Autore:
Giulio Scrinzi

SOGNO INFRANTONon è finita finchè non è finita”, questo è ciò che ha fatto tenere i denti stretti a Sebastian Vettel fino all'ultima curva dell'ultimo giro nello scorso GP del Messico, nel quale si è reso protagonista di un doppio contatto in partenza prima con Verstappen e poi con Hamilton che, di fatto, aveva già azzoppato tutte le sue ambizioni iridate. A niente è servita la sua spettacolare rimonta fatta di sorpassi a destra e manca nei confronti dell'intera griglia davanti a sé, perchè il nono posto di Lewis ha garantito al britannico un punteggio superiore ai 50 punti che, in ultimo, lo ha incoronato matematicamente Campione del Mondo per la quarta volta.

POTENZIALE INESPRESSO Insomma, ancora una volta il quattro volte iridato di Heppenheim si è dato la mazzata da solo, proprio come ha fatto a Singapore. L'unica differenza, rispetto al round asiatico, è che in questa occasione ha sostituito l'emotività della “prima curva” alla calma necessaria per recuperare terreno in una gara che aveva definito gli equilibri già in partenza. Un peccato vista la pole position firmata il sabato e la prestazione messa in scena durante la sua rimonta fino al quarto posto, che ha mostrato l'ottimo potenziale della Rossa di Maranello.Ancora una volta, il risultato ottenuto in Messico non corrisponde alle potenzialità della SF70H – ha commentato Maurizio Arrivabene, team principal della Scuderia del Cavallino – Performance già viste durante il sabato e poi la domenica, grazie ai numerosi sorpassi e al giro più veloce in assoluto. Il contatto alla prima variante ha però compromesso tutto”.

DOPPIA ANIMA Ciò che è successo in Messico, quindi, ha rivelato la doppia anima di Vettel: da una parte emotivo e con una voglia di fare che vorrebbe imporsi su tutto e tutti, dall'altra freddo e calcolatore in grado di gestire la situazione per massimizzare il risultato in pista. Una dote già intravista dal Presidente della Ferrari, un Sergio Marchionne che lo ha definito “un pilota fenomenale, ma se non sapessi che è tedesco direi che ha un atteggiamento molto simile a un ragazzo del sud. Ha un animo caliente e spero che abbia imparato a gestire le proprie emozioni”. È questo, in sintesi, quello che gli ha privato una possibile vittoria sull'Hermanos Rodriguez: la volontà di tenere testa all'arrembante Verstappen lo ha portato a un errore, simile a quello di Singapore, che ha chiuso in anticipo le pur flebili speranze iridate che ancora manteneva vive.

ULTIME GARE E 2018 Ora arriveranno le ultime due gare della stagione, per la precisione quella di Interlagos, in Brasile, e quella di Abu Dhabi, dove Sebastian potrà far pratica nel gestire la propria emotività e ritrovare sia la calma che quella rabbia agonistica che gli ha permesso di lottare come un leone nella prima parte di Campionato. Vi ricordate la splendida battaglia con Hamilton sul circuito di Barcellona? Ecco, quello è il Vettel che servirà al fine di lottare per il Titolo nel prossimo 2018... a patto di avere una monoposto definitivamente all'altezza delle Frecce d'Argento Made in Brackley. “Abbiamo già iniziato a lavorare per il 2018 già all'inizio di questa stagione – ha rassicurato Marchionne – La cosa importante, ora, è imparare dagli errori che abbiamo commesso in modo da trovare le soluzioni più appropriate per la macchina del prossimo anno. Seb è un Campione del Mondo: gli forniremo una Ferrari in grado di riportarlo al Titolo iridato”.


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