Varano De Melegari, al Centro Internazionale Guida Sicura della Scuderia De Adamich. È qui che si è tenuto l'ultimo evento organizzato da Assogomma per sfatare alcuni storici falsi miti sugli pneumatici: dalle performance in funzione della data di produzione (il famigerato DOT) agli effetti di un gonfiaggio non corretto, per finire con il classico dubbio che prima o poi ti sarà venuto: “dove monto le gomme migliori?”.
Coinvolti nel programma, produttori di primo piano di gomme per auto e moto: Bridgestone, Continental, Goodyear, Michelin e Pirelli, a dimostrare che quanto emerso dai test vale per tutti e non è questione di marca.

Mito 1: più la gomma è recente, meglio ''tiene''?
Prima prova: sul piatto c'è la frenata di due Alfa Romeo Giulia identiche, equipaggiate con coperture della stessa marca e modello ma prodotte a tre anni di distanza (2025 e 2023). Gli spazi di frenata rilevati a 55 o a 75 km/h sul bagnato, e fino a 90 km/h sull’asciutto, sono rimasti pressoché invariati.
La strumentazione Datalogic a bordo delle vetture ha misurato scarti di pochi centimetri negli spazi d’arresto; differenze minime su cui, tra l’altro, influisce anche il progressivo affaticamento dell’impianto frenante nelle staccate ripetute al limite.
Il test dimostra che non occorre avere gomme di produzione recentissima perché si comportino bene: l'unica cosa che conta davvero è che siano state correttamente conservate.
Pertanto, sono prive di fondamento tecnico le affermazioni di qualche portale online che propone un vantaggio prestazionale per i prodotti di recente manifattura, arrivando persino ad avventurarsi in slogan commerciali come ''qui si vendono gomme fresche''.

Il DOT non indica la data di scadenza dello pneumatico
È totalmente infondata la correlazione tra data di fabbricazione e sicurezza stradale. La data di produzione, presente obbligatoriamente sul fianco di tutti gli pneumatici, è un’informazione nata per il costruttore, che deve poter tracciare il prodotto lungo tutta la catena distributiva.
In concreto, serve per rintracciare la specifica settimana di produzione di quella copertura nel caso in cui si accertassero delle difettosità a posteriori. In questa eventualità, il produttore è tenuto ad attuare un’azione di richiamo attraverso una precisa procedura disciplinata a termini di legge.
Ricorda che gli pneumatici non hanno una data di scadenza, né quest'ultima può essere legata alla data di fabbricazione. Il rivenditore, il grossista, il distributore e tu stesso, in quanto consumatore finale, per mantenere intatte nel tempo le caratteristiche prestazionali iniziali dello pneumatico dovete semplicemente conservarlo seguendo le raccomandazioni ETRTO, liberamente scaricabili dal sito ufficiale di Pneumatici Sotto Controllo.

Mito 2: la pressione bassa incide su consumi ed emissioni
In questo caso non parliamo di un mito, ma di una sacrosanta verità: con le gomme sgonfie si consuma di più. Lo ha dimostrato un test pratico in pista con un'Alfa Romeo Stelvio diesel. La vettura ha ripetuto per due volte un ciclo di 10 giri ad andature compatibili con la guida su strada (velocità massima di 130 km/h): la prima volta con le gomme alla pressione corretta, la seconda con gli pneumatici sgonfiati di circa mezzo bar.
I dati finali parlano chiaro: nelle medesime condizioni meteo e di guida, la Stelvio con le gomme sgonfie ha registrato un consumo del 12,5% in più. Inoltre, la copertura meno gonfia tende a scaldarsi maggiormente e a usurarsi prima, rilasciando di conseguenza una quantità superiore di particolato nell'aria.
Insomma, avere cura dei tuoi pneumatici è molto più importante della loro età anagrafica. Il consiglio è semplice: controlla la pressione almeno una volta al mese, se non vuoi fare danni all'ambiente e (soprattutto) al tuo portafoglio.

Mito 3: la pressione bassa incide sulla sicurezza
C'è anche un altro effetto collaterale da non sottovalutare: con la gomma sgonfia l'automobile perde guidabilità. Se sei particolarmente attento, te ne potresti accorgere perché per impostare la stessa curva ti serve più angolo di sterzo e il limite di tenuta della vettura si abbassa.
Ma le gomme a spalla bassa, oggi tanto di moda, tendono a mascherare questo comportamento: significa che tu non te ne accorgi, ma l'auto diventa molto meno sicura nelle manovre d'emergenza.
In queste situazioni nemmeno il sensore di pressione gomme (il TPMS che ormai trovi di serie su quasi tutte le auto) ti viene in aiuto, perché spesso non fa scattare l'allarme per perdite ridotte. Ecco perché il controllo periodico e manuale resta fondamentale.

Mito 4: Se cambi solo due gomme, le nuove vanno davanti
Arriviamo all'ultimo test, quello che riguarda la gestione delle gomme usurate. Se vai dal gommista con l'intenzione di cambiare soltanto due coperture su quattro, potresti sentirti proporre di montare quelle nuove sull'asse anteriore. È la scelta giusta o sbagliata?
Da un lato, la logica sembrerebbe corretta per ottimizzare l’usura complessiva: visto che le auto a trazione anteriore (che rappresentano la maggior parte del parco circolante) sollecitano molto di più le ruote davanti, piazzare lì il treno nuovo ti permetterà di allontanare nel tempo la sostituzione successiva. Questo concetto economico, però, fa a pugni con la sicurezza.
Gli pneumatici in stato migliore offrono molta più aderenza, ed è per questo che vanno sempre montati dietro, così da garantire stabilità e controllo nelle manovre d'emergenza. Una situazione critica affrontata con le gomme più consumate al retrotreno, infatti, può facilmente innescare un pericoloso e improvviso testacoda.
Guarda qui sotto il video della prova
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.





