Fino a oggi i robotaxi di Waymo erano Jaguar I-Paceadattati alla guida autonoma. Di fatto delle vetture di serie con una tecnologia sofisticata montata sopra. Ora Waymo ha adottato un approccio completamente diverso presentando il nuovo robotaxi Ojai. Per la prima volta, infatti, Waymo propone un veicolo progettato fin dall'inizio per il trasporto autonomo di passeggeri, senza compromessi dettati da una piattaforma pensata per altro. Il lancio è iniziato pochi giorni fa a San Francisco, Los Angeles e Phoenix (entro l’estate seguiranno Denver, Las Vegas e San Diego) con corse inizialmente gratuite per un gruppo selezionato di utenti.
Il nuovo robotaxi Ojai
L'Ojai è un minivan elettrico sviluppato insieme a Zeekr (marchio del gruppo Geely) progettato in Svezia e prodotto in Cina. I veicoli (spediti in Arizona senza qualsiasi tecnologia di connettività cinese) vengono qui equipaggiati con tutto il sistema Waymo. Questa soluzione metodo consente all'azienda di operare nel mercato statunitense aggirando le restrizioni sui veicoli di produzione cinese, pur beneficiando della competitività produttiva di Geely.

L'abitacolo è stato ripensato attorno al passeggero. C’è quindi un pavimento piatto, il gradino d’accesso basso, le porte scorrevoli su entrambi i lati con apertura automatica, tre schermi adattativi per i passeggeri posteriori (da cui controllare percorso, musica e climatizzatore), prese di ricarica e portabicchieri. Una curiosità che potrebbe sorprendere: perché c’è il volante se si tratta di un veicolo a guida autonoma per giunta progettato da zero e non adattato? La motivazione è che Waymo ha scelto di inserirlo per non disorientare i nuovi utenti. Vederlo li tranquillizza che quella è un’auto a tutti gli effetti.
Sul fronte dell'accessibilità, l'Ojai include etichette in braille e corrimano. Il design è stato pensato anche per la cura e la gestione ordinaria del veicolo con gli interni più facili da pulire, la ricarica più rapida e un’architettura modulare per ridurre i costi di manutenzione.
Dal punto di vista tecnico, sull'Ojai debutta la sesta generazione del Waymo Driver, il sistema di guida autonoma di Livello 4 dell'azienda, che include 13 telecamere, 4 LiDAR, 6 radar e una serie di ricevitori audio esterni. Rispetto alla generazione precedente il numero complessivo di sensori scende del 42%, con costi dichiarati inferiori ai 18.000 euro per veicolo. Come detto la sesta generazione è modulare, quindi oltre all'Ojai, sarà applicata anche alla Hyundai IONIQ 5, secondo veicolo già annunciato per l'espansione della flotta. La nuova architettura è progettata per gestire condizioni meteo avverse come neve e ghiaccio, aprendo la strada a mercati finora difficili. Un aspetto non irrilevante, considerato che episodi con piogge intense avevano già costretto al fermo parte della flotta nelle scorse settimane.
Fonte: TechCrunch
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




