Autore:
Marco Congiu

NUMERI IN CHIARO Secondo quanto riportato da Automotive News Europe, alcuni concessionari di Fiat Chrysler Automobiles hanno protestato contro il costruttore a seguito dell’invio di ben 6.000 veicoli da loro mai richiesti. I concessionari hanno scoperto tutto ciò in febbraio controllando nei database di riferimento, scoprendo che di quelle 6.000 unità la più parte era composta da Tipo e Ducato. «Ci hanno inviato un numero considerevole di Fiat Tipo, tra l’altro con specifiche difficili da vendere sul mercato. Abbiamo già un surplus di quel modello!» commenta un concessionario che preferisce rimanere anonimo. «Fiat durante la notte ci ha fatturato più di 5.000 unità di un modello – la Tipo, ndr - che finora questo anno aveva venduto solo circa 4.000 unità al mese» fa eco un collega, anch’esso anonimo.

TRIMESTRE DIFFICILE Carlo Alberto Jura, Presidente dell’UCIF – l’associazione dei dealer di FCA – ha commentato la mossa di Fiat come “inopportuna”, dal momento che i concessionari hanno già riserve abbondanti, sufficienti per vendere Tipo per 8 o 9 mesi prima di esaurirsi. Tutto ciò a margine di un trimestre non facile per FCA, come dichiarato dallo stesso Amministratore Delegato di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne il 14 aprile scorso, in occasione dell’assemblea degli azionisti. «Sapevamo sarebbe stato il momento peggiore dell’anno.» ha commentato il Presidente della Ferrari.

MERCATO FONDAMENTALE L’Italia rappresenta un terreno cruciale per FCA e per Fiat in primis. È nel nostro paese che il costruttore torinese vende il 44% del complessivo in Europa. L’UCIF ha chiesto ai concessionari di rifiutare in futuro la consegna dei veicoli non richiesti. «L’invio di veicoli non richiesti ai dealer non è pratica comune in Italia» dichiara Plinio Vanini, proprietario di Auto Torino, il più grande venditore del gruppo con oltre 21.000 unità l’anno.


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