Autore:
Lorenzo Centenari

VIDEO SHOCK Premessa: le immagini sono forti e potrebbero urtare un pubblico particolarmente sensibile. Ma il dovere di cronaca ci impone di pubblicare un documento che all'episodio dell'incidente mortale che ha coinvolto una Volvo XC90 a guida autonoma della compagnia di taxi Uber aggiunge dettagli determinanti. Ecco il video dell'impatto: la polizia di Tempe ha deciso di diffonderlo anche in rete. A voi il giudizio. Il nostro, è che un sistema di self-driving funzionante avrebbe scongiurato del tutto la tragedia. E a quanto pare, il software di bordo non ha affatto svolto il suo dovere. Uber e l'autista scagionati? Quanti dubbi.

LA PAROLA ALL'ESPERTO A suffragio della nostra presa di posizione, sin qui basata su prove empiriche, ora arrivano anche le perizie scientifiche di alcuni esperti. Come riportato da Bloomberg, l'ingegnere forense Zachary Moore avrebbe calcolato come un essere umano attento avrebbe avvertito il pericolo, reagito e frenato in tempo, arrestando la vettura almeno a 8 piedi di distanza dal pedone (circa 2 metri e mezzo). A sua volta Bryan Walker Smith, professore di legge alla University of South Carolina impegnato in studi sulla guida autonoma, punta il dito contro la tecnologia di self-driving in dotazione all'auto: qualcosa, tra radar, videocamere e sensori Lidar, non ha funzionato. Male, molto male.

PROVE SCHIACCIANTI Una clip di 23 secondi registrata dal sistema di bordo mostra dapprima le immagini riprese dalla telecamera orientata verso la strada. Segue un video che inquadra invece il conducente durante i secondi immediatamente precedenti al crash. Cosa apprendiamo, in più rispetto a prima? Innanzitutto, che la vittima non è esattamente sbucata dal nulla all'improvviso. La donna colpita dal robotaxi Uber occupava già da qualche secondo la sede stradale. D'accordo il buio, d'accordo che la vittima non indossava un giubbotto catarifrangente. Ma come è possibile che i sensori non l'abbiano individuata, e che l'auto non abbia frenato in tempo?

TO BE CONTINUED Altro particolare importante riguarda inoltre il tester. Dal video si nota distintamente come l'uomo sul sedile anteriore della Volvo fosse per lunghi istanti distratto, con lo sguardo rivolto verso il basso. Fosse stato attento (anziché guardarsi l'ombelico), si sarebbe accorto del pedone e sarebbe intervenuto in tempo. Frenando, o sterzando. Le drammatiche immagini diffuse in mondovisione alimentano il dibattito sulla sicurezza dei veicoli a guida autonoma, la cui tecnologia è ancora allo stato embrionale. Senza contare la legislazione in materia, ancora tutta da scrivere. Un precedente, quello di Tempe, che deve fare riflettere.


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