A quattro anni dallo stop indefinito e proprio alla vigilia del restyling annunciato dai rivali di The Grand Tour, in casa BBC qualcuno sembra non aver nessuna intenzione di arrendersi. Le indiscrezioni d'oltremanica parlano chiaro: l'emittente britannica vorrebbe riportare sui palinsesti Top Gear con un nuovo esperimento di reboot. Stando a quanto rivelato dal Sun, il candidato forte per la conduzione della nuova era (con debutto ipotizzato già per il prossimo anno) sarebbe il comico Jimmy Carr.
Voci interne alla produzione accennano a contatti già avviati con l'artista britannico, affiancato eventualmente da una presenza femminile e da alcuni volti noti del web. Dalla BBC, come prevedibile, per ora arrivano solo i classici no comment di rito. Ma all'ipotesi di Carr in veste di uomo copertina designato per rilanciare il brand motoristico più famoso al mondo, alcuni comemntatori storcono il naso.

Il vizio di scambiare lo showman per il giornalista
Da un lato, diciamocelo, i tempi sono cambiati e diverse battute e goliardate della gestione storica non sono invecchiate bene e la sfrontatezza di certe uscite di Clarkson, Hammond e May, oggi sarebbero difficili da mandare in onda. Ma il problema principale sarebbe un altro. Il segreto inimitabile della formula originale risiedeva in una cosa banale: alla guida avevi tre giornalisti dell'auto prestati con successo all'intrattenimento, e non tre professionisti dello spettacolo trascinati quasi a forza nel mondo del'informazione motoristica (ancorché spettacolarizzata).
Non sappiamo se sia davvero questo il nodo da sciogliere, ma è un fatto che i tentativi successivi forniscono indizi forti in questa direzione. Guarda caso, quando a girare la chiave è stato Chris Harris — uno che di auto ci vive e scrive da sempre — i contenuti hanno retto il confronto. Al contrario, figure carismatiche del piccolo schermo come Chris Evans si sono rivelate indigeste nel giro di una singola stagione. Funzionavano le apparizioni memorabili dell'indimenticata Sabine Schmitz, mentre l'operazione Matt LeBlanc, pur onesta, lasciava costantemente l'impressione di guardare un attore che recitava la sua parte anziché un appassionato verace.

Chi è Jimmy Carr e perché il casting fa sollevare qualche perplessità
Per chi non lo conoscesse bene, Jimmy Carr è uno dei volti simbolo dei panel show d'oltremanica: quei format comici tanto popolari nei Reel di Instagram, dove una manciata di celebrità locali si siede dietro a un bancone a fare battute taglienti. Il suo stile di stand-up comedy punta forte sull'irriverenza e sul politicamente scorretto — approccio che può esaltare o stancare a seconda di come metabolizzi il cliché del ''comico che dice le cose che gli altri non dicono''.
Certo, Jimmy le auto le frequenta: nel 2004 fu ospite in pista a Top Gear siglando il record tra le celebrities al volante della solita Suzuki Liana, ed è di recente passato a un'Aston Martin DB6 convertita in elettrico. Ma resta l'identikit perfetto dell'uomo di spettacolo appassionato nel tempo libero. Con il forte rischio che, nell'ennesimo tentativo di reboot, le dinamiche di squadra finiscano per cedere il passo a una sequenza di battute a effetto già viste e poco spontanee.
Foto: Albin Olsson, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



