Autore:
Lorenzo Centenari

APPLE CAR, WHERE ARE YOU? Se ne è a lungo rumoreggiato come uno dei programmi più ambiziosi, e non solo nel settore della guida autonoma. Nel campo dell'industria in generale. Tuttavia, qualcosa deve essere stato nel frattempo rivisto: di Project Titan, la colossale missione battezzata nel 2014 da Apple per spiazzare i costruttori stessi di automobili, si sono perse le tracce. Uscita dai blocchi prima di tutti gli altri, ora la Mela morsicata sconta nei confronti di competitor come Google, Uber o Baidu un sensibile ritardo. Quali strade può a questo punto imboccare Cupertino per colmare il gap? Una di esse potrebbe avere del clamoroso. Vi diamo un indizio: Apple ha in tasca soldi, molti soldi...

TITANICO ED ENIGMATICO Inizialmente, Project Titan sembrava il nome in codice di un programma di sviluppo di un'auto a guida autonoma e a propulsione elettrica in carne ed ossa. Salvo virare, nel corso del 2016, verso un progetto più specifico. Che escludesse la realizzazione di un prodotto chiavi in mano, in favore di singole tecnologie che invece funzionassero soltanto come supporto alle self-driving car. Software, ma anche hardware: come sensori, videocamere e veri e propri computer di bordo. Sta di fatto che, mentre i prototipi di Uber, Waymo (la divisione autonomous driving di Big G), il motore di ricerca cinese Baidu e altri player ancora, già percorrono chilometri di test, Apple nicchia. 

APPLE SHOPPING D'accordo, i papà dell'iPhone e dell'iPad non hanno ancora messo in strada un'auto a guida autonoma. Non, almeno, pubblicamente (vai tu a sapere cosa sta succedendo in questo momento nel deserto del Nevada, tanto per fare un esempio). Apple ha tuttavia un asso nella manica, un asso che si chiama conto in banca. Tenetevi forte, perché la Mela avrebbe in pancia le risorse addirittura per comprare un marchio auto. In particolare, sfruttando la riforma fiscale voluta da Trump e il rimpatrio detassato di capitali custoditi all'estero dalle grandi compagnie, Apple (che al di fuori degli Stati Uniti parcheggia qualcosa come 252 miliardi di dollari) non avrebbe difficoltà ad acquisire un costruttore del calibro di Tesla, ma anche Ford o General Motors

LA PISTA START-UP Ammesso, ovviamente, che una Casa automobilistica accetti mai di venire risucchiata da un'azienda extrasettore come Apple, l'ipotesi è suggestiva ma altamente improbabile. Più verosimile lo scenario di un acquisto più mirato, magari di una start-up (o più di una) specializzata in una determinata tecnologia di guida autonoma. Seguendo l'esempio di GM, oggi proprietaria di Cruise Automation, e di Ford, che dallo scorso ottobre controlla Princeton Lightware (sensori LiDAR), Apple imprimerebbe a Project Titan l'accelerazione decisiva per rientrare in carreggiata. E finalmente, un giorno, mostrare al mondo la propria iCar. Seguiremo le sue mosse, ansiosi di condividere con voi notizie una più sensazionale dell'altra. 


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