Autore:
Lorenzo Centenari

HORIZON 2040 Vent'anni, qualcosa di più. L'aspettativa di vita dei veicoli a benzina e a gasolio, malati terminali ai quali i medici non lasciano scampo, ammonta a poco più di due decenni. Se hanno in mente dei progetti, sarà bene che si affrettino a realizzarli in questo breve lasso di tempo. Nemmeno l'Italia sarà più riserva naturale: la Commissione Ambiente e la Commissione Lavori pubblici del Senato hanno ieri approvato una risoluzione che impegna il Governo a valutare il divieto di commercializzare moto e autoveicoli a combustibili fossili a partire dal 2040.

GENOCIDIO FOSSILE Dopo che il mese scorso Parigi e Londra già avevavo individuato nel 2040 l'ora X delle auto ad alimentazione tradizionale, anche il nostro Paese si impegna dunque ad affamare a poco a poco una "razza" che il nostro pianeta e le nostre città (questa, almeno, l'interpretazione offerta da politici e scienziati) vuole in via di estinzione. Per ragioni di sostenibilità ecologica, economica e tecnologica. L'iter sarà lungo: l'istinto di sopravvivenza della specie darà ai suoi aguzzini filo da torcere. Nel frattempo, la risoluzione invita l'esecutivo ad adottare politiche più incisive per la mobilità sostenibile già dalla Legge di Bilancio 2018. Tra queste, oltre allo stop ai mezzi a combustione interna, anche l'introduzione del bollo progressivo in funzione all'inquinamento dei veicoli, tariffe di parcheggio differenziali e una spinta massiccia al trasporto pubblico locale, alle piste ciclabili, infine ai veicoli elettrici.

ELETTRO-BONUS? Proprio le misure sulle auto a zero emissioni sono quelle che più ci interessano da vicino. E chissà che qualcosa non si muova assai prima del 2040. "Per le imprese - sostengono i senatori Stefano Vaccari, capogruppo in Commissione Ambiente, e Laura Cantini, estensori della risoluzione - va prorogato al 31 dicembre 2018 il superammortamento al 140% degli investimenti anche sui veicoli a basse emissioni. Per tutti, invece, occorre estendere il bonus fiscale al 65% anche sull'acquisto di veicoli a basse emissioni". Sarebbe un primo passo per tentare di schiodare il mercato dell'auto elettrica dallo 0,1% di quota, una vergogna rispetto al resto dell'Europa occidentale. 


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