Autore:
Giulio Scrinzi

IN GAME A due settimane dal GP d'Italia corso sullo storico Autodromo Nazionale di Monza, il Circus iridato si sposterà in questo weekend nella città di Singapore, che ospiterà il 14esimo round stagionale sul famoso Marina Bay Street Circuit. Un tracciato molto diverso dal Tempio della Velocità, dove alla velocità pura è richiesta parecchia stabilità e agilità tra le innumerevoli curve che lo compongono. Venite con noi a scoprirne i segreti scendendo nell'abitacolo della Red Bull RB13 di Daniel Ricciardo!

SPETTACOLO DA PRIMA SERATA Il circuito di Singapore, chiamato ufficialmente Marina Bay Street Circuit, è una pista che ha già alle spalle quasi dieci anni di attività: ha inaugurato la prima edizione del GP locale nel 2008 e propone un layout di 5,065 km per un totale di 23 curve, diventando quindi il tracciato più intricato di tutto il Circus iridato. La sua configurazione, infatti, è di tipo “stop and go”, perchè costringe i piloti a frenate al limite seguite da brusche accelerazioni che richiedono delle monoposto stabili e agili allo stesso tempo. Un'altra particolarità del Marina Bay è il fatto di essere stato il teatro della prima gara di Formula 1 completamente in notturna: il circuito, infatti, è dotato di un potente impianto di illuminazione capace di garantire uno spettacolo praticamente unico al mondo.

UN SOLO TENTATIVO Dopo aver battuto il record assoluto di Monza appartenente a Juan Pablo Montoya, scendere in pista sul circuito di Singapore ci ha regalato una sensazione insolita: abituati a curvoni veloci e velocità costantemente superiori ai 300 km/h, le mille insidie del Marina Bay ci hanno infatti un po' spiazzato sulle prime battute. Ma nel giro di pochi passaggi abbiamo prontamente imparato a gestire la nostra Red Bull, che si è adattata perfettamente a questo tracciato cittadino con alcune modifiche di assetto non troppo estreme, improntate ad aumentare sì la rapidità generale ma preservando allo stesso tempo l'agilità e la prontezza in entrata, in percorrenza e in uscita di curva. Alla fine abbiamo montato le gomme Ultrasoft e abbiamo effettuato un unico giro lanciato, proprio come nella realtà, fermando i cronometri su un incoraggiante 1'38''722: dal momento che il record ufficiale è stato firmato l'anno scorso da Nico Rosberg in 1'42''584, possiamo ritenerci ampiamente soddisfatti! 


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