Autore:
Lorenzo Centenari

AUTONOMOUS VALLEY Il Belpaese come la Silicon Valley? Il gap tecnologico con la mecca globale del digitale è ancora forte, tuttavia un pur piccolo passettino per colmare almeno parte del ritardo è stato mosso. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Tasporti ha trasformato in decreto il protocollo contenuto nella legge di Bilancio 2018 che disciplina smart road e test di auto a guida autonoma. Alt: non significa che da domani abbandoneremo il volante della nostra vettura, né che le strade che percorriamo abitualmente acquistino in un baleno l'intelligenza artificiale. Ma il progresso parte anche da qui. Dalla legge.

SI DIA INIZIO ALLE DANZE Partiamo dalle auto senza pilota: il decreto traccia il percorso verso la sperimentazione degli innovativi sistemi di assistenza alla guida sulle nuove infrastrutture connesse. Il Ministero dei Trasporti può ora dunque autorizzare, su esplicita richiesta e non prima di specifica istruttoria, test di veicoli a guida autonoma. Ma solo su alcuni tratti di strada, e secondo particolari modalità e controlli. Possono chiedere l’autorizzazione istituti universitari, Enti pubblici e privati di ricerca, infine i costruttori stessi del veicolo equipaggiato di sistemi di autonomous driving. Per conoscenza, vi rimandiamo al testo integrale della legge.

ALWAYS CONNECTED Il testo disciplina poi lo sviluppo di "connected road". Progetti di strade smart interesseranno innanzitutto le tratte autostradali o statali di nuova realizzazione, oppure quelle oggetto di manutenzione straordinaria. In particolare, in una prima fase (da qui al 2025) un pool coordinato dal Ministero interverrà sulle infrastrutture appartenenti alla rete europea TEN-T (Trans European Network – Transport), sulla rete autostradale e su quella statale. Successivamente, la sperimentazione verrà estesa all'intero network del Sistema nazionale integrato dei trasporti.

UNA STRADA COME AMICA Ma in cosa consistono, all'atto pratico, queste misteriose smart road? In parole povere, una strada intelligente è quella che mediante la tecnologia digitale e la connessione reciproca tra un'infrastruttura e l'altra, oltre che tra le infrastrutture stesse e i veicoli che le percorrono, favorisce la sicurezza degli utenti e la decongestione dei flussi di traffico. Entro il 2030, promettono dal Ministero, le smart road in salsa italica suggeriranno deviazioni e velocità medie per evitare ingorghi, consiglieranno le traiettorie più efficaci, gestiranno gli accessi a parcheggi e stazioni di rifornimento. Mettersi alla guida sarà un'esperienza nuova.


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