Autore:
Lorenzo Centenari

RINVIO Robotaxi che scarrozzano gentlemen in panciotto e bombetta, i classici bus a due piani a pendolare senza un conducente a bordo da una sponda all'altra del Tamigi, droni che sorvolano Buckingham Palace per recapitare pacchi urgenti a Sua Maestà. Ecco cosa attenderà i turisti quando saliranno in superficie alle stazioni di The Tube, rete metropolitana, a sua volta, completamente automatizzata. Un giorno, questa sarà Londra. Ma quel giorno non è esattamente dietro l'angolo. Le proiezioni emerse da uno studio dell'autorità dei trasporti londinese parlano di almeno il 2030. Se tutto va bene.

HORIZON 2030 La prudenza dell'amministrazione di Londra contrasta con l'ottimismo predicato invece qualche tempo fa dal Governo britannico. A Westminster spopolava l'illusione che il Paese, con la capitale nelle vesti di progetto pilota, sarebbe stato pronto ad ospitare auto a guida autonoma e infrastrutture ad alto tasso di connettività entro il 2021. "C'è molto entusiasmo attorno all'idea che la rivoluzione della mobilità possa avvenire nel futuro immediato, tuttavia - recita pressapoco il report - le stime sono poco realistiche. Una scadenza più attendibile è semmai la decade dal 2030 al 2040".

TRAFFIC JAM Doccia fredda, insomma, per chi era pronto ad assistere alla trasformazione della City in una avveniristica Smart City. Lo studio mette innanzitutto in guardia il Parlamento sull'eventualità, qualora le auto senza conducente guadagnassero la diffusione di massa, di una congestione del traffico ancora maggiore dei già critici standard odierni. Un rischio che potrebbe prevenirsi se il primo cittadino di Londra Sadiq Khan, nel frattempo, promuovesse la filosofia car sharing. Nel caso un boom dell'auto condivisa contribuisse a fluidificare le vie londinesi, allora (e non prima) l'auto a guida autonoma sarà la ciliegina sulla torta.

AUTONOMOUS LONDON? Il documento della commissione trasporti di Londra sviscera anche le ragioni per le quali la città non sarebbe ancora in grado di sostenere lo "switch" da una forma di mobilità tradizionale a quella del futuro, tutta autonomous driving e connettività. Tra i temi trattati, spunta Uber: visti anche gli scandali che ne hanno costellato la storia recente, la compagnia di trasporto privato non sarebbe pronta, secondo lo studio, a gestire la transizione ai robotaxi con efficacia. Last but not least, la guida autonoma come minaccia all'occupazione: che ne sarebbe degli autisti dei bus, un giorno che essi procedessero da soli?


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