Autore:
Massimo Grassi

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI Mentre Volkswagen si prepara a pagare 4,3 miliardi di dollari al dipartimento di giustizia statunitense per l’affaire Dieselgate, sempre negli USA tiene banco un altro caso relativo a emissioni truccate, questa volta su modelli prodotti da FCA. Si tratta del V6 EcoDiesel di 3 litri montato su Jeep Grand Cherokee e Dodge Ram 1500. Motore che, come sottolineato dal Ministero dei Trasporti italiano, non sono omologati né commercializzati in Italia. Questione chiusa? Ma nemmeno per sogno perché dalla Germania sono arrivati accuse su un altro motore: il 2.0 Multijet montato, tra le altre, dalla Fiat 500 X.

SOFTWARE FANTASMA Secondo la KBA (Kraftfahrt-Bundesamt, ovvero l’ente tedesco per le omologazioni) il diesel montato sulla crossover italiana avrebbe un cosiddetto defeat device in grado di falsare le emissioni in sede di omologazione. La Germania ha così mandato all’Italia, nella primavera dello scorso anno, richieste di verifiche alla Direzione Generale della Motorizzazione e al Ministero dei Trasporti. Operazione effettuata e che ha smontato la tesi tedesca. “La DG Motorizzazione ha effettuato le necessarie verifiche ed inviato una dettagliata relazione alle autorità tedesche, dalla quale si evince che Fiat 500 X, a differenza di quanto sostenuto dalla Germania, è conforme alla normativa vigente” ha commentato il Ministero dei Trasporti italiano.

FACCIAMO LA PACE? È stato così aperto, il 4 novembre 2016, un Comitato di mediazione a Bruxelles specifico sul tema Fiat 500 X e in quel momento è iniziato un botta e risposta tra Italia e Germania, con l’Europa come sovrintendere. Europa che avrebbe effettuato test che avvallerebbero la tesi tedesca, fatto poi smentito dal Ministero dei Trasporti italiano.

RICHIESTE IRRICEVIBILI Una querelle che ha provocato una risposta decisa da parte del Ministro dei Trasporti Graziano Delrio “La proposta tedesca è irricevibile non si danno ordini ad un Paese sovrano come l’Italia. L’Autorità di omologazione italiana è quella deputata a stabilire la correttezza dei dispositivi e noi l’abbiamo stabilita esattamente come loro hanno stabilito la irregolarità sulla Volkswagen. Queste sono relazioni tra buoni vicini che si rispettano. Noi non abbiamo niente da nascondere e i dati sono a disposizione della Commissione Europea che ha messo in piedi una camera di mediazione. Ma non accettiamo imposizioni per le campagne elettorali o per le tensioni interne ad un Paese”.

 

 


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