Una hypercar che rinuncia agli schermi, all'elettrificazione e alle soluzioni più estreme per privilegiare il rapporto tra uomo e macchina.
Hennessey Blackbird, la nuova sfida di John Hennessey
È questa la filosofia della Hennessey Blackbird, l'inedita ipersportiva americana, che punta a distinguersi per un approccio dichiaratamente analogico (leggi le prime info su Hennessey Blackbird). Il prototipo è stato mostrato in anteprima, ben lontano dalle consegne ufficiali che dovrebbero iniziare nel 2029, al noto showman americano Jay Leno, durante una visita al Jay Leno Garage, dove Nathan Malinick, responsabile del design del marchio, ha illustrato le caratteristiche del progetto. Guardiamo il video per scoprire il prototipo insieme.
Ma dovete sapere che la storia tra Leno e John Hennessey risale al 1993, quando quest'ultimo preparava Dodge Viper ad alte prestazioni. Da allora, il costruttore ha sviluppato modelli estremi come la VenomGT e la VenomF5, fino alla Blackbird, una vettura che segue una strada differente rispetto alle precedenti creazioni.

Design ispirato all'aereo SR-71 Blackbird
Presentata nell'agosto 2026 durante la Monterey Car Week, in California, con il nome in codice Project Overlord, la Blackbird trae ispirazione dal celebre ricognitore supersonico Lockheed SR-71. Le forme della carrozzeria richiamano il mondo aeronautico, dai fari a diamante ai fanali posteriori ispirati ai postbruciatori del jet. Anche i quattro terminali di scarico riprendono influenze legate alla storia dell'aviazione. La struttura utilizza una monoscocca in fibra di carbonio e pannelli della carrozzeria dello stesso materiale, con un peso inferiore a 1.361 kg. Completano la dotazione cerchi forgiati da 20 pollici all'anteriore e 21 al posteriore, pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 e freni carboceramici Brembo.

V8 aspirato con 850 CV e cambio manuale
Il cuore della Hennessey Blackbird è un V8 aspirato da 6,2 litri sviluppato in collaborazione con Ilmor Engineering. La potenza obiettivo è compresa tra 800 e 850 CV, mentre il regime massimo raggiunge i 9.000 giri. Niente turbocompressori, compressori volumetrici o sistemi elettrici di supporto: la ricetta punta sulla risposta del motore e sul coinvolgimento alla guida.
La trasmissione è affidata a un cambio manuale a sei rapporti con innesti a griglia, collegato alle ruote posteriori. Le prestazioni dichiarate in fase di progetto prevedono uno scatto da 0 a 97 km/h in 2,5 secondi e una velocità massima di 354 km/h. Gli stabilizzatori verticali attivi, ispirati alle tecnologie aerospaziali, contribuiscono alla gestione dell'aerodinamica.

Abitacolo analogico, ma con una tecnologia nascosta
L'impostazione degli interni rompe con la tendenza alla digitalizzazione. Al posto dei grandi display trovano spazio cinque strumenti analogici, un contagiri centrale, interruttori fisici e un volante senza pulsanti. Il comando del cambio è a vista e l'avviamento combina una chiave tradizionale con un pulsante collocato sul tetto. Non mancano dettagli particolari, come una bussola meccanica e un orologio rimovibile ispirato ai cronometri aeronautici.
L'unica concessione significativa al digitale è lo specchietto retrovisore: una telecamera posteriore trasmette le immagini in diretta a un display integrato nel vetro, necessario per compensare la visuale limitata dal motore e dalla paratia posteriore. La vettura prevede inoltre un bagagliaio anteriore per due valigie da cabina e ulteriori vani per i bagagli.

Prezzo da 2,5 milioni di dollari e produzione limitata
L'esclusività sarà uno degli elementi centrali della Blackbird. Hennessey prevede di costruire appena 71 esemplari, con un prezzo di partenza di 2,5 milioni di dollari per ciascuna vettura. Le prime consegne ai clienti sono attese nel 2029.
Il progetto punta quindi su un pubblico disposto a investire in una supercar fuori dagli schemi, nella quale il valore non dipende soltanto dalla potenza o dalla velocità massima. La Blackbird vuole riportare al centro l'esperienza di guida attraverso comandi fisici, un motore aspirato ad alto regime e una trasmissione con cambio manuale, proponendo un'alternativa alle hypercar sempre più sofisticate e digitalizzate.
Resta aggiornato
Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.
Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.




