schumacher mai visto: l'ammissione su Villeneuve, il no di Bernie Ecclestone e...

Se hai vissuto la Formula 1 degli anni Novanta e Duemila, quasi sicuramente ti sarai fatto un’idea ben precisa di Michael Schumacher: una macchina da guerra, un pilota d'oro, ma a volte anche un ''cattivo'' spietato in pista, come dopo i celebri contatti con Hill e Villeneuve.

Eppure, l'uomo dietro la visiera era molto diverso da come appariva in televisione. A raccontarlo è Andy Wilman, lo storico produttore esecutivo di Top Gear e The Grand Tour, che in una recente intervista ha tirato fuori dal cassetto dei ricordi alcuni aneddoti risalenti alla fine degli anni Novanta.

Una birra a Mugello e il gioco degli schiaffi

Il primo incontro memorabile avviene alla fine degli anni Novanta per uno speciale della BBC chiamato The Science of Speed (che non c'entrava nulla con Top Gear). Wilman e un giovane Jeremy Clarkson volano al Mugello durante una sessione di test, nella settimana caldissima che precede la finale del mondiale a Suzuka.

Nonostante la tensione comprensibile, Schumacher accetta l'intervista, porta Clarkson a fare qualche giro di pista e poi dà appuntamento alla troupe nel bar del suo hotel a quattro stelle.

Lì succede di tutto: per parlare di coordinazione occhio-mano, il Kaiser si mette a giocare a ''Mani Rosse'' con Clarkson (il gioco in cui si tenta di schiaffeggiare le mani giunte dell'avversario), scherzando sul fatto che quella fosse la cosa meno scientifica mai vista in TV.

Ma è quando le telecamere stringono sul serio che arriva il momento della verità. Clarkson gli chiede esplicitamente del contatto ravvicinato con Jacques Villeneuve a Jerez nel 1997. La risposta di Schumacher spiazza tutti:

''Sapevo che non era la cosa giusta da fare. Ma sono cresciuto nell'era di Mansell, Senna, Prost e Piquet, piloti che giocavano duro e andavano per le spiccie. Quella è stata la mia scuola. L'ho fatto, anche se sapevo che era sbagliato.''

Finita l'intervista, Sabine Kehm, allora addetto stampa di Schumi, va a fare i bagagli. La troupe inizia a smontare le luci e Schumacher decide di restare con loro per bersi una birra in santa pace.

Il motivo? In Italia, per via della pressione dei tifosi, la sua vita si riassumeva in: pista, hotel, servizio in camera e telefonata alla moglie. Potersi sedere in un bar a bere una birra con dei tecnici televisivi, per lui, era una rarità assoluta.

Il contatto tra Schumacher e Villeneuve - Immagine ricampionata con A.I.Il contatto tra Schumacher e Villeneuve - Immagine ricampionata con A.I.

Lo scontro burocratico con Bernie Ecclestone

Il vero capolavoro di Schumacher, secondo Wilman, si consuma però un anno dopo, in sala di montaggio. Per chiudere la puntata servono le immagini del famoso incidente di Jerez.

Wilman chiama Bernie Ecclestone per chiedere i diritti del video, ma il patron della F1 si impunta: ''Quella roba è sotto chiave in cassaforte, figlio mio. È storia, nessuno vuole rivederla''.

Dopo mezz'ora Ecclestone richiama: ''Ho cambiato idea, puoi avere i video. Ma voglio un fax firmato da Michael in cui dice di essere d'accordo''. Wilman contatta Willi Weber, lo storico e potente manager del pilota fino al 2010, che si allinea a Bernie: ''Dirò di no a Michael, questa è roba passata e sepolta. Non ci conviene''.

Eppure, passano trenta minuti e arriva il via libera definitivo. Schumacher ha scavalcato il suo stesso management: ''Ho fatto quell'intervista e ho detto quelle cose, quindi dategli pure i filmati''. Un uomo di parola, diretto e senza filtri.

Il leader che non si lamentava mai

Ross Brawn ha spesso ricordato a Wilman dettagli che il grande pubblico non ha mai potuto vedere. Quando Schumacher arrivò alla Ferrari nel 1996, la macchina non era all'altezza. Qualsiasi altro pilota di grido avrebbe iniziato a lamentarsi pubblicamente con la stampa; lui no. Sapeva di essere all'inizio di un progetto a lungo termine.

Tutti sanno che all'ora di pranzo si metteva a giocare a calcio con i meccanici nel retro dei box. Meno noto è invece che a Natale faceva il giro dei reparti a Maranello per stringere la mano a chiunque, compresi gli addetti alle pulizie che stavano spazzando il pavimento.

Costruiva il team dall'interno, guadagnandosi la fedeltà assoluta di ogni singolo uomo della squadra. Proprio per questo, per Wilman resta un eroe, rendendo ancora più amaro il pensiero di un destino cinico che lo ha frenato sulle piste da sci mentre cercava di aiutare un bambino rimasto a terra. Altri dettagli nella video intervista raccolta da High Performance.

E il futuro di Top Gear?

A margine dei ricordi su Schumi, a Wilman è stato chiesto se accetterebbe mai di aiutare la BBC a rimettere in piedi Top Gear. La risposta è stata decisamente secca. Secondo il produttore, lo show non tornerà più, almeno non nel breve periodo.

Il terribile incidente di Freddie Flintoff ha tolto l'anima e l'energia alla trasmissione; la decisione di fermarsi a leccarsi le ferite era sacrosanta, ma oggi all'interno della BBC sembra mancare completamente la volontà politica e creativa di ricostruire un format automobilistico da zero.

Con la chiusura anche di The Grand Tour, il panorama dei grandi show motoristici televisivi sembra essere arrivato al capolinea.

VEDI ANCHE




Pubblicato da Emanuele Colombo, 16/05/2026
Tags
Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

Gli articoli di Emanuele

Vedi anche