Autore:
Giulio Scrinzi

COMPLEANNO IN SILENZIO Quarantanove candeline. E non poterle festeggiare come si deve. Questa è la condizione attuale di Michael Schumacher, che oggi, 3 gennaio, festeggerebbe il suo 49esimo compleanno in tutta serenità dopo una vita piena di successi passata a oltre 300 km/h. Se non fosse stato per quel terribile incidente sulle nevi di Meribel, accaduto il 29 dicembre del 2013.

FELICITÀ SPEZZATA Quel giorno Schumi stava sciando sulle nevi della località francese di Meribel in Savoia (Francia), quando alle ore 11 ha effettuato un fuori pista tra Chamois e La Bichesulle. Una divagazione che si è rivelata fatale, visto che l’ha portato a cadere di testa contro una roccia. L’impatto, che gli ha provocato un grave trauma cranico e un’importante emoragia cerebrale, ha reso necessario il suo trasporto immediato al Centro Ospedaliero di Grenoble, dove i medici lo hanno indotto in coma farmacologico.

RITORNO A CASA Circa sei mesi più tardi, il 16 giugno 2014, Schumacher ha proseguito la sua riabilitazione nel Centro di neuroscienze dell’Ospedale universitario di Losanna, una clinica privata dove i periodi di risveglio, le riprese di coscienza e l’interazione con l’ambiente circostante sono diventati sempre più frequenti. Poi, il 9 settembre dello stesso anno, Michael è stato finalmente dimesso per continuare le sue cure nella sua villa a Gland.

COME STA OGGI? Da quel momento in poi la famiglia del sette volte Campione del Mondo di Formula 1 ha alzato un impenetrabile silenzio stampa, al fine da mantenere il più possibile la privacy sulle reali condizioni di salute di Schumacher. In tutti questi anni, però, alcuni portavoce e amici stretti del Barone di Kerpen hanno potuto rivelare qualche indizio: uno tra i più importanti è quello dello scorso settembre, quando alcune voci avevano affermato la volontà della sua famiglia di trasferirlo in una clinica in Texas per proseguire la sua riabilitazione. A novembre, poi, i suoi cari hanno affermato che le sue condizioni sono migliorate sensibilmente: nonostante ciò, per veder tornare il grande Michael alla normalità è necessario un vero miracolo.

KEEP FIGHTING In ogni caso, Schumi ha ancora una corsa da vincere: tornare a vivere una vita il più possibile normale, amando la sua famiglia e tutti coloro che gli sono stati vicino in tutti questi anni. In molti hanno espresso il loro stato d’animo nei confronti delle sue condizioni: “Ci manca Michael: è una persona davvero speciale e per me è un vero amico. È lì e sta ancora combattendo”, questo è quanto ha espresso recentemente Jean Todt. Lewis Hamilton, invece, lo ha voluto ricordare così: “Eguagliare il tuo numero di pole position in Belgio, l’anno scorso, è stato un vero onore per me. Continuo a pregare per te e per la tua famiglia”. Il commento più importante, però, è arrivato da sua figlia, Gina Maria: “C’è una sola felicità in questa vita: amare ed essere amati”. Continua a lottare, Schumi!


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