Autore:
Giulio Scrinzi

QUESTIONE DI FRENI Cosa rende durissima una frenata di una Formula 1? Qual è il circuito che ha sollecitato di più i freni delle monoposto nella scorsa stagione 2017? Quale, invece, la staccata più impegnativa in assoluto? Tutte domande a cui Brembo è riuscita a dare delle risposte: sui 20 tracciati che hanno ospitato lo scorso Campionato, i fattori essenziali che hanno giocato un ruolo importante sugli impianti frenanti delle vetture sono stati la percentuale di tempo trascorso con il piede sul freno, la decelerazione media (espressa in G) e l’indice di “difficoltà” con cui la stessa Brembo ha categorizzato le varie piste dove i protagonisti del Circus si sono dati battaglia.

LE CINQUE FRENATE PIÙ DURE Tenuto conto di tutti questi fattori, ecco le cinque frenate più impegnative individuate dalla Casa lombarda: la più dura (e più lunga) in assoluto è quella che i piloti hanno dovuto affrontare in prossimità della curva 8 sul circuito di Abu Dhabi, al termine del rettilineo lungo più di un chilometro. In quel frangente per ridurre la velocità da 329 a 72 km/h sono serviti 2,79 secondi di impegno sul pedale del freno per un totale di 73 metri di frenata, pari a una decelerazione di 5,2g. Si è classificata seconda, invece, quella prima della variante del “Muro dei Campioni” sulla pista di Montreal, in Canada: per non finire contro le barriere, i piloti hanno dovuto dimezzare la velocità (da 322 a 148 km/h) in appena 49 metri con una decelerazione di 5,6g. Medaglia di bronzo per la prima staccata sul tracciato del Bahrain, in cui la potenza frenante è stata pari a 2.427 kW, mentre quella della prima variante sul nostrano Autodromo di Monza (che ha visto una decelerazione da 324 a 80 km/h in 69 metri) è arrivata “solo” quarta, davanti alla curva 14 di Shanghai, quella che termina dopo il rettilineo di 1,2 km che costringe i piloti a ridurre le velocità da 330 a 66 km/h in meno di 3 secondi.

GP PER GP Oltre a ciò, Brembo ha voluto analizzare tutti i 20 circuiti che hanno ospitato i vari Gran Premi del Mondiale 2017. I dati più interessanti? I tracciati di Montecarlo e di Baku hanno svettato per la percentuale di tempo passato con il piede sul pedale del freno (il 23% su tutta la durata del GP), mentre quella di Monza ha primeggiato non solo per la decelerazione media nell’arco di un singolo giro di pista (ben 5,5g) ma anche per quella massima, rilevata in prossimità della mitica Parabolica, che ha forzato i piloti fino al valore di 6,6g! Per quanto riguarda, infine, l’indice di difficoltà in termini di impegno frenante, i circuiti del Messico, di Singapore, di Abu Dhabi e del Canada hanno ottenuto il massimo valore (10/10). A seguire troviamo il Bahrain con un punteggio di 9/10, mentre a parimerito sull’indice di 8/10 si sono classificate le piste di Baku, di Sochi, di Melbourne, del Red Bull Ring e di Monza, che a quanto abbiamo potuto vedere non si caratterizza solamente per le altissime velocità sui suoi rettilinei come tutti siamo soliti pensare...


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