Il mantra di Colin Chapman — ''Aumentare la potenza ti fa andare più veloce in rettilineo, togliere peso ti fa andare più veloce ovunque'' — trova nella prima generazione della Lotus Elise S1 la sua applicazione più pura.
A distanza di trent'anni dal debutto del telaio Type 111, l'officina britannica Analogue Automotive ha spinto quel concetto ancora oltre, presentando la VHPK: un restomod ad altissime prestazioni caratterizzato da una configurazione a guida centrale monoposto.
Il primo esemplare realizzato per un cliente sfoggia una verniciatura personalizzata nella tinta PK Purple, abbinata a un abitacolo in Alcantara in tinta e a terminali di scarico dorati a contrasto. Non si tratta di un semplice restauro, ma di una riprogettazione totale dell'architettura S1 originale.
Guida al centro: il richiamo al monomarca di fine anni 90
La vera particolarità della VHPK sta nell'abitacolo, dove il singolo sedile a guscio in carbonio è collocato al centro del telaio dopo il riposizionamento della leva del cambio. Per realizzare questo schema, Analogue Automotive si è ispirata alle Elise monoposto che gareggiavano nell'Autobytel Lotus Championship tra la fine degli anni 90 e l'inizio dei 2000, il campionato monomarca ideato da Lotus Motorsport a supporto del BTCC.
Sistemarsi al centro del telaio modifica la percezione della pista e la ripartizione dei pesi. Il posto guida è circondato da pannelli e finiture in carbonio, con la gestione elettronica del motore affidata a una centralina MoTeC (ECU/PCM). Tra gli optional si possono richiedere il sistema di telemetria MoTeC data logging e un impianto di climatizzazione elettrico integrato.

Meno di 600 kg e carrozzeria in fibra di carbonio da F1
L'obiettivo principale del progetto era il contenimento della massa: in ordine di marcia con tutti i liquidi, la VHPK ferma l'ago della bilancia sotto i 600 kg.
Per ottenere questo risultato, la carrozzeria è stata completamente ricostruita in fibra di carbonio ultraleggera. Le componenti vengono realizzate con stampi ricavati da modelli fresati a controllo numerico (CNC), sfruttando le stesse tecniche impiegate in Formula 1 e nell'industria aerospaziale.
Questo processo garantisce una finitura perfetta, maggiore rigidità strutturale e un ulteriore risparmio di peso. Su richiesta è disponibile anche la variante con carrozzeria in carbonio a vista, protetta da trasparente neutro o virato con protezione UV.
Il contenimento delle masse non sospese è stato curato nei minimi dettagli per migliorare risposta delle sospensioni, accelerazione e frenata. L'impianto frenante sfrutta dischi carboceramici da 300 mm con pinze anteriori a quattro pistoncini e mozzi ultraleggeri dedicati. I cerchi di serie sono forgiati, main opzione è previsto un treno di ruote interamente in carbonio che riduce il peso di altri 12 kg.
Completano la dotazione un impianto di scarico alleggerito in acciaio inossidabile con catalizzatore sportivo a 200 celle, un serbatoio in alluminio da 48 litri e la possibilità di montare un hardtop in carbonio (monoscocca o rivestito).

Il motore K-Series da 250 CV e l'origine della sigla VHPK
Il nome stesso VHPK è un omaggio tecnico alla storia Lotus: deriva infatti dalla sigla VHPD (Very High Performance Derivative), la variante da 190 CV del motore Rover K-Series impiegata in passato su icone come la Elise Sport 190, la prima Exige S1 e la 340R.
Analogue Automotive ha evoluto quella base meccanica portando la cilindrata da 1.8 a 1.9 litri e adottando componenti interni forgiati e ricavati dal pieno. Il propulsore rimane rigorosamente aspirato, ma la potenza sale a 250 CV: un incremento di oltre il 30% che, unito ai 600 kg della vettura, porta il rapporto peso/potenza a 400 CV per tonnellata. La trasmissione utilizza un cambio manuale Quaife PG1 a 5 marce con rapporti ravvicinati e differenziale autobloccante.
La dinamica di guida sfrutta un sistema di sospensioni a carreggiata allargata con bracci T45 e montanti in alluminio CNC, derivato direttamente dalla Analogue SuperSport (premiata nel 2024 dalla rivista Autocar). Gli ammortizzatori di serie sono pluriregolabili, ma tra gli optional figura anche uno schema a gestione totalmente attiva.
Serie limitata e prezzo da collezione
La Analogue Automotive VHPK sarà prodotta in soli 35 esemplari numerati a livello globale.Trattandosi di un lavoro artigianale d'alta sartoria meccanica, il prezzo rispecchia l'esclusività dell'opera: servono 350.000 sterline (tasse escluse, circa 410.000 euro al cambio attuale), cifra che comprende la fornitura della Lotus Elise S1 donatrice su cui realizzare la trasformazione.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

















