Autore:
Marco Congiu

LA GENTE LA VUOLE? La guida autonoma rappresenta la direzione ultima verso la quale si sta indirizzando tutto il mondo dell'auto. L'obiettivo dichiarato è quello di annullare le morti per incidenti stradali e di ridurre sensibilmente i livelli di stress ed i tempi di spostamento per chi usa un'auto. L'incidente mortale che ha visto coinvolta una Volvo XC90 di Uber e un pedone in America ha però scoperchiato il vaso di pandora. E allora è lecito chiedersi: ma la gente vuole davvero le auto a guida autonoma? Cerchiamo di scoprirlo.

L'AMERICA DICE NO La società di sondaggi Ipsos ha condotto un'indagine su un campione di 21.549 persone tra i 18 e i 24 anni nelle date comprese dal 27 novembre all'8 dicembre 2017, ben prima dell'incidente mortale di Uber, con risultati interessanti. Meno di un americano su quattro ed un canadese su cinque sono a favore delle auto a guida autonoma. Fuori dal territorio nordamericano, il campione favorevole cresce al 30%, ma aumenta il numero di chi non si dice tecnicamente preparato a “mettersi al volante” di un'auto a guida autonoma. Ben un intervistato su quattro è totalmente contrario alla guida autonoma mentre solo il 12% utilizzerebbe servizi di car-sharing autonomi. L'analisi di Ipsos ci dice che è in corso una vera e propria guerra tra chi si professa come evangelista della guida autonoma e chi invece non si fida a mettere la propria vita totalmente nelle mani di un'auto.

CHI FA CON CALMA... Non c'è dubbio che allo stato attuale non sia ancora disponibile in commercio un'auto dotata della totale guida autonoma. C'è chi ha fatto passi avanti importanti come Audi che, con la nuova A8, vanta la guida autonoma di Livello 3, oltre a Volvo e a Tesla con l'Autopilot, nome davvero forviante per indicare un sistema di guida assistita che ha già causato – bene precisarlo, per uso improprio da parte dell'utente – un morto. Subaru, che ha messo proprio Volvo nel mirino per essere riconosciuta come azienda più sicura dell'automotive,vuole andarci con i piedi di piombo per lo sviluppo della guida autonoma. «Vogliamo raggiungere la guida autonoma in maniera intelligente», conferma Tom Doll, CEO di Subaru America. La casa delle Pleiadi è forte del sistema EyeSight che, nell'ultima generazione della Forester, è in grado di leggere il volto del guidatore, arrivando a capire quando non presta attenzione alla strada. È un passo importante, forse tra i più avanzati attualmente in circolazione, ma Subaru stessa ha dichiarato di volersi muovere con i piedi di piombo e di non voler mettere a rischio la sicurezza degli occupanti prima che i tempi siano maturi.

...E CHI SE LA PRENDE Tesla è ancora nell'occhio del ciclone per via dell'ultimo incidente mortale che ha visto coinvolta la Model X, il SUV elettrico della casa californiana. La querelle adesso riguarda la NTSB, la National Transportation Safety Board, e lo stesso Elon Musk, patron di Tesla, con il manager pronto a rispondere per le rime alle richieste di chiarimento sull'incidente della Model X. Nonostante sia emerso che l'Autopilot fosse in funzione al momento dell'incidente, Tesla ammette che le mani del conducente non erano sul volante da almeno sei secondi prima dell'impatto, nonostante l'auto avesse emesso segnali acustici e visivi per richiamarne l'attenzione. A questo si aggiunge come proprio la stessa Tesla non sarebbe potenzialmente stata in grado di evitare l'incidente mortale che ha visto coinvolte un pedone ed una Volvo XC90 di Uber.

CI VUOLE TEMPO La guida autonoma certamente rappresenterebbe – o rappresenterà? - uno dei punti di non ritorno dell'intera industria automobilistica e, a pensare più in grande, anche della viabilità mondiale. Il fatto che adesso quasi la totalità degli attori del panorama automotive stia investendo importanti risorse, è sintomo che entro un decennio potremmo vedere flotte intere di auto a guida autonoma circolare per le nostre strade. La domanda che però sorge spontanea è: la gente le vuole davvero?  


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