Certe storie sembrano non voler mai finire. Jenson Button ha già messo il suo nome in cima al mondo, laureandosi campione di Formula 1 nel 2009, ma la passione per le corse non conosce pensionamenti ufficiali.
Annunciato l’addio alle competizioni professionistiche, il britannico ha semplicemente cambiato scenario: dalle monoposto ipertecnologiche alle regine senza tempo del motorsport storico. E a Goodwood, finalmente, è arrivata anche la vittoria tanto attesa.
Nel weekend dello scorso Goodwood Revival, Button aveva conquistato il Freddie March Memorial Trophy al volante di una Jaguar C-Type che definire speciale è riduttivo.

La Jaguar C-Type di Button era quella di Fangio
Parliamo dell’esemplare XKC 018, quello che fu di Juan Manuel Fangio. Un’auto lontanissima, per concetto e sensazioni, dalle F1 con cui Jenson ha costruito la sua carriera, ma capace di regalargli emozioni forse ancora più pure.
La C-Type di Fangio è un concentrato di storia e meccanica d’altri tempi: telaio tubolare, sospensioni anteriori indipendenti e posteriori a barre di torsione, freni a tamburo Lockheed da 12 pollici e un sei cilindri in linea XK da 3,4 litri alimentato da tre carburatori Weber.
Circa 220 cavalli a 5.800 giri, cambio manuale a quattro marce, oltre 230 km/h di velocità massima e uno 0-100 km/h in meno di sei secondi. Numeri che oggi fanno sorridere, ma che negli anni Cinquanta facevano paura. E che, a quanto pare, sanno ancora dire la loro.

La gara di Button: una passeggiata o quasi
Button non è arrivato a Goodwood all’improvviso. Da tempo aveva intensificato il suo impegno nel mondo delle storiche, acquistando anche la celebre Jaguar E-Type “CUT 8” e macinando chilometri proprio con la C-Type ex Fangio. I podi gli erano spesso sfuggiti per un soffio, ma questa volta tutto ha girato per il verso giusto.
In coppia con Alex Buncombe, Jenson ha dominato una gara iniziata sull’asciutto e conclusa sotto la pioggia, confermando non solo il potenziale dell’auto, ma anche una sintonia perfetta tra i due piloti. Una vittoria netta, costruita con autorità nonostante condizioni meteo sempre più insidiose.
«È la prima volta che vinco con una mia macchina, ed è qualcosa di incredibile», ha raccontato Button a fine gara. «Questa Jaguar è epica. Il team ha fatto un lavoro fantastico e Goodwood è uno dei posti più belli al mondo dove guidare.
L’auto sembra nata per questo circuito, ma anche con l’asciutto non è mai semplice: quando il sole cala diventa nervosa, devi guardare letteralmente attraverso il volante. All’inizio ho avuto anche una bella battaglia, poi sembrava tutto facile… finché non ha iniziato a piovere».

La gara di Buncombe... sotto la pioggia
Se Button ha gestito la prima parte, Buncombe ha dovuto fare i conti con un finale al limite. «Ho detto spesso di aver guidato sul ghiaccio, ma quello che ho provato oggi è stato il peggio in assoluto», ha spiegato. «Non avevo idea se stessi guadagnando o perdendo, se ero dieci secondi avanti o cinque al giro più lento. È stata durissima».
Al traguardo, Button e Buncombe hanno preceduto con ampio margine Hunt e Sam Hancock, mentre il terzo posto è andato a Jack Rous e Jake Hill. Una vittoria che vale più di un trofeo: è la conferma che, anche lontano dalla Formula 1, Jenson Button sa ancora come si fa.
Qui sotto trovi il video con gli highlights della gara: se non l’hai ancora visto, rimedia subito.




