LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL A pochi giorno dallo stop obbligato delle linee produttive di Golf e Passat, dovuto a una disputa con un fornitore, Volkswagen può nuovamente mette su on gli interruttori delle 6 fabbriche tedesche colpite dal problema. Il colosso di Wolfsburg ha infatti trovato un’intesa con il gruppo Prevent, cui fanno capo Car Trim ed ES Automobilguss, le 2 aziende co-protagoniste della controversia. Le fabbriche Volkswagen potranno così riprendere, in maniere graduale, la produzione delle vetture.

BOCCHE CUCITE Da Volkswagen e Prevent non hanno fatto sapere nulla circa il contenuto dell’accordo stipulato, ma ci pensa Süddeutsche Zeitung, una testata tedesca, a dirci quali sono i punti che hanno permesso di ricucire lo strappo. Sembra infatti che Wolfsburg abbia firmato un nuovo contratto della durata di 6 anni con il fornitore, impegnandosi a non chiedere nemmeno un centesimo di rimborso per la sospensione delle forniture. Rimborso che, secondo i calcoli, si sarebbe aggirato intorno ai 100 milioni di euro. Anzi: il colosso tedesco avrebbe versato 13 milioni nelle casse della Prevent. In cambio VW avrebbe ottenuto la possibilità di collaborare con altri fornitori, a condizione che questi soddisfino al massimo il 20% delle forniture totali.

TUTTA COLPA DEL DIESELGATE Ma perché si era giunti a tale blocco? È presto detto: la colpa è del solito dieselgate: Volkswagen infatti vuole ridurre il più possibile i costi per far fronte agli ingenti esborsi dovuti al caso delle emissioni truccate e aveva chiesto a Prevent di tagliare i costi dei materiali. 


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